La crisi del 1929 PDF - Storia, Economia e Conseguenze

Summary

Questo documento esplora la crisi del 1929, iniziando con la prosperità degli Stati Uniti dopo la Prima Guerra Mondiale e proseguendo con il crollo di Wall Street, le sue conseguenze sull'economia statunitense e mondiale e l'impatto della crisi sull'Europa. Vengono anche analizzate le reazioni e gli eventi che portarono al New Deal di Roosevelt.

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LA CRISI DEL 1929 GLI STATI UNITI PRIMA DELLA CRISI 1. GRANDE PROSPERITÀ ECONOMICA DEGLI STATI UNITI DOPO LA GRANDE GUERRA  crescita della produzione industriale (taylorismo)  aumento del reddito nazionale  disoccupazione tecnologica nell’industria  crescita dell’occupazione nel settore dei serv...

LA CRISI DEL 1929 GLI STATI UNITI PRIMA DELLA CRISI 1. GRANDE PROSPERITÀ ECONOMICA DEGLI STATI UNITI DOPO LA GRANDE GUERRA  crescita della produzione industriale (taylorismo)  aumento del reddito nazionale  disoccupazione tecnologica nell’industria  crescita dell’occupazione nel settore dei servizi ↓ ESPANSIONE DEI CONSUMI E MUTAMENTI NELLA VITA QUOTIDIANA 2. EGEMONIA DEL PARTITO REPUBBLICANO NEGLI ANNI VENTI (Harding, Coolidge, Hoover)  liberismo economico  atteggiamento conservatore in politica interna (riduzione delle tasse dirette, aumento delle imposte indirette, riduzione della spesa pubblica, crescita di monopoli industriali e finanziari)  conservatorismo ideologico (pregiudizi contro le minoranze nazionali ed etniche)  proibizionismo (dal 1920 al 1934) OTTIMISMO DELLA BORGHESIA AMERICANA per la prosperità economica (punto 1) e la stabilità politica (punto 2) FRENETICA ATTIVITÀ DELLA BORSA DI NEW YORK (euforia speculativa) ↓ PRECARIETÀ DELL’ESPANSIONE - capacità produttiva sproporzionata alle possibilità di assorbimento del mercato interno - flusso di esportazioni verso l’Europa, reso possibile dai prestiti americani all’Europa IL GRANDE CROLLO DEL 1929 CROLLO DI WALL STREET il 24 ottobre 1929 (giovedì nero della borsa di New York) ↓ CORSA ALLE VENDITE E CADUTA DEL VALORE DEI TITOLI (fallimento delle banche) ↓ CONSEGUENZE DISASTROSE SULL’ECONOMIA STATUNITENSE E MONDIALE  reazione di chiusura statunitense con protezionismo e sospensione di erogazione di credito all’estero  svolta protezionistica di molti stati, contrazione degli scambi  diffusione della recessione economica in tutto il mondo  crescita esponenziale della disoccupazione e impoverimento delle masse di lavoratori LA CRISI IN EUROPA IN EUROPA CRISI FINANZIARIA OLTRE AL DECLINO DELLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE E COMMERCIALI  collasso del sistema bancario in Austria e Germania  allarme per la solidità delle finanze inglesi (sospensione della convertibilità della sterlina in oro nel 1931 e svalutazione monetaria)  sospensione della convertibilità e svalutazione anche in altri paesi europei per cercare di favorire le esportazioni ↓ IMPREPARAZIONE DELLE AUTORITÀ POLITICHE: - riduzione della spesa pubblica - imposizione di nuove tasse ↓ OBIETTIVO: pareggio del bilancio ↓ CONSEGUENZE EFFETTIVE: aggravamento della recessione crescita della disoccupazione ↓ USCITA DALLA CRISI SOLO ALLA FINE DEGLI ANNI TRENTA CON IL RIARMO E LA GUERRA ROOSEVELT E IL «NEW DEAL» SCONFITTA DI HOOVER, candidato repubblicano, alle elezioni presidenziali del 1932 ELEZIONE DI ROOSEVELT, candidato democratico ↓ NUOVO CORSO (NEW DEAL) NELLA POLITICA ECONOMICA E SOCIALE con un energico intervento dello Stato nei processi economici e nella riforma sociale  ristrutturazione del sistema creditizio  svalutazione del dollaro  aumento dei sussidi di disoccupazione La crisi del 1929 1  concessione di prestiti ai cittadini indebitati  premi per la riduzione di coltivazioni e allevamenti (Agricultural Adjustment Act)  accordi sulla produzione e sui prezzi per evitare concorrenza accanita (National Industrial Recovery Act)  opere di sistemazione del territorio (Tennessee Valley Authority) ↓ EFFETTI LENTI E CONTRADDITTORI ↓ ULTERIORE POTENZIAMENTO DELL’INIZIATIVA STATALE (1934-1935) INTENSIFICAZIONE DELLE RIFORME SOCIALI ↓ APPOGGIO DEL MOVIMENTO SINDACALE A ROOSEVELT ↓ FORMAZIONE DI UN’AMPIA COALIZIONE ANTIROOSEVELTIANA per cercare di interrompere le riforme avviate da Roosevelt ↓ SUCCESSO DI ROOSEVELT alle elezioni presidenziali del 1936 E RILANCIO DELLE RIFORME IL NUOVO RUOLO DELLO STATO CAPITALISMO DIRETTO → MODALITÀ PER FRONTEGGIARE LA CRISI: limitazioni alle scelte dei privati intervento e aiuto statale OBIETTIVO FINALE: principio del profitto (come per il capitalismo precedente) LE TEORIE DI KEYNES (1936) pubblicate nel volume Occupazione, interesse e moneta. Teoria generale ↓ NUOVO CAPITOLO NELLA SCIENZA ECONOMICA → CONFUTAZIONE DELLA TEORIA ECONOMICA CLASSICA, in particolare confutazione dello spontaneo equilibrio tra domanda e offerta → PRESENTAZIONE DI UNA NUOVA TEORIA ECONOMICA - necessità di correttivi all’instabilità capitalistica - abbandono del mito del pareggio del bilancio - ruolo fondamentale dell’espansione della spesa pubblica I NUOVI CONSUMI ACCELERAZIONE DEL PROCESSO DI URBANIZZAZIONE ↓ SVILUPPO DEL SETTORE EDILIZIO, DEI TRASPORTI PUBBLICI E DELLE INDUSTRIE PRODUTTRICI DI BENI DI CONSUMO ↓ DIFFUSIONE DEI CONSUMI DI MASSA ANCHE IN EUROPA e non solo negli Stati Uniti La crisi del 1929 2 LA RIVOLUZIONE RUSSA E IL TOTALITARISMO STALINIANO LA RIVOLUZIONE DEL FEBBRAIO 1917 E IL CROLLO DELLO ZARISMO CAUSE DELLA RIVOLUZIONE DI FEBBRAIO  Sconfitte militari nella Grande Guerra e impreparazione del paese ad affrontare una guerra moderna  Riduzione della produzione agricola per il richiamo alle armi di un gran numero di lavoratori maschi allontanati dalle campagne  Crescente malcontento, sviluppo di scioperi e agitazioni per la diffusione di carestie e per la penuria di beni di prima necessità  Contraddizione insanabile tra un sistema arcaico e autocratico e le esigenze di rinnovamento della società con una progressiva disgregazione dell’apparato statale  Richiesta di autonomia da parte delle minoranze non russe (ucraine, baltiche, musulmane) incluse nell’impero dello zar Marzo 1917 MANIFESTAZIONE DEGLI OPERAI DELLE OFFICINE PUTILOV DI PIETROGRADO (febbraio per il (nome della capitale russificato all’inizio della guerra) calendario russo) DIFFUSIONE DELL’AGITAZIONE con dimostrazioni e scioperi in tutta la città AMMUTINAMENTO DELLE TRUPPE incaricate di sparare contro i manifestanti COSTITUZIONE DI UN SOVIET (consiglio) DEGLI OPERAI per l’esercizio del potere nella città E DIFFUSIONE DELLA RIVOLUZIONE con la costituzione di soviet (consigli dei lavoratori) in tutta la Russia ABDICAZIONE DELLO ZAR E FORMAZIONE DI UN GOVERNO PROVVISORIO di orientamento liberale, appoggiato dai ceti borghesi e dalle forze moderate TRA DUE RIVOLUZIONI DUALISMO DI POTERE:  GOVERNO PROVVISORIO, intenzionato a ristabilire l’ordine nel quadro di una monarchia parlamentare, a occidentalizzare il paese (politica interna) e a proseguire la guerra contro la Germania a fianco degli alleati dell’Intesa (politica estera)  SOVIET DI PIETROGRADO, punto di riferimento dei soviet sorti in tutta la Russia, intenzionato a esercitare ampie funzioni governative e amministrative POTERE REALE DEL SOVIET SUPERIORE A QUELLO DEL GOVERNO PROVVISORIO SOLUZIONE DI COMPROMESSO tra soviet e governo provvisorio con l’introduzione di ampie riforme sociali (convocazione di una Costituente, amnistia per i prigionieri politici, introduzione di una legislazione democratica, giornata lavorativa di otto ore) Aprile 1917 RITORNO IN RUSSIA DI LENIN, leader dei bolscevichi ENUNCIAZIONE DELLE “TESI DI APRILE” per la preparazione di una rivoluzione socialista OBIETTIVI DI LENIN:  trasformare la guerra imperialista in guerra civile contro la borghesia  ritirare l’appoggio al governo provvisorio e affidare il potere al proletariato fino all’estinzione dello Stato verso il comunismo PROGRAMMA DI LENIN:  conclusione del conflitto e firma della pace  nazionalizzazione delle terre e concessione del loro uso ai contadini  controllo dei soviet sulla produzione e sulla ripartizione dei prodotti  creazione di una nuova Internazionale rivoluzionaria Maggio 1917 FORMAZIONE DI UN NUOVO GOVERNO, incapace di andare incontro alle più profonde aspirazioni popolari (pace, pane, terra) Giugno 1917 GRANDE OFFENSIVA IN GALIZIA per tentare di rinsaldare il morale dell’esercito FALLIMENTO DELL’OPERAZIONE E RAFFORZAMENTO DELL’OPPOSIZIONE POPOLARE AL GOVERNO CONVOCAZIONE DEL PRIMO CONGRESSO PANRUSSO DEI SOVIET con la prevalenza dei socialisti rivoluzionari e dei menscevichi Luglio 1917 IMPONENTE MANIFESTAZIONE A PIETROGRADO CONTRO LA GUERRA FALLIMENTO DELL’INSURREZIONE E REPRESSIONE GOVERNATIVA ARRESTO DI ALCUNI BOLSCEVICHI E FUGA DI ALTRI (fuga di Lenin in Finlandia) Agosto 1917 COSTITUZIONE DI UN NUOVO GOVERNO DI COALIZIONE, presieduto da Kerenskij, con un orientamento più conservatore del precedente Settembre 1917 FALLIMENTO DI UN TENTATIVO DI COLPO DI STATO DELLA DESTRA, guidato dal La Rivoluzione russa e il totalitarismo staliniano 1 generale Kornilov INTERVENTO DI FORMAZIONI DI LAVORATORI ARMATI (la “guardia rossa”) E RAFFORZAMENTO DEI BOLSCEVICHI (rientro di Lenin in Russia) LA RIVOLUZIONE D’OTTOBRE Novembre 1917 INSURREZIONE BOLSCEVICA A PIETROGRADO, sostenuta da Lenin e Trotzkij, osteggiata (ottobre per il da Zinov’ev e Kamenev calendario russo) OCCUPAZIONE DEL PALAZZO D’INVERNO E CADUTA DEL GOVERNO PROVVISORIO INSURREZIONE IN MOLTI ALTRI CENTRI DEL PAESE RIUNIONE A PIETROGRADO DEL SECONDO CONGRESSO PANRUSSO DEI SOVIET con la maggioranza assoluta di bolscevichi (PROGRAMMA: necessità di una pace democratica e abolizione della grande proprietà terriera) COSTITUZIONE DI UN NUOVO GOVERNO RIVOLUZIONARIO (Soviet dei commissari del popolo), composto solo da bolscevichi, con Lenin presidente, Trotzkij commissario agli Esteri e Stalin commissario alle nazionalità APPROVAZIONE IMMEDIATA DEI DECRETI PER UNA PACE GIUSTA DEMOCRATICA E PER LA REDISTRIBUZIONE DELLA TERRA (iniziale accantonamento del programma di riorganizzazione collettivista delle campagne) CONVOCAZIONE DELLE ELEZIONI PER L’ASSEMBLEA COSTITUENTE (maggioranza assoluta ai social-rivoluzionari e riduzione del peso dei bolscevichi) Dicembre 1917 ARMISTIZIO CON GLI IMPERI CENTRALI INIZIO DEI NEGOZIATI PER LA PACE Gennaio 1918 SCIOGLIMENTO DELLA COSTITUENTE PER ORDINE DEL CONGRESSO DEI SOVIET DEFINITIVA ROTTURA STORICA TRA LA RIVOLUZIONE DI FEBBRAIO E QUELLA D’OTTOBRE Febbraio 1918 CONSOLIDAMENTO DEL NUOVO REGIME SOCIALISTA in tutte le aree dell’ex impero russo a eccezione della Finlandia e dell’Ucraina, proclamatesi indipendenti, e delle regioni baltiche e polacche occupate dalle truppe tedesche NUOVA OFFENSIVA TEDESCA CONTRO LA RUSSIA E TRASFERIMENTO DELLA CAPITALE DA PIETROGRADO (minacciata dai tedeschi) A MOSCA Marzo 1918 FIRMA DELLA PACE DI BREST-LITOVSK con rinuncia russa agli Stati baltici, alla Finlandia, alla Polonia orientale e all’Ucraina PASSAGGIO DA PARTITO BOLSCEVICO A PARTITO COMUNISTA RUSSO RAFFORZAMENTO DELL’OPPOSIZIONE AL GOVERNO SOVIETICO E ORGANIZZAZIONE DI FORZE CONTRORIVOLUZIONARIE LA GUERRA CIVILE Estate-autunno 1918 DIFFUSIONE DI SPINTE CENTRIFUGHE tra le varie nazionalità appartenute all’ex impero zarista e DI MOVIMENTI CONTRORIVOLUZIONARI GUERRA CIVILE tra l’Armata rossa comunista e le armate controrivoluzionarie bianche INTERVENTO MILITARE DEGLI ALLEATI OCCIDENTALI contro le forze rivoluzionarie per evitare un possibile contagio rivoluzionario in Occidente DITTATURA RIVOLUZIONARIA - creazione di una polizia politica (Ceka) - istituzione di un Tribunale rivoluzionario centrale - esclusione di tutti i partiti d’opposizione - reintroduzione della pena di morte (esecuzione sommaria dello zar e della famiglia imperiale) - riorganizzazione dell’esercito (con il nome di Armata rossa degli operai e dei contadini) - istituzione dei commissari politici presso le singole unità combattenti Primavera 1920 FINE DELLA GUERRA CIVILE con la vittoria sovietica e la sconfitta delle armate bianche RECUPERO DI VASTI TERRITORI a eccezione di Lituania, Lettonia, Estonia e Finlandia proclamatesi indipendenti e della Bessarabia rimasta alla Romania SCOPPIO DELLA GUERRA RUSSO-POLACCA con iniziale avanzata russa e successiva controffensiva polacca 1921 CONCLUSIONE DEL CONFLITTO A FAVORE DELLA POLONIA FIRMA DELLA PACE DI RIGA con allargamenti territoriali polacchi LA TERZA INTERNAZIONALE La Rivoluzione russa e il totalitarismo staliniano 2 4 marzo 1919 FONDAZIONE A MOSCA DI UNA NUOVA ORGANIZZAZIONE SOVRANAZIONALE, LA TERZA INTERNAZIONALE O INTERNAZIONALE COMUNISTA PRINCIPI PROGRAMMATICI DELLA TERZA INTERNAZIONALE - sostituire la vecchia Internazionale socialista - coordinare gli sforzi dei partiti rivoluzionari del mondo - rompere con il riformismo della socialdemocrazia europea - ispirarsi nelle decisioni future al modello bolscevico - favorire la formazione di partiti comunisti formati da rivoluzionari di professione - conquistare il potere attraverso la dittatura del proletariato DAL COMUNISMO DI GUERRA ALLA NEP GRAVE DISSESTO ECONOMICO per devastazioni di guerra, carestie, freddo ed epidemie ↓ COMUNISMO DI GUERRA, gestione militarizzata e dall’alto dell’economia e della società affidata al partito bolscevico per permettere la difesa della rivoluzione (estate 1918)  nazionalizzazione delle principali industrie e della flotta mercantile  militarizzazione delle aziende fino all’imposizione del lavoro obbligatorio  requisizioni forzate dei cereali e razionamento dei generi alimentari  creazione di grandi aziende agricole di proprietà dello Stato (SOVCHOZ) e di comuni agricole volontarie (KOLCHOZ) FALLIMENTO DEL COMUNISMO DI GUERRA  riduzione della produzione agricola  rallentamento della produzione industriale  aumento della disoccupazione  crescita esponenziale dell’inflazione e introduzione di pagamenti in natura  svuotamento delle città  morti per carestia (primavera-estate 1921)  diffusione e crescita del malcontento  insurrezioni e scioperi ↓ AVVIO DELLA NEP, Nuova Politica Economica per riconciliare il potere e il mondo produttivo (marzo 1921)  abolizione delle requisizioni dei prodotti agricoli sostituite con una imposta proporzionale al raccolto  reintroduzione del libero commercio al dettaglio e ritorno a un’economia monetaria  liberalizzazione della produzione agricola e delle piccole industrie produttrici di beni di consumo (mantenimento del monopolio statale delle banche, del commercio estero e di quasi tutta l’industria di fabbrica e della produzione di energia) EFFETTI DELLA NEP ristabilimento di un equilibrio nel mondo agricolo e ripresa produttiva nelle campagne affermazione di un ceto di contadini ricchi (KULAKI) progresso di piccole imprese aumento della disponibilità di mezzi di consumo comparsa di una classe di piccoli imprenditori (NEPMEN) difficoltà della grande industria di Stato crescita della disoccupazione LA CREAZIONE DELL’URSS Luglio 1918 PRIMA COSTITUZIONE DELLA RUSSIA RIVOLUZIONARIA  dichiarazione dei diritti del popolo lavoratore e sfruttato  costituzione di un nuovo Stato federale  rispetto dell’autonomia delle minoranze Dicembre 1922 NASCITA DELL’UNIONE DELLE REPUBBLICHE SOCIALISTE SOVIETICHE (URSS) formata da sei repubbliche sovietiche (Russia, Bielorussia, Ucraina, Azerbaigian, Armenia e Georgia), cui si aggiungeranno tra il 1924 e il 1940 Uzbekistan, Tagikistan, Turkmenistan, Kazakistan, Kirghizistan, Moldavia, Estonia, Lettonia e Lituania Gennaio 1924 RATIFICA DELLA COSTITUZIONE DELL’URSS  unione multinazionale di repubbliche, ciascuna con una sua Costituzione  pieni poteri all’Unione in fatto di difesa, relazioni internazionali, moneta, pianificazione e trasporti  formazione di un Comitato esecutivo centrale, una sorta di Parlamento bicamerale, formato da un Consiglio dei soviet dell’Unione (composto di deputati eletti a suffragio indiretto dai soviet delle La Rivoluzione russa e il totalitarismo staliniano 3 repubbliche, in numero proporzionale alla popolazione delle repubbliche federate) e da un Consiglio delle nazionalità (formato da un numero uguale di rappresentanti di tutte le repubbliche federate o autonome)  attribuzione del potere reale al Consiglio dei commissari del popolo e ad un Praesidium di 21 membri, eletti dal Comitato esecutivo centrale DITTATURA DEL PARTITO COMUNISTA CULTURA SOCIALISTA 1. LOTTA CONTRO LA CHIESA ORTODOSSA con un drastico ridimensionamento dell’influenza della Chiesa sulla società (propaganda antireligiosa e atea, riconoscimento solo del matrimonio civile, semplificazione del divorzio, legalizzazione dell’aborto, proclamazione della parità tra sessi, liberalizzazione dei costumi) 2. EDUCAZIONE DELLA GIOVENTÙ (obbligo d’istruzione fino a 15 anni, diffusione di un’istruzione tecnica, formazione ideologica marxista) 3. CREAZIONE DI UNA CULTURA PROLETARIA (PROLETKULT) attraverso la sperimentazione artistica e la ricerca di nuove forme espressive (soprattutto poetiche e cinematografiche) LA MORTE DI LENIN E IL PROBLEMA DELLA SUCCESSIONE A LENIN 21 gennaio 1924 MORTE DI LENIN, celebrazione di grandiosi funerali e attribuzione a Pietrogrado di un nuovo nome, Leningrado, in suo onore CRESCITA DEI DISSENSI INTERNI AL PARTITO E LOTTA PER LA SUCCESSIONE POSSIBILI EREDI DI LENIN: 1. STALIN, segretario generale del partito comunista dal 1922 2. TROTZKIJ, organizzatore dell’Armata rossa 3. KAMENEV e ZINOV’EV, stretti collaboratori di Lenin negli anni della clandestinità e dell’esilio SCONTRO TRA STALIN E TROTZKIJ (tra il 1924 e il 1925)  per il problema della burocratizzazione e centralizzazione del partito  per la contrapposizione tra l’estensione della rivoluzione nel resto del mondo e il consolidamento del socialismo nella sola URSS → STALIN sostiene il socialismo in un solo paese, cioè la possibilità di costruire vittoriosamente il socialismo anche in un paese capitalisticamente poco sviluppato ma dalle grandi risorse naturali e umane come l’Unione Sovietica, indipendentemente dall’appoggio della rivoluzione in altri paesi. TROTZKIJ sostiene la necessità di una rivoluzione permanente e della diffusione del processo rivoluzionario in Occidente. SCONTRO TRA STALIN E BUCHARIN DA UN LATO E ZINOV’EV E KAMENEV DALL’ALTRO  per la politica economica  per il proseguimento o l’interruzione della NEP → STALIN E BUCHARIN sostengono la continuazione dell’alleanza fra operai e contadini sanzionata dalla NEP. ZINOV’EV E KAMENEV criticano le eccessive concessioni ai kulaki rese possibili dalla NEP e sostengono l’avanzata verso il socialismo attraverso il potenziamento dell’industria a spese dei contadini privilegiati. SCONFITTA DELL’OPPOSIZIONE E CRESCITA DEL POTERE PERSONALE DI STALIN 1927 ESPULSIONE DEI TRE OPPOSITORI DAL PARTITO Atto di sottomissione di Zinov’ev e Kamenev e riammissione all’interno del partito Rifiuto di Trotzkij di piegarsi al volere di Stalin 1929 ALLONTANAMENTO DI TROTZKIJ DALL’URSS Continuazione della lotta contro Stalin in esilio 1936 UCCISIONE DI ZINOV’EV E KAMENEV, processati e giudicati colpevoli di tradimento verso lo Stato Sovietico 1940 ASSASSINIO DI TROTZKIJ IN MESSICO per mandato della polizia segreta sovietica LO STALINISMO IN UNIONE SOVIETICA ISOLAMENTO ECONOMICO DELL’URSS indenne dalla crisi economica mondiale del 1929 ↓ FINE DELLA NEP E SCELTA PER L’INDUSTRIALIZZAZIONE FORZATA da parte di Stalin tra il 1927 e il 1928 ↓ MISURE RESTRITTIVE E REQUISIZONI CONTRO I KULAKI (contadini benestanti) ↓ INEFFICACIA DELLE MISURE, COLLETTIVIZZAZIONE DEL SETTORE AGRICOLO (costituzione di fattorie collettive, kolchoz) ED ELIMINAZIONE DEI KULAKI E DI TUTTI GLI OPPOSITORI ↓ PRIMO PIANO QUINQUENNALE DELL’INDUSTRIA (1928) ↓ CRESCITA IMPONENTE DEL SETTORE INDUSTRIALE ↓ La Rivoluzione russa e il totalitarismo staliniano 4 SECONDO PIANO QUINQUENNALE (1933-1937) CON NUOVI INCREMENTI PRODUTTIVI Disciplina severissima e sacrifici tra i lavoratori, diffusione dello STACHANOVISMO STALIN, AUTORITÀ SUPREMA E CAPO CARISMATICO ↓ ATTIVITÀ CULTURALI SOTTOPOSTE A CENSURA E PROPAGANDA STALINISTA (realismo socialista) ↓ ELIMINAZIONE DI RIVALI REALI O POTENZIALI attraverso grandi purghe, deportazioni in campi di concentramento (gulag), processi pubblici e torture La Rivoluzione russa e il totalitarismo staliniano 5 IL DOPOGUERRA IN ITALIA E L’ASCESA DEL FASCISMO I PROBLEMI DEL DOPOGUERRA  crisi economica post-bellica  mobilitazione sociale  fragilità delle strutture politiche  crisi dello Stato liberale e della classe dirigente liberale  rafforzamento delle forze socialiste e cattoliche LE NUOVE FORZE POLITICHE 1. PARTITO POPOLARE - formazione del PPI nel 1919 con la guida di don Luigi Sturzo - programma democratico, aconfessionale (anche se ispirato alla dottrina cattolica), interclassista e antisocialista - affermazione di uno Stato popolare rispettoso della famiglia, della proprietà e dell’iniziativa privata - creazione del sindacato cattolico CIL (Confederazione Italiana dei Lavoratori) - base sociale tra i ceti medi e tra i contadini 2. PARTITO SOCIALISTA - aumento del numero degli iscritti - indebolimento all’interno del partito della corrente riformista guidata da Turati - mantenimento di una linea riformista all’interno della CGL - rafforzamento della corrente di sinistra (massimalista) guidata da Giacinto Menotti Serrati con l’obiettivo di una futura e inevitabile presa del potere - formazione di gruppi di estrema sinistra con obiettivi esplicitamente rivoluzionari (Gramsci e “L’Ordine Nuovo”) 3. MOVIMENTO DEI FASCI DI COMBATTIMENTO - fondazione del movimento a Milano nel 1919 da parte di Mussolini - necessità di riforme sociali e impegno a sostegno della repubblica - acceso nazionalismo e avversione verso i socialisti - adesioni scarse ed eterogenee (ex repubblicani, ex sindacalisti rivoluzionari, ex arditi di guerra) - azione diretta, aggressiva e violenta (incendio della sede dell’Avanti nel 1919) L’ITALIA E LA CONFERENZA DI PACE PARTECIPAZIONE DI ORLANDO E SONNINO ALLA CONFERENZA DI PACE DI PARIGI Richiesta dell’annessione di Fiume (città abitata per la maggior parte da italiani) oltre ai territori previsti da patto di Londra ↓ OPPOSIZIONE DI WILSON alle richieste italiane (messaggio di Wilson al popolo italiano) ↓ ABBANDONO DELLA CONFERENZA DI PACE da parte di Orlando e Sonnino ↓ RITORNO A PARIGI SENZA RISULTATI FAVOREVOLI PER L’ITALIA (questione di Fiume insoluta) ↓ DIMISSIONI DI ORLANDO E FORMAZIONE DI UN NUOVO MINISTERO GUIDATO DA NITTI ↓ CRESCITA DELL’OSTILITÀ ITALIANA VERSO GLI EX ALLEATI E VERSO LA CLASSE DIRIGENTE Formazione del mito della VITTORIA MUTILATA (D’Annunzio) ↓ OCCUPAZIONE DI FIUME (settembre 1919) guidata da D’Annunzio PROCLAMAZIONE DELL’ANNESSIONE DI FIUME ALL’ITALIA LE AGITAZIONI SOCIALI ONDATA DI AGITAZIONI SINDACALI tra il 1918 e il 1920 per l’aumento del costo della vita ↓ CONVOCAZIONE DELLE ELEZIONI nel novembre 1919 col metodo della rappresentanza proporzionale - affermazione di socialisti e popolari - netta riduzione del ruolo dei liberal-democratici FRAMMENTAZIONE POLITICA DIFFICOLTÀ NELLA FORMAZIONE DI MAGGIORANZE OMOGENEE (pericolo di vuoti di potere) ↓ DIMISSIONI DI NITTI, SOSTITUITO DA GIOLITTI (giugno 1920) con un programma molto avanzato - nominatività dei titoli azionari - imposta straordinaria sui sovraprofitti dell’industria bellica ↓ FIRMA DEL TRATTATO DI RAPALLO TRA ITALIA E JUGOSLAVIA (12 novembre 1920) cessione della Dalmazia alla Jugoslavia (tranne Zara) e dichiarazione di Fiume città libera ↓ INIZIALE RESISTENZA DI D’ANNUNZIO A FIUME Il dopoguerra in Italia 1 SUCCESSIVO ABBANDONO DELLA CITTÀ dopo un attacco sferrato dalle truppe regolari italiane (Fiume diventerà italiana grazie a un accordo con la Jugoslavia nel 1924) ↓ AVVIO DEL RISANAMENTO DEL BILANCIO STATALE con difficoltà nella attuazione dei progetti di tassazione dei titoli azionari e dei profitti di guerra ↓ AGITAZIONI DEI METALMECCANICI, sciopero delle lancette (marzo-aprile 1920) E SCONFITTA DEI LAVORATORI RICHIESTA DI MIGLIORAMENTI SALARIALI (maggio 1920) e ostruzionismo sindacale contro la produzione SERRATA DELLE FABBRICHE DA PARTE DEGLI INDUSTRIALI (fine agosto 1920) OCCUPAZIONE DEGLI STABILIMENTI DA PARTE DEGLI OPERAI (settembre 1920) ↓ INCAPACITÀ DI ALLARGARE IL MOTO OLTRE LE OFFICINE OCCUPATE MEDIAZIONE DI GIOLITTI con l’accettazione delle richieste economiche dei sindacati (controllo sindacale delle aziende) ↓ DELUSIONE DELLA CLASSE OPERAIA sul piano politico SCISSIONE DAL PARTITO SOCIALISTA DI UNA MINORANZA DI SINISTRA al Congresso di Livorno (gennaio 1921) NASCITA DEL PARTITO COMUNISTA D’ITALIA con obiettivi rivoluzionari IL FASCISMO AGRARIO E LE ELEZIONI DEL 1921 TRASFORMAZIONE DEL FASCISMO tra la fine del 1920 e l’inizio del 1921 - abbandono del programma radical-democratico - inizio di una lotta contro il movimento socialista attraverso le squadre d’azione ↓ CRESCITA DEL FASCISMO AGRARIO per l’appoggio dei proprietari terrieri contro le leghe socialiste per l’afflusso di nuove reclute (ufficiali, borghesi, giovani) ↓ DIFFUSIONE DEL FENOMENO DELLO SQUADRISMO nelle province padane, in Toscana, in Umbria e anche nelle città del centro-nord (escluso il Mezzogiorno) ORGANIZZAZIONE DI SPEDIZIONI FASCISTE CONTRO OBIETTIVI SOCIALISTI con la compiacenza della classe dirigente e degli apparati statali ↓ CONVOCAZIONE DI NUOVE ELEZIONI (maggio 1921) con l’intenzione di - favorire l’ingresso dei fascisti nei blocchi nazionali (costituiti da conservatori, liberali e democratici) - arginare l’affermazione dei partiti di massa (socialista e popolare) ↓ ESITI ELETTORALI - lieve flessione del partito socialista - rafforzamento del partito popolare - insignificante crescita dei liberal-democratici - legittimazione del movimento fascista ed elezione di deputati fascisti alla Camera ↓ DIMISSIONI DI GIOLITTI (luglio 1921) SOSTITUITO DALL’EX SOCIALISTA RIFORMISTA BONOMI ↓ FIRMA DI UN PATTO DI PACIFICAZIONE TRA SOCIALISTI E FASCISTI (agosto 1921) con la rinuncia alla violenza FRATTURE INTERNE AL MOVIMENTO FASCISTA per l’opposizione degli intransigenti al patto di pacificazione RICOMPOSIZIONE DELLE FRATTURE al Congresso dei Fasci di Roma con la sconfessione del patto di pacificazione NASCITA DEL PARTITO NAZIONALE FASCISTA guidato da Mussolini (novembre 1921) ↓ COSTITUZIONE DI UN NUOVO MINISTERO GUIDATO DA FACTA, giolittiano con scarsa autorità (febbraio 1922) CRESCITA DELLE VIOLENZE SQUADRISTE ↓ IMMOBILISMO SOCIALISTA di fronte agli eventi PROCLAMAZIONE DI UNO SCIOPERO LEGALITARIO DA PARTE DEI SINDACATI (agosto 1922) REPRESSIONE FASCISTA ↓ SCISSIONE DEI SOCIALISTI RIFORMISTI DALLA MAGGIORANZA MASSIMALISTA NASCITA DEL PARTITO SOCIALISTA UNITARIO (PSU) al Congresso di Roma (ottobre 1922) con segretario Giacomo Matteotti e con l’obiettivo di appoggiare un governo di coalizione democratica LA MARCIA SU ROMA E IL FASCISMO AL POTERE PREPARAZIONE DI UN PROGETTO FASCISTA DI MARCIA SU ROMA (guidata da un Quadrumvirato composto da Balbo, De Vecchi, De Bono e Bianchi) per acquisire il potere ↓ DIMISSIONI DI FACTA (27 ottobre 1922) RIFIUTO DEL RE DI PROCLAMARE LO STATO D’ASSEDIO INVITO DEL RE AI FASCISTI di partecipare a un governo guidato da un conservatore Il dopoguerra in Italia 2 RICHIESTA DI MUSSOLINI di presiedere il governo NOMINA DI MUSSOLINI CAPO DEL GOVERNO (30 ottobre 1922) INGRESSO DEGLI SQUADRISTI A ROMA SENZA INCONTRARE RESISTENZA ↓ PROVVEDIMENTI DI MUSSOLINI AL POTERE 1. ISTITUZIONE DEL GRAN CONSIGLIO DEL FASCISMO (dicembre 1922) con il compito di - indicare le linee generali della politica fascista - legare partito e governo 2. INQUADRAMENTO DELLE SQUADRE FASCISTE NELLA MILIZIA VOLONTARIA PER LA SICUREZZA NAZIONALE (gennaio 1923) E REPRESSIONE spietata contro il movimento operaio e il partito comunista 3. RISANAMENTO DEL BILANCIO E POLITICA LIBERISTA a favore dell’iniziativa privata 4. RICERCA DEL SOSTEGNO DELLA CHIESA, guidata da papa Pio XI dal febbraio 1922, con l’elaborazione nel 1923 di una riforma dell’istruzione (RIFORMA GENTILE) attenta ad alcune richieste provenienti dal mondo cattolico: - primato dell’istruzione classica - insegnamento della religione cattolica - introduzione di un esame al termine di ogni ciclo di studi 5. IMPOSIZIONE DELLE DIMISSIONI DEI MINISTRI POPOLARI (aprile 1923) e abbandono della segreteria del partito popolare da parte di don Sturzo 6. ELABORAZIONE DI UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE MAGGIORITARIA (legge Acerbo) con l’attribuzione dei due terzi dei seggi alla lista di maggioranza relativa (luglio 1923) ↓ SCIOGLIMENTO DELLA CAMERA all’inizio del 1924 FORMAZIONE DI LISTE NAZIONALI con i fascisti in posizione dominante DIVISIONE ALL’INTERNO DELL’OPPOSIZIONE tra socialisti, comunisti, popolari e liberali ↓ CLAMOROSA VITTORIA FASCISTA (6 aprile 1924) E RAFFORZAMENTO DI MUSSOLINI ↓ CONTESTAZIONE DI MATTEOTTI, segretario del PSU, contro il fascismo (10 giugno 1924) RAPIMENTO E UCCISIONE DI MATTEOTTI da parte di un gruppo di squadristi ↓ ONDATA DI INDIGNAZIONE CONTRO IL FASCISMO ASTENSIONE DAI LAVORI PARLAMENTARI da parte dell’opposizione (secessione dell’Aventino) senza efficacia ↓ SVOLTA AUTORITARIA DI MUSSOLINI dopo il discorso del 3 gennaio 1925 - NUOVA ONDATA SQUADRISTICA favorita da Farinacci, nuovo segretario del PNF (arresti, perquisizioni e sequestri contro esponenti dell’opposizione) - IMPOSIZIONE DELLA DITTATURA FASCISTA - DIVISIONE TRA FASCISMO (Manifesto degli intellettuali del fascismo di Gentile) E ANTIFASCISMO (Contromanifesto di Croce) - PERSECUZIONE DEGLI ANTIFASCISTI - FASCISTIZZAZIONE DELLA STAMPA - RICONOSCIMENTO LEGALE SOLO AI SINDACATI FASCISTI (Patto di Palazzo Vidoni dell’ottobre 1925) - REDAZIONE DI UNA NUOVA LEGISLAZIONE (Leggi fascistissime del dicembre 1925 - novembre 1926) ↓ rafforzamento dei poteri del capo del governo proibizione dello sciopero e riconoscimento solo dei sindacati legali scioglimento di tutti i partiti antifascisti soppressione di tutte le pubblicazioni contrarie al regime destituzione dei deputati aventiniani reintroduzione della pena di morte (per attentati contro i regnanti e il capo del governo) introduzione di un Tribunale speciale per la difesa dello Stato ↓ COMPLETAMENTO DELLA COSTRUZIONE DEL REGIME CON LA LEGGE ELETTORALE (1928) - introduzione del sistema a lista unica (comprendente 400 candidati scelti dal Gran Consiglio del fascismo) da approvare o respingere - costituzionalizzazione del Gran Consiglio del fascismo (divenuto organo di Stato) Il dopoguerra in Italia 3 IL TOTALITARISMO FASCISTA REGIME FASCISTA = TOTALITARISMO IMPERFETTO (conservazione di due strutture di potere parallele) - persistenza della STRUTTURA STATALE MONARCHICA - centralità del PARTITO FASCISTA ELEMENTI DI CONGIUNZIONE DELLE DUE STRUTTURE 1. GRAN CONSIGLIO DEL FASCISMO, organo di partito con funzioni istituzionali 2. MUSSOLINI, capo del governo e duce del fascismo RUOLO PREPONDERANTE DELL’APPARATO STATALE SULLA MACCHINA DI PARTITO (vedi il ruolo dei prefetti nell’amministrazione e della polizia di Stato nella repressione) DIPENDENZA DEL PARTITO NAZIONALFASCISTA DALLO STATO PRESENZA CAPILLARE DEL PARTITO NELLA SOCIETÀ attraverso la diffusione di organizzazioni collaterali al partito (Opera nazionale dopolavoro per il tempo libero, Comitato olimpico nazionale (CONI) per l’organizzazione delle attività sportive, Opera nazionale Balilla per l’organizzazione dell’educazione giovanile) RAPPORTO DEL FASCISMO CON LA CHIESA COMPOSIZIONE DELLO STORICO CONTRASTO TRA STATO E CHIESA NEI PATTI LATERANENSI, firmati l’11 febbraio 1929 da Mussolini e Gasparri, segretario di Stato vaticano ↓ STRUTTURA DEI PATTI LATERANENSI 1. TRATTATO INTERNAZIONALE - riconoscimento dello Stato italiano da parte del papa Pio XI - riconoscimento della sovranità del papa sullo Stato di Città del Vaticano (composto dalla basilica di San Pietro e dai palazzi circostanti) 2. CONVENZIONE FINANZIARIA - pagamento al papa di un’indennità per il risarcimento relativo alla perdita dello Stato pontificio 3. CONCORDATO - esonero dal servizio militare per i sacerdoti - esclusione dei preti spretati dagli uffici pubblici - riconoscimento civile al matrimonio religioso - insegnamento cattolico nelle scuole pubbliche - libertà all’Azione cattolica (movimento di aggregazione giovanile cattolico) SUCCESSO POLITICO DEL FASCISMO alle elezioni plebiscitarie del 1929 ORIENTAMENTO FAVOREVOLE AL REGIME LIMITI ALLE ASPIRAZIONI TOTALITARIE DEL FASCISMO  POSIZIONE DI PRIVILEGIO DELLA CHIESA NELLO STATO con largo margine di autonomia dal fascismo  RUOLO RILEVANTE DELLA MONARCHIA → RE, maggiore autorità statale, insubordinata al fascismo, detentrice del comando delle forze armate, del potere di scelta dei senatori e di nomina del capo del governo REGIME: TRA TRADIZIONE E RINNOVAMENTO ELEMENTI DELLA TRADIZIONE STRUMENTALIZZAZIONE DELL’ARRETRATEZZA DA PARTE DEL REGIME nell’ottica di un ritorno alla vita campestre e alle tradizioni rurali VALORIZZAZIONE DELLE VIRTÙ DOMESTICHE DELLA DONNA contro il processo di emancipazione femminile ELEMENTI DI NOVITÀ CREAZIONE DI UN SISTEMA TOTALITARIO MODERNO concentrato su una nuova figura di uomo, inquadrato nelle strutture del regime, sensibile agli appelli del capo e pronto a combattere per la grandezza nazionale CONSENSO AL REGIME CONSENSO DEI CETI MEDI (piccola e media borghesia) sensibili ai valori esaltati dal fascismo MINORE ADESIONE DELLE CLASSI POPOLARI E DELL’ALTA BORGHESIA CULTURA, SCUOLA E COMUNICAZIONE DI MASSA NEL PERIODO FASCISTA  RIFORMA GENTILE (1923) → riforma dell’istruzione secondo i principi della pedagogia idealistica - severità negli studi - primato alle discipline umanistiche  FASCISTIZZAZIONE DELL’ISTRUZIONE → - sorveglianza sugli insegnanti - imposizione di testi unici per le elementari (dal 1930) - controllo soprattutto sugli ordini scolastici minori e maggior autonomia dell’università - imposizione del giuramento di fedeltà al regime per tutti i professori Il totalitarismo fascista 1  ALLINEAMENTO AL FASCISMO DI NUMEROSI UOMINI DI CULTURA (Pirandello, Marconi, Volpe, Gentile) per i riconoscimenti e le gratificazioni garantite dal regime agli intellettuali  CONTROLLO NEL CAMPO DELLA CULTURA E COMUNICAZIONE DI MASSA - controllo sulla stampa - costituzione del Minculpop, ministero per la Cultura popolare (1937) per la sorveglianza sulla stampa e su altri mezzi di comunicazione come la radio e il cinema - creazione dell’Eiar (progenitore della Rai) nel 1927, ente di Stato per le trasmissioni radiofoniche - diffusione attraverso la radio di messaggi propagandistici, ma anche di canzonette, servizi sportivi, sceneggiati, varietà - controllo sulle pellicole cinematografiche - sovvenzioni per favorire una produzione cinematografica nazionale - costituzione di un ente statale (Istituto Luce) per realizzare cinegiornali d’attualità da proiettare nelle sale cinematografiche prima del film CONDIZIONI SOCIO-ECONOMICHE DELL’ITALIA NEL VENTENNIO FASCISTA  SVILUPPO DEMOGRAFICO lento, ma costante (incoraggiato da regime con sussidi alle famiglie numerose)  URBANIZZAZIONE CRESCENTE  AUMENTO DELLA PERCENTUALE DEGLI OCCUPATI NEI SETTORI SECONDARIO E TERZIARIO con una riduzione degli impiegati nell’agricoltura  PERSISTENTE ARRETRATEZZA (economica e civile) DELLA SOCIETÀ ITALIANA IL FASCISMO E L’ECONOMIA PROGETTO → INDIVIDUAZIONE DI UNA TERZA VIA tra capitalismo e socialismo: IL CORPORATIVISMO (termine derivato dalle corporazioni di arti e mestieri del Medioevo) ↓ GESTIONE DIRETTA DELL’ECONOMIA DA PARTE DELLE CATEGORIE PRODUTTIVE organizzate in corporazioni distinte per settori di attività LINEA ECONOMICA DEL REGIME FASCISTA Dal 1922 al 1925 → LINEA LIBERISTA del ministro delle Finanze De Stefani favorevole all’iniziativa privata ↓ CONSEGUENZE: - incremento produttivo - crescita dell’inflazione - deficit con l’estero - svalutazione della lira Dal 1925 → LINEA PROTEZIONISTA inaugurata dal nuovo ministro delle Finanze Volpi, nominato al posto di De Stefani - intervento statale nell’economia - protezionismo doganale - deflazione - stabilizzazione della lira INTERVENTO STATALE NELL’ECONOMIA PROVVEDIMENTI - inasprimento del dazio sui cereali (dal 1925) - battaglia del grano per il raggiungimento dell’autosufficienza nel settore dei cereali (aumento delle superfici coltivate a grano e impiego di nuove tecniche agricole) ↓ CONSEGUENZE - aumento della produzione di grano - sacrificio di altri settori (allevamento e colture per l’esportazione) TENTATIVO DI STABILIZZAZIONE DELLA LIRA PROVVEDIMENTI - battaglia per la rivalutazione della lira nel 1926 (obiettivo a quota 90 rispetto alla sterlina) con la limitazione del credito, prestiti statunitensi, riduzione degli stipendi ↓ CONSEGUENZE - flessione della produzione agricola e industriale - vantaggi alle grandi imprese che producevano soprattutto per il mercato interno - crisi di piccole e medie aziende LA CRISI DEL 1929 IN ITALIA  pesante recessione  riduzione dei commerci con l’estero  crisi agricola per il calo delle esportazioni e il tracollo dei prezzi  difficoltà nel settore industriale  crescita della disoccupazione REAZIONE ALLA CRISI → 1. Sviluppo dei lavori pubblici 2. Intervento diretto o indiretto dello Stato Il totalitarismo fascista 2 1. SVILUPPO DEI LAVORI PUBBLICI - nuove strade, nuove ferrovie, nuovi edifici pubblici (prima metà degli anni Trenta) - opere di bonifica in zone incolte o mal coltivate (bonifica dell’Agro Pontino dal 1931 al 1934) ↓ SUCCESSO PROPAGANDISTICO PER IL REGIME 2. INTERVENTO STATALE - finanziamenti ai settori dell’industria e del credito - creazione dell’IMI (Istituto Mobiliare Italiano) nel 1931 per sostituire le banche nel sostegno alle industrie in crisi ed evitare il fallimento di molte banche - creazione dell’IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale) nel 1933 per consentire un risanamento delle imprese in crisi in vista di una riprivatizzazione (poi risultata impraticabile) CONSEGUENZE - superamento della fase più acuta della crisi intorno alla metà degli anni Trenta - ripresa economica pur a prezzo di ingenti sacrifici soprattutto delle classi popolari Dal 1935 → ECONOMIA DI GUERRA con dispendiose imprese militari L’IMPERIALISMO FASCISTA POLEMICA CONTRO LE DEMOCRAZIE PLUTOCRATICHE AFFERMAZIONE DI UNA RISCOSSA NAZIONALE ITALIANA (Italia, nazione proletaria, ricca di popolazione, ma povera di risorse) ↓ RICERCA DI UN NUOVO EQUILIBRIO MEDITERRANEO - tensioni con la Francia - buoni rapporti con la Gran Bretagna - firma dell’accordo di Stresa (1935) per contrastare il riarmo tedesco AGGRESSIONE ALL’IMPERO ETIOPICO  per motivi di politica interna (per dar sfogo alla vocazione imperiale del fascismo e per distogliere le classi popolari dai problemi economico-sociali del paese)  per motivi di politica internazionale (congiuntura diplomatica favorevole all’Italia per la paura prodotta dal riarmo tedesco) Ottobre 1935 INVASIONE ITALIANA DELL’ETIOPIA senza dichiarazione di guerra CONDANNA DA PARTE DEI GOVERNI DI FRANCIA E GRAN BRETAGNA e adozione di sanzioni economiche verso l’Italia (con efficacia limitata) CRESCITA DEL CONTRASTO TRA REGIME FASCISTA E DEMOCRAZIE EUROPEE IMPONENTE CAMPAGNA PROPAGANDISTICA DI MUSSOLINI MOBILITAZIONE POPOLARE IN ITALIA A FAVORE DELL’IMPRESA D’ETIOPIA Maggio 1936 INGRESSO DELLE TRUPPE ITALIANE AD ADDIS ABEBA PROCLAMAZIONE DELL’IMPERO D’ETIOPIA → RILEVANTE SUCCESSO POLITICO ↓ - campagna militare vittoriosa SCARSO SUCCESSO ECONOMICO - imposizione della volontà dell’Italia - Etiopia, paese povero di risorse naturali sulle altre potenze e poco adatto a insediamenti agricoli ↓ SUCCESSO SOLO ILLUSORIO per l’incapacità dell’Italia di affrontare uno scontro con una potenza di prima grandezza POLITICA ECONOMICA ALL’APOGEO DEL REGIME FASCISTA RIGIDA ECONOMIA DI GUERRA dopo l’impresa coloniale  per domare i residui focolai di guerriglia in Etiopia  per sostenere l’intervento nella guerra di Spagna ↓ INTENSIFICAZIONE DELLA POLITICA AUTARCHICA alla fine del 1935  stretta protezionistica  intenso sfruttamento del sottosuolo  controllo statale sulla produzione, il commercio e la valuta ↓ CONSEGUENZE - crescita della produzione industriale molto lenta - crescita dei prezzi e modesti aumenti salariali - peggioramento delle condizioni di vita popolari AUTOSUFFICIENZA ECONOMICA IRRAGGIUNGIBILE Il totalitarismo fascista 3 POLITICA ESTERA DI MUSSOLINI E CIANO ASPIRAZIONE POPOLARE ALLA PACE (manifestazione di entusiasmo dopo la conferenza di Monaco per la garanzia di pace) RIAVVICINAMENTO DELL’ITALIA ALLA GERMANIA  partecipazione alla guerra di Spagna a fianco dei franchisti  Asse Roma-Berlino (ottobre 1936), patto di amicizia tra Germania e Italia  adesione dell’Italia al Patto anticomintern (1937) a fianco di Germania e Giappone contro il comunismo internazionale  accettazione passiva da parte dell’Italia dell’annessione dell’Austria al Reich  Patto d’acciaio (1939), alleanza militare tra Germania e Italia AMICIZIA CON LA GERMANIA E POLITICA DI RIARMO per future conquiste e confronti militari ↓ TOTALITARIZZAZIONE DEL REGIME per preparare la popolazione alla guerra MODIFICHE ISTITUZIONALI - creazione del Minculpop - accorpamento delle organizzazioni giovanili nella Gioventù Italiana del Littorio - ampliamento delle funzioni del Partito nazionalfascista - creazione della Camera dei fasci e delle corporazioni al posto della Camera dei deputati - campagna contro l’uso del lei e contro i termini stranieri - imposizione della divisa ai funzionari pubblici - adozione del passo romano (passo di parata) INTRODUZIONE DI LEGGI RAZZIALI (1938) contro gli ebrei → SCONCERTO NELL’OPINIONE PUBBLICA  per far crescere il germe dell’orgoglio razziale CONTRASTO DEL FASCISMO CON LA CHIESA  per fornire motivo di aggressività e compattezza nazionale SUCCESSO DELLA TOTALITARIZZAZIONE DEL REGIME SOLO TRA I GIOVANI DECLINO DEL REGIME FASCISTA PERDITA DEL CONSENSO GIOVANILE dopo lo scoppio del conflitto e dopo le prime sconfitte FALLIMENTO E CROLLO DEL FASCISMO L’ITALIA ANTIFASCISTA Dal 1925-1926 → PROIBIZIONE DEL DISSENSO POLITICO  SCELTA DELL’OPPOSIZIONE SILENZIOSA (ex popolari, liberali non fascistizzati, socialisti) CATTOLICI appoggiati dalla Chiesa, LIBERALI guidati da Benedetto Croce  SCELTA DELL’OPPOSIZIONE ATTIVA → ESILIO ALL’ESTERO → AGITAZIONE CLANDESTINA IN PATRIA (comunisti) ANTIFASCISMO ALL’ESTERO (soprattutto in Francia) → FORMAZIONE DI GRUPPI ANTIFASCISTI (socialisti riformisti e massimalisti, repubblicani, liberal-democratici) 1927 COSTITUZIONE DELLA CONCENTRAZIONE ANTIFASCISTA, organizzazione unitaria dei gruppi antifascisti 1929 FONDAZIONE DEL MOVIMENTO GIUSTIZIA E LIBERTÀ di Lussu e Rosselli, critici contro la tattica attesista della Concentrazione antifascista “GIUSTIZIA E LIBERTÀ”: ORGANISMO DI LOTTA ispirato al partito d’azione mazziniano e alla ricomposizione tra liberalismo e marxismo 1930 RIUNIFICAZIONE DEI DUE TRONCONI DEL PSI al Congresso di Parigi ISOLAMENTO DEI COMUNISTI (rispetto agli altri gruppi antifascisti) guidati da Togliatti, dirigente del Comintern, allineato alla strategia di Mosca ↓ CRITICHE ALLA LINEA UFFICIALE DEL PCI formulate da Gramsci (incarcerato nel 1926 e morto nel 1937) “QUADERNI DEL CARCERE” di Gramsci (riflessione sul ruolo degli intellettuali) Dalla metà degli anni Trenta → FASE DEI FRONTI POPOLARI UNITÀ DI AZIONE CONTRO IL FASCISMO soprattutto tra comunisti e socialisti ↓ FALLIMENTO DELLA STAGIONE DEI FRONTI POPOLARI CAUSE: - fallimento del Fronte popolare in Francia - lotte interne allo schieramento repubblicano in Spagna - purghe staliniane - rottura tra URSS e democrazie occidentali (patto tedesco-sovietico) ↓ DISORIENTAMENTO E DIVISIONE NEL MOVIMENTO ANTIFASCISTA ITALIANO allo scoppio della seconda guerra mondiale RESISTENZA ARMATA AL NAZIFASCISMO solo dopo il 1943 Il totalitarismo fascista 4 IL PRIMO DOPOGUERRA E LA REPUBBBLICA DI WEIMAR TRASFORMAZIONI SOCIALI NEL DOPOGUERRA  problemi per il reinserimento sociale dei reduci (nascita di associazioni di ex combattenti)  crisi delle strutture tradizionali della famiglia patriarcale  trasformazione del ruolo sociale ed economico delle donne, avvio di un processo di emancipazione femminile  mutamento nella mentalità e nelle abitudini dei più giovani  massificazione della politica e crescita delle organizzazioni di massa TRASFORMAZIONI ECONOMICHE NEL DOPOGUERRA  grave dissesto economico post-bellico  crescita del debito pubblico a causa delle spese belliche  aumento delle tasse  aumento della carta-moneta in circolazione e crescita dell’inflazione  nazionalismo economico e protezionismo doganale  intervento statale sull’economia  perdita della supremazia commerciale europea a favore di Stati Uniti e Giappone IL BIENNIO ROSSO GRANDE VENTATA RIVOLUZIONARIA (1918-1920) guidata dal movimento operaio e ispirata alla Rivoluzione russa ↓  rafforzamento dei partiti socialisti  crescita delle agitazioni operaie per il raggiungimento delle 8 ore lavorative a parità di salario  formazione di consigli operai rappresentanti del proletariato ↓ FALLIMENTO DELL’IPOTESI RIVOLUZIONARIA → per la tenuta del capitalismo per la radicata tradizione riformista del movimento operaio RIVOLUZIONE E CONTRORIVOLUZIONE NELL’EUROPA CENTRALE AUSTRIA FINE DELLA GUERRA PROCLAMAZIONE DELLA REPUBBLICA guidata dai socialdemocratici ↓ TENTATIVI DI INSURREZIONE DA PARTE DEI COMUNISTI (1919) RAPIDO FALLIMENTO DEI MOTI ↓ VITTORIA DEL PARTITO CRISTIANO-SOCIALE (clericali e conservatori) alle elezioni del 1920 UNGHERIA FORMAZIONE DELLA REPUBBLICA UNGHERESE al termine del conflitto ↓ UNIONE DI SOCIALISTI E COMUNISTI COSTITUZIONE DI UNA REPUBBLICA SOVIETICA (marzo 1919) guidata da Bela Kun repressiva contro la borghesia e l’aristocrazia agraria ↓ CADUTA DEL REGIME COMUNISTA per l’invasione di forze conservatrici ↓ FORMAZIONE DI UN REGIME AUTORITARIO guidato dall’ammiraglio Horthy REPRESSIONE DELLE FORZE RIVOLUZIONARIE (terrore bianco) GERMANIA PROCLAMAZIONE DELLA REPUBBLICA (1918) e formazione di un governo esercitato da un Consiglio dei commissari del popolo e presieduto dal socialdemocratico Ebert ↓ FIRMA DELL’ARMISTIZIO e rapida disgregazione dell’esercito ↓ FORMAZIONE DI CONSIGLI DI OPERAI E SOLDATI per l’esercizio del potere nelle città MANIFESTAZIONI E SCONTRI DI PIAZZA NELLE CITTÀ guidati dalla socialdemocrazia con obiettivi riformisti, non rivoluzionari (assenza di mobilitazione delle masse rurali) ↓ INSURREZIONE DELLA LEGA DI SPARTACO A BERLINO corrente radicale e rivoluzionaria minoritaria del movimento operaio tedesco Obiettivo: rovesciare il governo (5-6 gennaio 1919) ↓ FALLIMENTO DELL’INSURREZIONE SPARTACHISTA per la scarsa adesione da parte del proletariato berlinese per la dura repressione avviata dal governo socialdemocratico Il primo dopoguerra e la Repubblica di Weimar 1 ↓ ELEZIONI PER L’ASSEMBLEA COSTITUENTE (19 gennaio 1919) AFFERMAZIONE DEI SOCIALDEMOCRATICI senza maggioranza assoluta ↓ ACCORDO TRA SOCIALISTI, CATTOLICI E DEMOCRATICI ELEZIONE DI EBERT, presidente della Repubblica FORMAZIONE DI UN GOVERNO DI COALIZIONE a direzione socialdemocratica PROMULGAZIONE DI UNA COSTITUZIONE REPUBBLICANA Costituzione di Weimar dell’agosto 1919 mantenimento della struttura federale tedesca suffragio universale maschile e femminile responsabilità del governo di fronte al Parlamento elezione diretta del presidente della Repubblica attraverso una consultazione popolare ↓ NUOVI DISORDINI E MANIFESTAZIONI DI PIAZZA PROCLAMAZIONE DI UN REPUBBLICA DEI CONSIGLI IN BAVIERA da parte di comunisti e indipendenti (primavera 1919) ↓ REPRESSIONE DEI MOTI RIVOLUZIONARI (aprile 1919) ↓ CONTINUAZIONE DEI TENTATIVI INSURREZIONALI CRESCENTE MINACCIA DELL’ESTREMA DESTRA CONTRO LA SOCIALDEMOCRAZIA Diffusione del mito della PUGNALATA ALLA SCHIENA, accusa di tradimento contro i socialdemocratici al governo per aver avviato trattative di pace con i nemici quando le speranze di vittoria erano ancora possibili ↓ SCONFITTA DEI SOCIALDEMOCRATICI alle elezioni del 1920 FORMAZIONE DI UN GOVERNO GUIDATO DAL CENTRO CATTOLICO FRAMMENTAZIONE DEI GRUPPI POLITICI TEDESCHI  Socialdemocrazia, rappresentante della classe operaia  Centro cattolico, rappresentante delle classi medie e dei contadini  Partito popolare tedesco-nazionale, formazione della destra conservatrice e moderata  Partito tedesco popolare, formazione della destra conservatrice e moderata  Partito democratico tedesco, di matrice borghese rappresentante soprattutto degli intellettuali (con l’intento di conciliare ceti medi e istituzioni repubblicane) ↓ SISTEMAZIONE DEL PROBLEMA DELLE RIPARAZIONI DI GUERRA (1921) Fissazione della quota (132 miliardi di marchi-oro) Fissazione delle modalità di pagamento (42 rate a scadenza annuale) ↓ ONDATA DI PROTESTE IN TUTTA LA GERMANIA in opposizione alle riparazioni imposte OFFENSIVE DELL’ESTREMA DESTRA NAZIONALISTA contro la classe dirigente repubblicana (soprattutto da parte del Partito nazionalsocialista di Hitler) ↓ RAPIDA CRESCITA DELL’INFLAZIONE per l’aumento di carta-moneta stampata ↓ OCCUPAZIONE DEL BACINO DELLA RUHR da parte di Francia e Belgio (1923) per la mancata corresponsione di alcune riparazioni in natura RESISTENZA PASSIVA DELLA POPOLAZIONE TEDESCA incoraggiata dal governo tedesco (rifiuto di ogni collaborazione con gli occupanti e organizzazione di attentati contro i franco-belgi) ↓ DEFINITIVO TRACOLLO ECONOMICO TEDESCO E SVALUTAZIONE DEL MARCO ↓ FORMAZIONE DI UN GOVERNO DI GRANDE COALIZIONE (1923) comprendente tutti i gruppi costituzionali e presieduto dal liberal-conservatore Stresemann FINE DELLA RESISTENZA PASSIVA nella Ruhr e RICERCA DI ACCORDI CON LA FRANCIA ↓ COMPLOTTO DI MONACO CONTRO IL GOVERNO CENTRALE, guidato da Hitler e dal generale Ludendorff DURA REPRESSIONE DELL’INSURREZIONE (condanna al carcere di Hitler) ↓ RISTABILIMENTO DELL’AUTORITÀ DELLO STATO ED EMISSIONE DI NUOVA MONETA garantita dal patrimonio agricolo e industriale della Germania ↓ ACCORDO CON I VINCITORI ED ELABORAZIONE DEL PIANO DAWES (1924) per le riparazioni Il primo dopoguerra e la Repubblica di Weimar 2  graduazione nel tempo delle rate da pagare  concessione di prestiti statunitensi a lunga scadenza alla Germania ↓ LIBERAZIONE DELLA RUHR E RIPRESA ECONOMICA TEDESCA ↓ ROTTURA DELLA COALIZIONE DI STRESEMANN alla fine del 1923 CALO DEI PARTITI DEMOCRATICI E AVANZATA DELLE ESTREME (comunisti e tedesco- nazionali) alle elezioni del 1924 per l’opposizione al piano Dawes ↓ NEL 1925 ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA HINDENBURG (generale tedesco) simbolo della Germania imperiale E STABILIZZAZIONE POLITICA (fino al 1928 potere ai partiti di centro e centro-destra, dal 1928 governo socialdemocratico) RICERCA DI DISTENSIONE IN EUROPA A CAUSA DI isolamento adottato dagli Stati Uniti al termine del conflitto disimpegno militare della Gran Bretagna rispetto al continente europeo ↓ PREOCCUPAZIONE FRANCESE E RICERCA DI UN NUOVO EQUILIBRIO EUROPEO IN UN PRIMO MOMENTO ATTEGGIAMENTO FRANCESE AGGRESSIVO  RICERCA DI SICUREZZA DA PARTE DELLA FRANCIA attraverso la costituzione di un sistema di alleanze ACCORDO FRANCIA-POLONIA E FRANCIA-PICCOLA INTESA (Cecoslovacchia, Jugoslavia, Romania)  PRETESA DEL PAGAMENTO DELLE RIPARAZIONI TEDESCHE E OCCUPAZIONE DELLA RUHR (1923) IN UN SECONDO MOMENTO ATTEGGIAMENTO FRANCESE CONCILIANTE  ACCETTAZIONE DEL PIANO DAWES (1924) E AVVIO DI UNA FASE DI DISTENSIONE per superare le fratture scaturite dalla grande guerra (ruolo fondamentale di Stresemann e Briand)  ACCORDI DI LOCARNO (1925) DI INTESA FRANCO-TEDESCA Riconoscimento delle frontiere stabilite a Versailles da parte di Francia, Germania e Belgio Impegno di Gran Bretagna e Italia a impedire eventuali violazioni dell’accordo  AMMISSIONE DELLA GERMANIA ALLA SOCIETÀ DELLE NAZIONI (1926)  PATTO BRIAND-KELLOG, rispettivamente ministro degli Esteri francese e segretario di Stato americano (1928) Rinuncia alla guerra da parte dei quindici stati partecipanti (comprese Germania e URSS)  ELABORZIONE DEL NUOVO PIANO YOUNG (1929) per le riparazioni Riduzione delle riparazioni Dilazione del pagamento in 60 anni  RITIRO DELLE TRUPPE FRANCESI DALLA RENANIA (1930) smilitarizzata come previsto a Versailles ↓ RAPIDO ESAURIMENTO DELLA DISTENSIONE INTERNAZIONALE a causa della grande crisi economica scoppiata nel 1929 negli Stati Uniti e diffusasi a livello mondiale Il primo dopoguerra e la Repubblica di Weimar 3 IL TOTALITARISMO NAZISTA E LA GUERRA CIVILE SPAGNOLA IL NAZISMO IN GERMANIA FALLIMENTARE TENTATIVO DI COLPO DI STATO A MONACO (novembre 1923) ARRESTO DI HITLER, austriaco di famiglia piccolo borghese, capo del Partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi ↓ (NSDAP = National Sozialistische Deutsche Arbeiter Partei) Dopo il fallimento del colpo di Stato del 1923 TRASFORMAZIONE DEL MOVIMENTO NAZISTA DA GRUPPO MARGINALE E PARAMILITARE, fondato sulle forze armate SA (Sturm-Abteilungen = battaglioni d’assalto) A PARTITO RISPETTABILE: RINUNCIA ALLE RIVENDICAZIONI DI STAMPO ANTICAPITALISTICO DA PARTE DI HITLER per ottenere il sostegno dei grandi industriali tedeschi ESPOSIZIONE DEL PROGRAMMA IN POLITICA INTERNA in Mein Kampf (“La mia battaglia”) - fine del parlamentarismo libro scritto in carcere e pubblicato nel 1925 - critica di socialisti e comunisti - odio contro il pacifismo - Führerprinzip (principio del capo) - costituzione di uno Stato popolare fondato su motivi naturalistici, biologici e geopolitici (sangue, stirpe e terra) - lotta tra bionda razza ariana e ebrei corruttori e sfruttatori - discriminazione degli ebrei IN POLITICA ESTERA - denuncia del Trattato di Versailles - restituzione alla Germania della sua grandezza passata - riunione di tutti i tedeschi nella Grande Germania - espansione della Germania verso est (spazio vitale per la razza dominante) SCARSI SUCCESSI ELETTORALI DEI NAZISTI prima dello scoppio della grande crisi ↓ PERDITA DI FIDUCIA NELLE ISTITUZIONI REPUBBLICANE dopo la grande crisi  radicalizzazione della lotta politica  rafforzamento del nazismo per l’adesione dei ceti medi ↓ CONVOCAZIONE DI ELEZIONI da parte di Brüning (settembre 1930), a capo di un governo di centro-destra  incremento dei consensi al partito nazista a spese della destra tradizionale  perdita della maggioranza tra i partiti fedeli alla Repubblica (partito socialdemocratico, Centro cattolico e partiti borghesi) ↓ CONTINUAZIONE DEL GOVERNO BRÜNING fino al 1932 per l’appoggio della socialdemocrazia e del presidente Hindenburg INDEBOLIMENTO DELLE ISTITUZIONI PARLAMENTARI E AGGRAVAMENTO DELLA CRISI ECONOMICA ↓ ↓ - esplosione di scontri violenti tra nazisti e comunisti - drastico calo della produzione nel 1932 - DUE CRISI DI GOVERNO E TRE DRAMMATICHE - aumento della disoccupazione CONSULTAZIONI ELETTORALI (partita decisiva tra destra tradizionale e NSDAP) ↓  rielezione di Hindenburg nel 1932 per contrastare l’elezione di Hitler come presidente della Repubblica  congedo di Brüning e formazione di un governo di destra guidato dal cattolico von Papen (di idee reazionarie)  sostituzione di von Papen con un nuovo governo guidato dal generale von Schleicher  fallimento dei tentativi governativi di von Papen e von Schleicher e affermazione del nazismo come primo partito tedesco  formazione di un governo di coalizione nazionale guidato da Hitler (30 gennaio 1933) ↓ INCENDIO DEL REICHSTAG (27 febbraio 1933) una settimana prima delle elezioni per legittimare il nuovo governo REPRESSIONE CONTRO I COMUNISTI accusati di aver organizzato l’incendio INTRODUZIONE DI MISURE ECCEZIONALI (limitazione della libertà di stampa e di riunione) ↓ MANCATA MAGGIORANZA ASSOLUTA DEI NAZISTI ALLE ELEZIONI del 5 marzo 1933 ↓ APPROVAZIONE DI UNA LEGGE PER IL CONFERIMENTO DEI PIENI POTERI AL GOVERNO DI HITLER con il voto contrario solo dei socialdemocratici (assenti i comunisti perché incarcerati o latitanti)  scioglimento di tutti i partiti  proclamazione del partito unico, quello nazionalsocialista (luglio 1933) ↓ Il totalitarismo nazista e la guerra civile spagnola 1 CONSULTAZIONE ELETTORALE PLEBISCITARIA CON LISTA UNICA (novembre 1933) AFFERMAZIONE DEL NAZISMO NECESSITÀ DI ELIMINARE OGNI OSTACOLO (comprese le opposizioni interne al nazismo) COLPO DI MANO CONTRO LE SA (che volevano la continuazione della rivoluzione nazionalsocialista in senso anticapitalista) NELLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI ELIMINAZIONE DI NUMEROSI ELEMENTI SGRADITI ATTRAVERSO LE SS (Schutz-Staffeln = reparti di difesa), squadre della milizia personale di Hitler ↓ MORTE DI HINDENBURG (agosto 1934) ATTRIBUZIONE A HITLER DELLA CARICA DI CAPO DI STATO (secondo una legge emanata dal governo di Hitler) ↓ NASCITA DEL TERZO REICH, regime totalitario fondato sul principio del capo carismatico FORMAZIONE DI ORGANIZZAZIONI DI MASSA per disciplinare la popolazione (partito unico, Fronte del lavoro, Hitlerjugend) PROPAGANDA ANTISEMITA - discriminazione legale contro gli ebrei (Leggi di Norimberga del 1935) - emarginazione sociale degli ebrei - persecuzioni antisemite (Notte dei cristalli del 1938) - a partire dal 1941 elaborazione della soluzione finale (deportazione e sterminio del popolo ebraico) DEBOLEZZA DELL’OPPOSIZIONE AL NAZISMO - eliminazione dell’opposizione comunista (sopravvissuta solo nella clandestinità) - timida opposizione dei socialdemocratici in esilio - adattamento al regime dei cattolici dopo il Concordato del 1933 tra Chiesa e governo nazista (per la libertà di culto) ORGANIZZAZIONE DI UN ATTENTATO CONTRO HITLER (luglio 1944) da parte di ufficiali e politici conservatori, poi sterminati APPARATO REPRESSIVO EFFICIENTE - condanne a morte della magistratura - polizia segreta (Gestapo) - servizio di sicurezza (SS) - campi di concentramento (Lager) VASTO CONSENSO AL NAZISMO - per i successi in politica estera (stimolo per l’affermazione dell’orgoglio nazionale) - per la ripresa economica (intervento statale nell’economia e ricerca dell’autarchia) - per la forte carica ideologica (mito della terra e del sangue) ↓ DIFFUSIONE DELL’IDEOLOGIA NAZISTA - propaganda (Ministero della Propaganda affidato a Goebbels) - controllo della stampa e cultura (Camera della cultura del Reich) - repressione del dissenso (roghi dei libri) - organizzazione di feste e cerimonie pubbliche (sfilate militari, esibizioni sportive, adunate di massa) LA CRISI DELLA SICUREZZA COLLETTIVA PRIME INIZIATIVE DI HITLER IN POLITICA ESTERA  ritiro della delegazione tedesca dalla conferenza internazionale di Ginevra, convocata per un accordo sulla limitazione degli armamenti (1933)  ritiro della Germania dalla Società delle Nazioni ↓ PREOCCUPAZIONI ITALIANE PER LE MIRE AGGRESSIVE TEDESCHE ASSASSINIO DI DOLLFUSS IN AUSTRIA (1934) TENTATIVO DI COLPO DI STATO IN AUSTRIA da parte di gruppi nazisti ispirati da Berlino ↓ REAZIONE ITALIANA con l’invio di quattro divisioni al confine italo-austriaco ARRETRAMENTO DI HITLER rispetto alla situazione austriaca ↓ REINTRODUZIONE IN GERMANIA DELLA COSCRIZIONE OBBLIGATORIA (1935) vietata dalle clausole imposte nel trattato di Versailles ↓ CONFERENZA DI STRESA (1935) tra Italia, Francia, Gran Bretagna per  condannare il riarmo tedesco Il totalitarismo nazista e la guerra civile spagnola 2  ribadire la validità dei patti di Locarno  riaffermare l’indipendenza dell’Austria AGGRESSIONE DELL’ITALIA FASCISTA ALL’ETIOPIA (1935) REINTRODUZIONE DI TRUPPE TEDESCHE IN RENANIA, rimasta fino a quel momento smilitarizzata (1936) I FRONTI POPOLARI REAZIONE DELL’URSS ALLA DIFUSSIONE DEL FASCISMO IN EUROPA  adesione dell’URSS alla Società delle Nazioni (1934)  costituzione di un’alleanza militare tra URSS e Francia (1935)  appello alla formazione di larghe coalizioni (Fronti popolari) contro il fascismo al VII Congresso del Comintern (1935) REAZIONE DI SOCIALISTI E COMUNISTI IN FRANCIA per la marcia sul Parlamento organizzata dall’estrema destra contro l’insediamento del governo presieduto dal radicale Daladier (1934) FORMAZIONE DI GOVERNI DI FRONTE POPOLARE IN SPAGNA E IN FRANCIA (1936) RESTITUZIONE DI UNITÀ AL MOVIMENTO OPERAIO EUROPEO EVOLUZIONE DELLA POLITICA DEL FRONTE POPOLARE IN FRANCIA  firma degli accordi di Palazzo Matignon con vantaggi per i lavoratori (1936)  crescita dell’inflazione e svalutazione del franco  dimissioni di Blum (1937) FINE DELL’ESPERIENZA DEL FRONTE POPOLARE IN FRANCIA (1938) LA GUERRA DI SPAGNA FINE DELLA DITTATURA DI PRIMO DE RIVERA (1930) CADUTA DELLA MONARHIA E COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ↓ FALLIMENTO DI UN COLPO DI STATO MILITARE (1932) ↓ REPRESSIONE DI UNA INSURREZIONE ANARCHICA (1934) ↓ VITTORIA DEL FRONTE POPOLARE alle elezioni del febbraio 1936 SCOPPIO DI TENSIONI IN TUTTO IL PAESE ↓ COLPO DI STATO MILITARE (pronunciamiento) guidato da cinque generali tra cui Francisco Franco (luglio 1936) ↓ FIRMA DELL’ACCORDO DI NON INTERVENTO TRA LE GRANDI POTENZE EUROPEE (agosto 1936) rispettato solo da Francia e Gran Bretagna, violato immediatamente da Italia e Germania, poi anche dall’URSS ↓ INVIO DI CONSISTENTI AIUTI AI FRANCHISTI da parte di Italia e Germania AIUTI AI REPUBBLICANI da parte dell’URSS FORMAZIONE DI BRIGATE INTERNAZIONALI composte da volontari antifascisti a sostegno della Repubblica spagnola ↓  INFERIORITÀ MILITARE DEI REPUBBLICANI E INDEBOLIMENTO POLITICO per le divisioni interne  RAFFORZAMENTO DEI FRANCHISTI riuniti in un partito unico, la Falange nazionalista ↓ SCONTRO TRA COMUNISTI E ANARCHICI DURA REPRESSIONE DEI COMUNISTI CONTRO GLI ANARCHICI (1937) ↓ LENTA OFFENSIVA FRANCHISTA con la progressiva occupazione di tutto il territorio spagnolo DIVISIONE IN DUE DEL TERRITORIO CONTROLLATO DAI REPUBBLICANI con la separazione di Madrid dalla Catalogna (1938) ↓ STRENUA RESISTENZA DEI REPUBBLICANI FINO ALLA VITTORIA CONCLUSIVA DEI FRANCHISTI con la presa di Madrid (1939) L’EUROPA VERSO LA CATASTROFE OBIETTIVI POLITICI DI HITLER  distruzione dell’assetto europeo di Versailles  riunione di tutti i tedeschi in un unico grande Reich  espansione a est della Germania ai danni della Russia POLITICA DELL’APPEASEMENT INGLESE GUIDATA DA CHAMBERLAIN, esponente conservatore (1937) Il totalitarismo nazista e la guerra civile spagnola 3  accontentare Hitler in alcune richieste moderate  risarcire la Germania del duro trattamento di Versailles OPPOSIZIONE ALLA POLITICA DI CHAMBERLAIN DA PARTE DI UN’ESIGUA MINORANZA DI CONSERVATORI GUIDATA DA CHURCHILL  opposizione a Hitler  possibilità di una guerra CRISI FRANCESE  paura del rafforzamento tedesco  paura di una guerra imminente  politica subalterna alla Gran Bretagna SUCCESSI TEDESCHI  marzo 1938 ANNESSIONE DELL’AUSTRIA AL REICH (Anschluss) senza opposizione da parte dell’Italia e della Gran Bretagna  settembre 1938 ACCORDI DI MONACO TRA I CAPI DELLE GRANDI POTENZE (Russia esclusa) per l’annessione del territorio ceco dei Sudeti al Reich tedesco  marzo 1939 OCCUPAZIONE TEDESCA DELLA CECOSLOVACCHIA  maggio 1939 PATTO D’ACCIAIO tra Italia e Germania alleanza militare che garantiva aiuto reciproco in qualsiasi guerra difensiva o aggressiva  agosto 1939 PATTO MOLOTOV-RIBBENTROPP accordo di non aggressione decennale tra Unione Sovietica e Germania protocollo segreto per divisione dell’Europa in due sfere di influenza Il totalitarismo nazista e la guerra civile spagnola 4