Fintech - Termini di Base PDF - Analisi del settore finanziario

Summary

Questo documento in italiano esplora i concetti fondamentali del Fintech, esaminando i termini chiave come "Ask", "Bid", "Spread", e "Leva finanziaria". Il testo analizza anche le applicazioni della tecnologia alla finanza, le differenze con il passato, le innovazioni incrementali e disruptive ed alcuni effetti delle crisi finanziarie del 2008 e 2010.

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TERMINI DI BASE Ask (Prezzo di vendita) & Bid (Prezzo di acquisto) Ask → Prezzo a cui i venditori vogliono vendere. Bid → Prezzo a cui i compratori vogliono comprare. La differenza tra Ask e Bid si chiama Spread. Spread Differenza tra il prezzo di acquisto (Bid) e il prezzo di ve...

TERMINI DI BASE Ask (Prezzo di vendita) & Bid (Prezzo di acquisto) Ask → Prezzo a cui i venditori vogliono vendere. Bid → Prezzo a cui i compratori vogliono comprare. La differenza tra Ask e Bid si chiama Spread. Spread Differenza tra il prezzo di acquisto (Bid) e il prezzo di vendita (Ask). Più è basso, meglio è per i trader! Leva finanziaria Ti permette di muovere più soldi di quelli che hai realmente. Con leva 1:10, investi 100€ ma controlli 1.000€. Aumenta i guadagni, ma anche le perdite! Margine È il deposito minimo necessario per aprire una posizione con leva. Se fai trading con 1.000€ usando leva 1:10, il margine richiesto sarà 100€. Margin Call Se le tue perdite sono troppo alte, il broker ti avvisa che devi depositare più soldi o chiuderà la tua posizione. TIPI DI ORDINI Market Order (Ordine a mercato) L’ordine viene eseguito subito al miglior prezzo disponibile. Limit Order (Ordine limite) Compri o vendi solo al prezzo che hai scelto (o migliore). Stop-Loss Un ordine che chiude automaticamente la posizione per limitare le perdite. Take-Profit Un ordine che chiude automaticamente la posizione quando raggiungi un certo guadagno. Stop-Loss Garantito Assicura che lo Stop-Loss venga eseguito esattamente al prezzo impostato, anche se il mercato è volatile. Ha un costo extra (spread più alto). TIPI DI TRADING Day Trading Apri e chiudi operazioni nello stesso giorno. Scalping Strategie ultra-rapide: apri e chiudi operazioni in pochi secondi o minuti per guadagnare piccole somme. Swing Trading Mantieni una posizione per giorni o settimane per sfruttare i trend di mercato. High-Frequency Trading (HFT) Trading automatico ultra-veloce fatto da algoritmi, che comprano e vendono in millisecondi.. INDICATORI E ANALISI Volatilità Indica quanto varia il prezzo di un asset in un certo periodo. Alta volatilità = più opportunità di guadagno, ma anche più rischio. Liquidità Indica quanto è facile comprare o vendere un asset senza influenzare il prezzo. Più è liquido, meglio è per gli HFT e i trader. Supporto & Resistenza Supporto → Livello di prezzo dove il titolo tende a fermarsi e risalire. Resistenza → Livello di prezzo dove il titolo tende a fermarsi e scendere. Slippage Quando il tuo ordine viene eseguito a un prezzo diverso da quello desiderato (succede spesso con alta volatilità). POSIZIONI DI TRADING Long Position (Posizione lunga) Compri un asset sperando che il suo prezzo aumenti. Esempio: Compri un'azione a 100€ e la vendi a 110€, guadagnando 10€. Short Position (Posizione corta) Vendi un asset che non possiedi (prendendolo in prestito), sperando che il prezzo scenda. Esempio: Vendi un'azione a 100€, poi la ricompri a 90€, guadagnando 10€ di differenza Posizione Si riferisce all'operazione aperta che un trader ha intrapreso su un asset (comprare o vendere). È ciò che definisce l'impegno su un determinato mercato. Detenzione È il tempo per cui mantieni aperta una posizione. Se una posizione è "detenuta" per pochi minuti o ore, significa che l'asset è rimasto nelle tue mani per quel periodo. Detenzione breve → pochi secondi o minuti. Detenzione lunga → giorni, settimane, o più. FINTECH FINTECH = FINANZA + TECNOLOGIA 1. INTRODUZIONE In realtà il connubio Finanza e Tecnologia non è una novità di questi ultimi anni, anzi Il settore finanziario ha da sempre utilizzato la tecnologia per offrire servizi migliori e si è evoluta di pari passo con essa, sia per finanziare il suo sviluppo quindi investendo in essa. Quindi le opportunità, i rischi e le implicazioni legali derivanti da questo rapporto non sono una novità, solo elementi conosciuti. APPLICAZIONI DELLA TECNOLOGIA ALLA FINANZA 1866- Fintech 1866 Primo cavo telegrafico transatlantico 1966 1.0 1918 Fedwire, sistema elettronico di trasferimento fondi (Federal Reserve Bank) 1950 Diners Club emette la prima carta di credito 1967- Fintech 1967 primo ATM da parte di Barclays in Regno Unito 2007 2.0 1971 NASDAQ mercato borsistico elettronico 1973 SWIFT transazioni finanziarie internazionali 1980 introdotto l'home banking negli Stati Uniti (abbandonato tre anni dopo a causa del fallimento della società) 1981 Innovation Market Solutions di Bloomberg (permette di avere info sui titoli per le decisioni di acquisto e di vendita) 1985 Trading computerizzato (una delle cause del Black Monday del 1987) (Comprende l'uso di algoritmi e software per eseguire operazioni di trading automaticamente, senza o con un minimo intervento umano.) 1995 Internet (world wide web consortium) 1998 Trading online 1999 PayPal prima piattaforma per il trasferimento di denaro 2002 Carta contactless in Giappone COSA C’E’ DI DIVERSO RISPETTO AL PASSATO? Il rapporto tra tecnologia e finanza ha subito un cambiamento significativo, secondo uno studio condotto da Philippon T., infatti: 1. Passato: In passato, l’innovazione tecnologica rafforzava principalmente il ruolo delle banche tradizionali. Le banche rimanevano al centro del sistema finanziario, utilizzando la tecnologia per migliorare i propri servizi e mantenere la loro posizione dominante. 2. Presente: Con l’innovazione digitale (come fintech, blockchain e intelligenza artificiale), la tecnologia sta rivoluzionando l’industria finanziaria tradizionale in modo “dirompente”. Questo significa che nuove realtà, come startup fintech e altre piattaforme digitali, stanno spostando l’equilibrio nel sistema finanziario dalle banche verso mercati più aperti e attori specializzati, ma la struttura complessiva del settore finanziario con le banche al suo interno è rimasta robusta. 3. Conseguenze: Anche se le banche continuano ad avere un ruolo importante, non sono più i protagonisti esclusivi del legame tra tecnologia e finanza. Le innovazioni digitali stanno democratizzando i servizi finanziari, offrendo nuove possibilità agli utenti e sfidando il dominio delle banche tradizionali. mercati più aperti —> Definizione: Piattaforme o sistemi dove domanda e offerta di capitali si incontrano direttamente, senza l’intervento di intermediari tradizionali. Ruolo: Permettono agli investitori e alle imprese di interagire direttamente (es. borse valori, piattaforme di crowdfunding). Caratteristiche: Trasparenza nelle transazioni. Maggiore efficienza rispetto ai modelli tradizionali. Spesso facilitati dalla tecnologia (es. trading online, criptovalute) attori specializzati—> Definizione: Aziende o startup fintech che offrono soluzioni specifiche (es. piattaforme per prestiti P2P, pagamenti digitali, gestione di investimenti). Ruolo: Si concentrano su un particolare servizio finanziario, migliorandolo con l’uso di tecnologia avanzata. Caratteristiche: Non offrono una gamma completa di servizi come le banche. Utilizzano modelli innovativi e agili (spesso basati su app o software). Offrono costi ridotti e maggiore personalizzazione rispetto ai servizi tradizionali. INNOVAZIONE INCREMENTALE VS INNOVAZIONE DISRUPTER La letteratura distingue due forme di innovazione perseguite dalle aziende, distinte non tanto per la complessità tecnologica o per le competenze richieste quanto per l'orientamento al mercato in termini di valore generato per il consumatore. Innovazione disruptive Descrizione: Cambia le regole, crea nuovi mercati o nuovi modelli business. Deve introdurre funzionalità nuove, diffondersi rapidamente per rendere obsoleti i modelli precedenti. Tipo di impresa: DISRUPTER -> Startup o nuove realtà che sfidano il modello tradizionale. Prodotti/servizi: SEMPLICI -> privi di complessità superflue, ma funzionali. Clienti: Target di fascia bassa o segmenti di mercato trascurati dalle imprese tradizionali. Margini: Bassi inizialmente, ma possono crescere con l’espansione del mercato. Innovazione incrementale Definizione: Miglioramenti graduali a prodotti o servizi esistenti. Impresa: Aziende leader consolidate nel settore, con grandi risorse per innovare. Prodotti/Servizi: Soluzioni di alta qualità, tecnologicamente avanzate, complesse. Clienti: Consumatori premium, disposti a pagare per le funzionalità avanzate. Margini: Elevati, grazie alla fidelizzazione e al posizionamento premium. EFFETTI CRISI FINANZIARIE 2008 E 2010 Mutui suprime -2008 —> Cosa sono i mutui subprime? Sono prestiti concessi a persone con un basso reddito o una storia creditizia non affidabile. Questi mutui sono più rischiosi per le banche, ma erano molto richiesti perché promettevano alti guadagni tramite interessi più elevati. Cosa è successo? 1. Crescita dei mutui rischiosi: Negli anni 2000, molte banche e istituzioni finanziarie negli Stati Uniti hanno iniziato a concedere troppi mutui subprime. 2. Bollicina immobiliare: I prezzi delle case salivano velocemente, e molte persone compravano case pensando che i valori sarebbero aumentati ancora. 3. Problemi di pagamento: Quando i tassi di interesse sono aumentati, molte famiglie non sono riuscite a pagare i mutui. 4. Crollo dei prezzi delle case: Con sempre più persone che non riuscivano a pagare, le banche hanno iniziato a vendere le case all’asta, causando un crollo dei prezzi delle abitazioni. Effetto sulle banche Le banche avevano creato prodotti finanziari complessi (derivati) basati sui mutui subprime e li avevano venduti ad altre istituzioni in tutto il mondo. Quando i mutui subprime sono diventati insolventi, questi prodotti hanno perso valore, causando enormi perdite finanziarie. Conseguenze globali Fallimenti bancari: Grandi istituzioni come Lehman Brothers sono fallite. Recessione globale: Le borse sono crollate, milioni di persone hanno perso lavoro e case. Interventi governativi: I governi hanno dovuto salvare molte banche e sostenere l’economia con massicci piani di salvataggio. Crisi debito sovrano- 2010 —> La crisi del debito sovrano del 2010 è stata una crisi economica che ha colpito principalmente i paesi dell’area euro, mettendo in difficoltà le finanze pubbliche di alcuni stati. Ecco una spiegazione semplice: Cos’è il debito sovrano? È il debito contratto dai governi per finanziare spese pubbliche (es. infrastrutture, sanità, pensioni). Gli stati si finanziano emettendo titoli di stato, che vengono acquistati da investitori. Cosa è successo? 1. Eccesso di debito: Alcuni paesi (come Grecia, Italia, Spagna, Portogallo e Irlanda) avevano accumulato molto debito pubblico, spesso a causa di cattiva gestione delle finanze o spese eccessive. 2. Crisi di fiducia: Dopo la crisi del 2008, gli investitori hanno iniziato a temere che questi paesi non riuscissero a ripagare il debito. Hanno quindi chiesto tassi di interesse più alti per prestare denaro. 3. Deficit eccessivi: Alcuni paesi non erano in grado di coprire i loro deficit di bilancio, aggravando ulteriormente la situazione. Paesi più colpiti Grecia: La Grecia è stata il caso più grave. Si scoprì che aveva falsificato i conti pubblici per anni. Nel 2010, non riusciva più a pagare i suoi debiti ed è stata costretta a chiedere aiuto internazionale. Irlanda e Spagna: Questi paesi avevano problemi legati a bolle immobiliari, che hanno pesato sui bilanci statali dopo il salvataggio delle banche. Portogallo e Italia: Avevano debiti pubblici molto elevati e crescita economica lenta. Conseguenze 1. Piani di salvataggio: L’Unione Europea (UE) e il Fondo Monetario Internazionale (FMI) hanno fornito aiuti finanziari ai paesi in difficoltà, in cambio di severe misure di austerità (tagli alla spesa pubblica, aumento delle tasse). 2. Austerità: Le misure di austerità hanno causato disoccupazione e proteste sociali in molti paesi. 3. Euro a rischio: C’era il timore che alcuni paesi potessero uscire dall’euro, minacciando l’intera unione monetaria. Ruolo della BCE La Banca Centrale Europea (BCE) ha giocato un ruolo fondamentale: Ha abbassato i tassi di interesse in modo da rendere prestiti più economici Ha acquistato titoli di stato (Quantitative Easing) per ridurre la pressione sui paesi in crisi, perché acquistando molti titoli il tasso di interesse si a abbassa e dunque paesi i crisi ottengono prestiti a costo più basso. Queste crisi hanno portato al rallentamento delle capacità innovative delle banche a causa di: Minata la fiducia nei confronti delle banche. FIDUCIA: asset intangibile ma fondamentale per le banche → le banche raccolgono denaro dalle famiglie attraverso i depositi che sono rimborsabili a vista, allo stesso tempo utilizzano questi risparmi prestando a m/l termine. Questo equilibrio si basa sul fatto che la maggioranza dei depositanti ha fiducia nelle capacità di rimborso della banca e quindi non si presentano tutti contemporaneamente a ritirare i propri fondi, il venir meno della fiducia porta alla “corsa agli sportelli” che determina il fallimento di una qualsiasi banca. Compressione della redditività bancaria (minori guadagni), determinata da: 1. Perdite immediate: titoli in portafoglio con valore nullo 2. Contrazione dei volumi di credito di “qualità” (meno prestiti di qualità): crisi finanziaria trasferita all’economia reale portando alla recessione, nel periodo di recessione imprese fanno meno investimenti e sono minori le imprese che hanno la capacità di rimborsare debiti contratti quindi le banche sono più attente nell’erogare nuovi prestiti. 3. Riduzione dei tassi di interesse: Misura necessaria come azione di politica monetaria per cercare di governare la crisi ed uscire dal periodo di recessione ma ciò implica per la banca un minor margine di interesse. (Rendere il denaro più economico aveva l’obiettivo di incentivare i prestiti, sostenere gli investimenti delle imprese, aumentare i consumi delle famiglie e favorire la ripresa economica). 4. Aumento delle sofferenze (NPLs, Non-Performing Loans): Mutui precedentemente erogati che non potevamo più essere rimborsati Tutto ciò ha portato una minore redditività per gli azionisti ROE-> Il ROE (Return on Equity) misura quanto una banca guadagna rispetto al capitale investito dai suoi azionisti. Un ROE più alto indica una banca più redditizia. Confronto prima e dopo la crisi Prima della crisi (2004-2007): Europa: ROE medio 17% USA: ROE medio 15% Dopo la crisi (2009-2014): Europa: ROE medio 4,3% USA: ROE medio 6,7% INTERVENTI NORMATIVI A SEGUITO CRISI Interventi sia di natura microprudenziale che strutturale hanno permesso di ripristinare la stabilità del sistema finanziario ma hanno contribuito ad appesantire ulteriormente i bilanci degli intermediari finanziari: Maggiore pressione regolamentare: Vincoli di capitalizzazione: Le banche devono mantenere più capitale (denaro proprio) per far fronte ai rischi. Vincoli di liquidità: Le banche devono avere una quantità sufficiente di liquidità (denaro disponibile) per affrontare eventuali crisi finanziarie. Governance e organizzazione: Devono avere una struttura più solida e controlli migliori per evitare abusi o cattive gestioni. Maggiore trasparenza verso i consumatori: Le banche devono essere più chiare riguardo ai prodotti che offrono, come i prestiti o i mutui, in modo che i consumatori possano capire meglio i rischi e le condizioni. L’EFFETTO SUGLI INTERMEDIARI FINANZIARI A causa di queste nuove regole, le banche e gli altri intermediari finanziari devono investire molto in compliance (cioè in attività che garantiscono che rispettino le normative), per esempio per aggiornare i loro sistemi di gestione del rischio e aumentare la trasparenza verso i consumatori. Conseguenza: Questi costi aggiuntivi per la compliance riducono la capacità delle banche di investire in innovazione tecnologica, come lo sviluppo di nuove piattaforme digitali o servizi finanziari innovativi. ONERE REGOLAMENTARE Studio della Banca d’Inghilterra 2021 sull’onere regolamentare Onere di regolamentazione -> Si riferisce ai costi ed allo sforzo necessario per le banche per conformarsi alle normative. Evoluzione dell’onere regolamentare nel tempo 1. Numero di addetti alla regolazione: 1935: C’era 1 addetto alla regolazione per ogni 3 banche vigilate. Oggi: Ci sono 3 addetti per ogni banca, indicando un aumento significativo del personale necessario per supervisionare le banche. Questo significa che le autorità di vigilanza sono cresciute per fare fronte all’aumento della complessità delle normative. 2. Numero di impiegati nelle autorità di vigilanza rispetto ai dipendenti bancari: 1935: C’era 1 impiegato per ogni 11.000 dipendenti bancari. Oggi: C’è 1 impiegato per ogni 300 dipendenti bancari, indicando un aumento significativo del personale per monitorare il sistema bancario. Evoluzione della complessità delle normative 1. Norme e regolamenti: 1933-1999: Le normative erano relativamente semplici. Ad esempio, la Glass-Steagall Act (1933) era composta da 37 pagine. Le normative erano dirette e facili da recepire. Oggi: Le normative sono molto più complesse e lunghe. Basilea III: Ha richiesto la creazione di più di 1.000 pagine di documenti per essere recepito, includendo 400 regolamenti attuativi e 30.000 pagine di documenti. Dodd-Frank Act (2010) ha prodotto un enorme volume di documenti (848 pagine), con migliaia di regolamenti. 2. Reportistica: 1933: Una banca doveva fornire solo 150 dati all’autorità di vigilanza. Oggi: Un grande gruppo bancario deve fornire tra 30.000 e 50.000 informazioni, a causa dell’aumento dei requisiti di trasparenza e della complessità delle normative. SPAZIO PER NUOVI OPERATORI Erosione delle barriere all’entrata: Nuovi attori, spesso tecnologici, riescono a penetrare nel settore finanziario, disintermediando gli operatori tradizionali. Segmentazione della catena del valore: Questi nuovi operatori si concentrano su specifici segmenti della filiera, sottraendo quote di mercato e margini ai tradizionali istituti bancari. Riduzione dei flussi intermediati dalle banche: Si tratta di un trend globale iniziato negli anni '80, che ha portato a una graduale riduzione della centralità del sistema bancario nella gestione dei flussi finanziari. Fenomeni storici di disintermediazione: Il concetto non è nuovo e ha precedenti significativi, come l’introduzione delle carte di credito e dei fondi comuni d’investimento. P.S. CARTE CREDITO →, introdotte diffusamente a partire dagli anni '50 e '60, sono uno dei primi esempi di disintermediazione bancaria. Prima della loro introduzione: I pagamenti venivano effettuati principalmente in contanti o tramite assegni, emessi e gestiti direttamente dalle banche. Le banche avevano il controllo esclusivo del rapporto di credito con i clienti. Con l’introduzione delle carte di credito: Nuovi attori (come Visa, Mastercard e American Express) sono entrati nella catena del valore:Sistema di pagamento: Le società di carte di credito hanno creato un'infrastruttura per gestire i pagamenti in modo rapido e conveniente, indipendente dalle banche. 2. DEFINIZIONE FINTECH Il termine FinTech ha origini che risalgono agli inizi degli anni '90 e si collega direttamente a un progetto lanciato da Citigroup chiamato "Financial Services Technology Consortium" (FSTC). Questo consorzio è stato creato con l'obiettivo di promuovere la cooperazione tecnologica tra gli attori del settore finanziario, in un momento in cui la digitalizzazione stava iniziando a trasformare profondamente i servizi finanziari. Il termine inizia a riscuotere interesse nel 2015 verificando Google Trends. Definizione International Monetary Fund and World Bank 2018 → «quei progressi tecnologici che hanno il potenziale per trasformare la fornitura di servizi finanziari, stimolando lo sviluppo di nuovi modelli di business, applicazioni, processi e prodotti» Definizione (Commissione Europea 2018) → Fintech è l’innovazione nel settore dei servizi finanziari resa possibile dalla tecnologia”, che, rappresentando il “punto di incontro dei servizi finanziari e del mercato unico digitale”, ha il potenziale di essere “un importante motore della trasformazione digitale dell’economia e della società” Nel Fintech l’applicazione delle nuove tecnologie è in grado di creare prodotti, servizi, modelli di business tali da cambiare significativamente l’ecosistema finanziario, inclusi i suoi protagonisti. Mentre gli sportelli automatici (ATM) hanno permesso alle banche un risparmio di costi ma non hanno cambiato il funzionamento del sistema finanziario, sviluppi quali le criptovalute, il credito basato sul machine learning, le piattaforme di crowfunding hanno la potenzialità di trasformare nel profondo l’essenza stessa della finanza moderna. Dunque, Perché un'attività o un'azienda sia effettivamente classificata come FinTech, è essenziale che essa comporti un aspetto di rottura: Trasformazione dell'ecosistema: Non basta migliorare un processo esistente; l'attività deve avere il potenziale di ridefinire il modo in cui il sistema funziona. Coinvolgimento di nuovi protagonisti: Spesso il FinTech introduce nuovi attori (es. startup, società tecnologiche) che sfidano il ruolo delle istituzioni tradizionali. Ecco una spiegazione più semplice dei principali attori nel mondo FinTech e dei nuovi operatori. GLI ATTORI DEL FINTECH 1. FinTech: Aziende create specificamente per offrire servizi finanziari usando la tecnologia (il termine viene usato dunque sia per descrivere questo cambiamento, queste innovazioni, sia per identificare le singole imprese che si occupano di cio). o.Esempio: Startup che sviluppano app per pagamenti, prestiti o investimenti digitali. (Revolut) 2. TechFin: Grandi aziende tecnologiche o di distribuzione che hanno aggiunto servizi finanziari alla loro offerta. o Esempio: Amazon, Apple, Google (con Apple Pay, Google Pay, ecc.). 3. Istituzioni finanziarie digitali native: Banche nate direttamente in forma digitale, senza sportelli fisici. o Neobank: Banche completamente digitali come N26 e Revolut.Hype. o Challenger Bank: Banche digitali che sfidano direttamente gli operatori tradizionali, come Illimity. 4. Incumbent: Istituti finanziari tradizionali, già leader del mercato. o Esempio: Grandi banche o assicurazioni che stanno cercando di innovarsi per competere con i nuovi attori. 5. Tech: Aziende che forniscono strumenti tecnologici per il settore finanziario. o Esempio: Società che sviluppano software o infrastrutture per banche e servizi finanziari. VANTAGGI DEI NUOVI OPERATORI FINTECH RISPETTO AGLI OPERATORI TRADIZIONALI 1. Nessun vincolo con il passato: Non hanno vecchie strutture o sistemi da aggiornare; quindi, possono adottare subito le tecnologie più avanzate. 2. Potenza del digitale: La tecnologia digitale permette loro di crescere velocemente e offrire servizi più innovativi e semplici per i clienti. Viceversa operatori tradizionali tendono ad utilizzare tecnologie obsolete. CARATTERISTICHE COMUNI DELLE FINTECH 1. Focus su esigenze specifiche del cliente, scalabilità, bancabilità: Le Fintech si concentrano su esigenze precise dei clienti, come semplificare i pagamenti online, offrire prestiti più veloci o consentire investimenti più accessibili. Grazie alla tecnologia digitale, non hanno bisogno di uffici fisici in ogni paese per operare. Possono offrire i loro servizi ovunque, purché rispettino le regolamentazioni locali; quindi, riescono a “scalare” a livello globale le esigenze dei clienti. In alcuni casi riescono anche ad aumentare la bancabilità, cioè rendono i servizi finanziari accessibili a persone o aziende che prima ne erano escluse, come chi non ha un conto bancario o vive in aree remote. 2. Le Fintech spostano velocemente il focus sui servizi a valore aggiunto partendo dalla funzione finanziaria basilare: (Partono da funzioni finanziarie di base e si evolvono verso servizi personalizzati) Analizzano la storia digitale dei clienti per offrire soluzioni su misura, dunque hanno una visione olistica del cliente. La necessità di generare nuove fonti di reddito, soprattutto se in presenza di strategie di prezzo aggressive per conquistare velocemente clienti e quote di mercato. 3. Esperienza d’uso delle Fintech B2C superiore rispetto alle banche tradizionali: Le Fintech sono omnichannel, cioè, Omnichannel = integrazione profonda dei vari canali di comunicazione e vendita. integrano tutti i canali (app, web, social, ecc.) per interagire con i clienti. La user experience è ottimizzata al massimo grado. L'esperienza utente coinvolge tutti gli aspetti esperienziali, affettivi, l'attribuzione di senso e di valore collegati ad un prodotto o servizio, all'interazione con esso e quanto ad esso correlato. Include anche le percezioni personali su aspetti quali l’utilità, la semplicità d'utilizzo e l'efficienza del servizio. 4. Sia nel B2C sia nel B2B le Fintech offrono costi di transazione minori rispetto a quelli dei canali tradizionali, unita a qualità del servizio ed esperienza d’uso di alto livello, i costi del servizio sono sempre esposti molto chiaramente e motivati: Efficienza ed efficacia ottenute con Intelligenza Artificiale, Machine Learning, Big Data Management Architetture no-legacy (nuove, snelle, no vincoli con passato). 5. Approccio etico al business, sia in termini di sostenibilità, sia come ragione per fornire il servizio: Fintech che promuovono l’accesso ai servizi finanziari per persone e aziende solitamente escluse. Fintech che democratizzano investimenti e asset class (es. investimenti frazionati per piccoli risparmiatori. Frazionare un investimento significa suddividere il capitale in più tranche invece di investire tutto in un'unica soluzione.). Fintech che facilitano il collegamento tra investitori e aziende in crescita, aumentando la liquidità del mercato. PUNTI DI FORZA Costruiscono nuovi modelli di offerta per i clienti, non si limitano a migliorarne i punti di contatto. Molto abili nel capire le dinamiche di consumo del cliente. Utilizzo IA e Machine Learning per capire al meglio i dati dei clienti, anticipandone i bisogni. Sono orientate all’Open Innovation e vedono gli Incumbent Bancari (banche tradizionali) come partner più che concorrenti COOPERAZIONE FINTECH E BANCHE TRADIZIONALI Problema principale banche tradizionali → Il sistema finanziario tradizionale fatica molto ad includere efficacemente al proprio interno la tecnologia avanzata, principalmente per questioni organizzative e di sistemi IT legacy. Inoltre, le banche tradizionali, per il sistema regolatorio al quale sono sottoposte, hanno oggettive difficoltà a trasformarsi in organismi agili e pronti al cambiamento continuo che, sempre di più, sarà loro imposto dalla rapida evoluzione del cliente. Problema principale Fintech → le FinTech, per crescere oltre le fasi iniziali e diventare veramente competitive e sostenibili nel lungo periodo, devono evolvere oltre le semplici idee e “promesse” e attrarre investitori più grandi dei Business Angel(investitori individuali, spesso con esperienza imprenditoriale, che investono i propri soldi in startup o piccole imprese con un alto potenziale di crescita) e Venture Capitalist (I venture capitalist sono solitamente gruppi di investitori professionisti che gestiscono fondi di investimento e raccolgono denaro da altre fonti). Per fare ciò, hanno bisogno di accedere ad alcuni servizi fondamentali offerti dalle banche tradizionali. Uno di questi servizi cruciali è la custodia dei fondi del cliente, che implica la gestione sicura dei denari dei clienti da parte di una banca o di un'altra istituzione finanziaria regolamentata. Questo servizio è essenziale per garantire che i soldi degli utenti siano protetti e per soddisfare le normative di sicurezza finanziaria. Soluzione → Le Fintech aiuterebbero le banche ad attuare la Digital Transformation. Le banche supporterebbero la crescita delle Fintech nella fase di scale-up(ovvero quando stanno cercando di crescere rapidamente e scalare le loro operazioni), in cui i costi fissi aumentano(infrastrutture, sistemi tecnologici avanzati e personale), ma non c’è ancora la scala per sopportarli in modo efficiente. 3. AREE DEL FINTECH Le imprese fintech operano in aree tipiche della catena di valore delle imprese finanziarie tradizionali, però rispetto alle banche non offrono tutti i servizi ma si specializzano in un area specifica per poi eventualmente ampliare la loro offerta. 1. Pagamenti: La prima area che è stata “aggredita” dalle società Fintech. Sono imprese che offrono strumenti di pagamento innovativi che solitamente permettono di trasferire fondi via mobile o via chat, ma offrono anche servizi a valore aggiunto come semplificazione del processo di check-out online o servizi di loyalty(programmi che premiano i clienti fedeli). Es. Revolut, Google Pay. 2. Capital Market & Trading: Soluzioni tecnologiche innovative per la gestione degli investimenti soprattutto a livello corporate con un focus anche sul Trading. Riguarda il mercato finanziario dove si comprano e vendono titoli, e dove le aziende si finanziano tramite l'emissione di azioni e obbligazioni. Es. Robinhood 3. Money Management: Si riferisce a imprese Fintech offrono supporto nella gestione della finanza personale, sia a livello di corporate (es. fatturazione online). Gestione delle finanze quotidiane Es. Satispay 4. Wealth Management: Fintech che supportano la gestione degli investimenti soprattutto in ambito retail. Comprendono ad esempio i robot advisory( Robo Advisory è un servizio di consulenza finanziaria automatizzata che utilizza algoritmi e intelligenza artificiale per gestire investimenti in modo efficiente e a basso costo.). E’ dedicato a chi ha patrimoni significativi e vuole un approccio personalizzato alla gestione della propria ricchezza. Es. MoneyFarm 5. Lending: Forniscono soluzioni tecnologiche utilizzatae per semplificare il processo di prestito, consentendo prestiti peer-to-peer(è un tipo di finanziamento che avviene direttamente tra individui o aziende, senza l'intermediazione delle banche o di altre istituzioni finanziarie tradizionali.), o il miglioramento delle modalità di erogazione dei prestiti da parte delle istituzioni finanziarie tradizionali. Le FinTech stanno democratizzando l'accesso al credito, rendendolo più veloce e trasparente. 6. Insurtech: È l'uso di tecnologie innovative per migliorare e trasformare il settore delle assicurazioni. Le soluzioni Insurtech possono includere polizze personalizzate, processi di liquidazione automatizzati e nuove modalità di distribuzione delle assicurazioni. 7. Cybersecurity: Riguarda l'uso di tecnologie avanzate per proteggere le informazioni sensibili e i dati finanziari online. Le FinTech stanno implementando soluzioni di sicurezza per prevenire frodi, attacchi informatici e garantire la privacy dei dati. 8. RegTech: Si riferisce alle tecnologie utilizzate per facilitare l’attività di verifica (es. verifica info del cliente attraverso identificazione), l’attività di monitoraggio delle posizioni con la clientela (es. antiriciclaggio), la rendicontazione delle attività che devono essere svolte dalle imprese in rispetto della normativa. Queste soluzioni permettono agli intermediari di gestire meglio la loro conformità alla normativa, tra i benefici vi sono: minori costi, acquisizione della clientela in maniera più veloce, migliore rispetto della privacy, → SupTech: branca del Regtech che permette di migliorare efficacia ed efficienza dell’attività di vigilanza da parte degli organi di vigilanza del mercato. Es. Consob 9. Technology Enabler: In questa area rientrano le aziende che forniscono la tecnologia di base, gli strumenti e le infrastrutture necessari per supportare altre FinTech. Questi includono software, piattaforme di cloud computing e soluzioni di data management. AREE CORE AREE DI SUPPORTO INNOVAZIONI TECNOLOGICHE ALLA BASE DEL FINTECH 1. BLOCKCHAIN (REGISTRI DISTRIBUITI) Facilitano transazioni sicure e trasparenti grazie alla tecnologia blockchain → tutti i nodi del sistema condividono una base comune e contribuiscono alla sua tenuta e al suo aggiornamento in maniera decentralizzata, ricorrendo alla crittografia per l’autenticazione delle transazioni. Applicazioni nel Fintech (blockchain ha dato vita a): o Criptovalute (Bitcoin, Ethereum) o Smart contract (è un programma informatico che si esegue automaticamente quando vengono soddisfatte determinate condizioni predefinite. Funziona sulla tecnologia blockchain, lo smart contract rimborsa automaticamente il cliente) che automatizzano operazioni finanziarie riducendo la necessità di intermediari. o NFT 2. ANALYTICS Tecniche analisi dati fondate su strumenti di statistica inferenziali per dedurre delle regressioni, relazioni ecc. Posso utilizzare machine learning per ottenere predizioni. Applicazioni nel Fintech: o Analisi avanzata per comprendere i comportamenti dei clienti e personalizzare prodotti finanziari. o Identificazione di rischi finanziari e frodi attraverso modelli predittivi. 3. INTELLIGENZA ARTIFICIALE (IA) e CHATBOT Sistemi hardware e software che svolgono compiti che sono tipicamente associati all’intelligenza umana. Ad esempio i sistemi di machine learning utilizzati per lo sviluppo di algoritmi atti a realizzare applicazioni le cui prestazioni migliorano automaticamente con il tempo. Applicazioni nel Fintech: o Chatbot IA: Utilizzati per fornire assistenza clienti h24 e migliorare l'accessibilità ai servizi finanziari. o Automazione di processi come il credito, la gestione degli investimenti (robo-advisors), e il rilevamento di frodi. 4. CLOUD COMPUTING Consentono accesso difusso ed agevole e su ricihiesta alle risorse per l’elaborazione dei dati. Applicazioni nel Fintech: o Consente la scalabilità e la flessibilità delle piattaforme finanziarie. o Permette l’elaborazione di grandi volumi di dati in tempo reale. 5. BIG DATA Insieme di dati strutturati e non e possono provenire da fonti diverse e hanno formati diversi. Applicazioni nel Fintech: o Raccolta e analisi di dati per identificare opportunità di mercato e comportamenti di consumo. o Utilizzo per modelli di credit scoring alternativi, che includono fonti non tradizionali di dati. Un esempio di differenza tra credit scoring tradizionale e alternativo riguarda le fonti di dati utilizzate. Il metodo tradizionale si basa su informazioni come lo storico dei prestiti, i saldi delle carte di credito e il rapporto debito/reddito, utili per valutare chi ha una storia creditizia consolidata. Al contrario, il credit scoring alternativo utilizza dati non convenzionali come la puntualità nei pagamenti delle bollette, il comportamento online, o l'attività su app mobili. 6. INTERNET OF THINGS (IoT) Sensori connessi alla rete in grado di monitorare delle azioni. Applicazioni nel Fintech: o Pagamenti abilitati da dispositivi connessi, come smartwatch o auto. o Raccolta di dati in tempo reale per assicurazioni basate sull’utilizzo (es. Le assicurazioni basate sull’utilizzo, come le polizze auto "pay-as-you-drive", utilizzano dati raccolti in tempo reale per calcolare i premi assicurativi in modo personalizzato, basandosi sull’effettivo utilizzo del veicolo e sul comportamento del guidatore.) 7. TECNOLOGIE BIOMETRICHE Servono per l’autenticazione dell’identità elettronica per rispettare le normative vigenti. Applicazioni nel Fintech: o Autenticazione sicura tramite riconoscimento facciale, impronte digitali o scansione dell’iride. o Adozione per migliorare la sicurezza nei pagamenti digitali e nell’accesso ai conti. 4. RISCHI DEL FINTECH 1. Rischi legali e normativi Vuoti normativi: Le nuove attività Fintech spesso non sono regolate adeguatamente perché non rientrano nelle normative esistenti. Difficoltà di regolamentazione: Il confine tra i servizi finanziari e altri settori (come digital wallet e store credit) è sempre più sfumato, complicando il compito delle autorità di vigilanza. Ad esempio Digital wallet: può essere visto sia come un servizio finanziario (gestione del denaro) sia come un servizio tecnologico (fornito da aziende tech). 2. Supervisione, gestione del rischio e governance Arbitraggi regolamentari: Le aziende Fintech possono sfuggire a regole severe rispetto alle banche tradizionali, aumentando i rischi di contagio e concentrazione. Monitoraggio complicato: La velocità dei cambiamenti rende difficile per le autorità seguire e gestire i rischi, anche a causa della scarsità di dati disponibili. 3. Rischi informatici e dati Cyber risk: L'uso intensivo di tecnologia rende i consumatori e il sistema finanziario più vulnerabili agli attacchi informatici. Privacy e trasparenza: È difficile bilanciare il rispetto della privacy con la necessità di accedere ai dati per migliorare i servizi. Trovare il giusto equilibrio e rispondere alle domande sulla proprietà, l'uso e la giurisdizione dei dati e delle transazioni sottostanti rimangono questioni importanti per le autorità di regolamentazione. 4. Dipendenza da terze parti Rischi sistemici : Alcune attività Fintech possono aumentare la dipendenza da terze parti all'interno del sistema finanziario. Le interruzioni di questi servizi di terze parti possono comportare rischi sistemici più ampi, quanto più centrali sono queste terze parti nell'interconnessione di più istituzioni o mercati di importanza sistemica. In alcuni casi, le terze parti potrebbero non essere istituzioni finanziarie (ad es. servizi cloud) e quindi non soggette a regolamentazione e supervisione finanziaria Prociclicità: Le attività Fintech potrebbero essere soggette a dinamiche di mercato pro-cicliche, a causa di un comportamento gregario più pronunciato (gregario vuol dire che persone seguono il gregge). Ad esempio, gli investitori e i mutuatari (coloro che chiedono il prestito) su piattaforme Fintech lending possono mostrare oscillazioni di comportamento più ampie rispetto alla tradizionale intermediazione di fondi quando un aumento inaspettato dei prestiti deteriorati innesca un prosciugamento di nuovi fondi. (Se un numero significativo di persone non riesce a ripagare i propri prestiti, ciò potrebbe causare una perdita di fiducia nel sistema, riducendo la disponibilità di nuovi fondi per i mutuatari che hanno bisogno di prestiti). Il rischio è ulteriormente amplificato se le piattaforme Fintech utilizzano algoritmi simili per valutare la solvibilità dei mutuatari o per gestire gli investimenti. 5. Volatilità e disintermediazione Eccesso di volatilità: o Alcune attività Fintech sono specificamente progettate per essere veloci e potrebbero avere maggiori probabilità di creare un'eccessiva volatilità nel sistema. Ad esempio, i Trader algoritmici (programmi automatici comprano e vendono velocemente sul mercato) quando il mercato è stabile (bassa volatilità), funzionano bene e fanno molte operazioni. Quando il mercato è in crisi (stress), spesso smettono di operare. Questo riduce il numero di compratori e venditori, rendendo più difficile scambiare asset e facendo oscillare i prezzi in modo brusco (più volatilità). o Poi nel mondo Fintech, è facile e veloce passare da un servizio all'altro (come cambiare app per pagamenti o prestiti). Questo rende il sistema finanziario più instabile, perché i clienti possono spostare rapidamente i loro soldi o abbandonare un fornitore in caso di problemi. Se molte persone lo fanno contemporaneamente, può mettere a rischio la solidità finanziaria di alcune aziende o banche. Disintermediazione: o Portafogli digitali e valute digitali potrebbero ridurre il ruolo delle banche tradizionali perché le persone potrebbero non aver più bisogno di usare i conti bancari per pagare o inviare denaro. o Inoltre, gli aggregatori (Sono piattaforme o app che raccolgono informazioni su vari servizi bancari ad esempio, tassi di prestito o conti correnti) potrebbero diventare il mezzo predefinito per accedere alle banche e richiedere nuovi conti bancari e prestiti. o Infine, possono emergere oligopoli o monopoli, ad esempio, nella raccolta e nell'uso delle informazioni sui clienti, essenziali per fornire servizi finanziari. 5. SFIDE PER I REGOLATORI CONTESTO ▪ Alcune aziende Fintech operano al di fuori delle regole tradizionali, rendendo difficile per le autorità controllarle e garantire la stabilità del mercato o proteggere i consumatori più vulnerabili. ▪ Le leggi tradizionali, basate su definizioni precise e rigide (hard law), non riescono a stare al passo con la loro flessibilità e continua evoluzione. Le regole spesso non tengono il passo con la velocità e l’impatto delle nuove tecnologie. ▪ Il rapporto tra innovazione e regolazione viene spesso descritto come conflittuale: lentezza e, talvolta, scarsa comprensione del regolatore per i nuovi fenomeni , velocità e forza dirompente dell’innovazione tecnologica e di mercato. ▪ Il conflitto è vero se si considera la funzione delle norme solo in chiave difensiva, ma le regole non servono solo a limitare i rischi; Le norme servono anche per indirizzare il comportamento delle imprese verso soluzioni più sicure e sostenibili e proteggere gli operatori più responsabili dalla concorrenza sleale. SFIDE PER I REGOLATORI 1. RISPETTO DEL PRINCIPIO DELLA FAIR COMPETITION: ▪ garantire la parità di condizioni tra operatori tradizionali e nuovi operatori, per stimolare una concorrenza sana ▪ garantire la ricerca dell’equilibrio fra libertà d’azione e regolamentazione. Creare, perciò, un ambiente dove gli interessi di tutti gli stakeholders rilevanti sono tenuti in considerazione e dove sicurezza e innovazione sono dimensioni complementari, non alternative E anche vero però che creare regole bilanciate e adeguate a tutti i possibili destinatari non è facile ed è ancora più complesso in tema di innovazione finanziaria 2. REGOLE ADEGUATE: L’innovazione tecnologica attuale pone in discussione le regole tradizionali, concepite in un’epoca predigitale, che non sempre sono adeguate a gestire rischi e opportunità del Fintech. Pensiamo ad esempio alla crescente dipendenza da un numero limitato di aziende tecnologiche. Le economie di scala nell’ambito delle applicazioni IT sono forti e portano ad un mercato altamente concentrato che pongono in pericolo le norme finora concepite. 3. BIG DATA E IA: La gestione e l’utilizzo dei Big Data così come le implicazioni dell’uso dell’intelligenza artificiale. Sono tematiche nuove e complesse per molte aziende, sicuramente necessitano di regole nuove. COME SI COMPORTANO LE AUTORITA’ DI VIGILANZA? Approccio generale: Mancanza di coordinamento globale: Status giuridico variabile o Alcune Fintech sono riconosciute come banche e soggette a regolamentazione bancaria o Altre operano con modelli più leggeri, evitando vincoli stringenti Regolamentazione sperimentale (Sandbox) o Alcuni paesi permettono alle Fintech di testare innovazioni in ambienti regolati ma flessibili o Altri paesi non prevedono tali strumenti, creando incertezza normativa Gestione di fenomeni emergenti (es. criptovalute) o Alcuni governi le incentivano come opportunità di innovazione o Altri le contrastano con restrizioni o divieti Diversità normativa: Ogni paese adotta regole influenzate dalle proprie tradizioni giuridiche e di mercato Strategie specifiche: A. WAIT AND SEE ("Aspetta e guarda") Cosa significa? Le autorità tollerano l’innovazione senza imporre subito regole rigide per consentire alle innovazioni di svilupparsi senza ostacoli. Dunque secondo questo approccio non è opportuno introdurre nuove regole fintanto il prodotto finanziario non sia altamente diffuso o non comporti un alto rischio per il sistema finanziario. ❗Però questo approccio non è totalmente passivo perché implica sempre che le autorità monitorino il fenomeno e la sua rilevanza sistemica e non esclude l’emanazione di comunicazioni e avvertimenti volti a sensibilizzare il mercato su possibili rischi di servizi e prodotti. Quando si usa? Se c’è incertezza normativa sul fatto che un’attività rientri nell’ambito di una competenza di una particolare istituzione Per dare tempo alle autorità di studiare le nuove tecnologie e dunque di sviluppare la capacità di regolamentazione Vantaggi: Consente all’autorità di vigilanza di comprendere la tecnologia e le sue possibili applicazioni prima di intervenire con eventuali modifiche normative Autorità di vigilanza posso monitorare in modo informale i trend che si stanno creando sul mercato per determinare se e quando intervenire in modo formale Non è richiesto intervento legislativo, viene applicato il regolamento esistente Svantaggi Rischi protezione consumatore Rischi stabilità sistema finanziario se questo approccio è protratto nel tempo Non è un approccio da adottare a l/t Deve essere utilizzato per prodotti/servizi selezionati, non qualunque prodotto Fintech Necessario controllo di mercato da parte delle autorità affinché il prodotto non abbia degli impatti negativi importanti Esempi: o L’ESMA in Europa ha monitorato gli sviluppi della Distributed Ledger Technology prima di introdurre il regolamento o Molte autorità di vigilanza l’hanno fatto prima di indicare le linee guida al Cloud Computing o La Cina ha applicato un approccio simile nei confronti di pagamenti mobili e piattaforme di P2P lending. Caso "Wait and See" in Cina La Cina ha adottato un approccio "Wait and See" per gestire il Fintech, in particolare per quanto riguarda i pagamenti mobili e le piattaforme di prestito peer-to-peer (P2P). Prima piattaforma p2p nacque nel 2005 Esopa nel uk, nel 2007 si diffuse in Cina e viene pubblicizzato come modello che attraeva i piccoli investitori con rendimenti molto elevati ed interessi più contenuti rispetto al sistema finanziario tradizionale. L’approccio attendista degli organismi di regolamentazione della Cina ha permesso a queste piattaforme di diffondersi rapidamente rispetto ad altri paesi, raggiungendo il record di prestiti e utenti registrati. Ma la situazione deteriorò nel 2015 quando l’autorità di vigilanza rilevò come su 3400 piattaforme P2p erano in difficoltà non riuscendo a rispettare le promesse di remunerazione preso nei confronti dei prestatari o erano scomparse, i proprietari avevano trattenuti i fondi per poi sparire, 1 piattaforma su 4 era una truffa o erano in difficoltà. Tutto ciò chiaramente provocò una contrazione dei volumi. Il governo intervenne inizialmente con piccoli controlli e piccoli interventi regolamentari, gradualmente ne furono introdotti altri fino ad arrivare nel 2018 dove si arriva ad una specifica regolamentazione e le piattaforme si ridussero a poco più di 1000. Dunque tale esempio ci dimostra come l’approccio Wait and See non va prolungato nel tempo perché la situazione può sfuggire di mano. Inizialmente, il governo ha permesso che queste attività si sviluppassero senza regole troppo rigide. Tuttavia, quando sono emersi problemi come il riciclaggio di denaro e le frodi nel settore del P2P lending, la Banca Popolare della Cina (PBOC) ha introdotto nuove normative nel 2018 per limitare i rischi e regolamentare meglio il mercato, cercando di risolvere le criticità senza bloccare l'innovazione. B. TEST AND LEARN ("Prova e impara") Cosa significa?: Si basa sul principio “same business, same risk, same rules”, ovvero qualora una attività innovativa abbia la stessa funzione economica e gli stessi di una attività già regolamentata si applicano le stesse regole a prescindere della tecnologia già utilizzata. È l’approccio più utilizzato dalla maggior parte dei paesi. ❗ Quando il principio non si può applicare Se una nuova tecnologia non ha ancora un quadro normativo chiaro, le autorità possono concedere: ✅ Licenze limitate → L’azienda può operare con alcune restrizioni. ✅ Esenzioni parziali → Alcune regole vengono sospese temporaneamente. Consente alle autorità di regolamentazione di osservare e comprendere i rischi e il modo in cui il mercato si sta sviluppando e formulare dunque una strategia di regolamentazione adatta ai rischi posti dall’innovazione. Vantaggi: Approccio agile in cui le autorità di regolamentazione concedono esenzioni parziali che consentono a tali autorità di supervisionare comunque l’attività svolta. Possono raccogliere maggiori dati ed esperienza per identificare quelli che sono gli interventi più adeguati. E’ adatto alla maggior parte degli ecosistemi fintech perché include un certo grado di supervisione normativa Svantaggi Non è da utilizzare a tempo indeterminato Le esenzioni posso rendere più difficile la crescita e la scalabilità dei mercati fintech piu maturi perché è difficile da parte delle autorità esercitare il loro potere di supervisione e definire per ciascun soggetto le limitazioni o le esenzioni Risulta difficile garantire parità di trattamento dei partecipanti, può creare problemi di concorrenza Il monitoraggio e la supervisione possono risultare insufficienti creando dunque problemi alla protezione consumatori oppure andando a limitare innovazione Esempio Filippine: ✅ Approccio "seguire il mercato" → Le autorità hanno scelto di non intervenire subito con regolamenti rigidi, per vedere come il settore si sviluppava. ✅ Permesso a non-banche di operare → Aziende non bancarie hanno potuto offrire servizi finanziari come pagamenti digitali e rimesse internazionali anche tramite agenti di rimessa. ✅ Lettera di "non obiezione" → Le aziende ricevevano un’autorizzazione provvisoria per testare i loro servizi senza una licenza formale. 📌 Dopo alcuni anni di test e osservazione Nel 2009, la banca centrale delle Filippine (Bangko Sentral ng Pilipinas) ha introdotto regolamenti sulla moneta elettronica, basandosi su ciò che aveva imparato. Caso "Test and Learn" in Kenya Il Kenya ha adottato un approccio "Test and Learn" con il sistema di pagamento mobile M-Pesa. M-Pesa è una piattaforma di trasferimento di denaro via cellulare che ha rivoluzionato l'accesso ai servizi finanziari nel paese, soprattutto nelle zone rurali. Come è stato applicato l'approccio "Test and Learn": 1. Fase iniziale: Le autorità keniote non hanno subito imposto normative rigide a M-Pesa. Invece, hanno permesso alla piattaforma di operare in modo sperimentale, osservando come si sviluppava il mercato e come la tecnologia veniva utilizzata dai consumatori. 2. Monitoraggio: Durante questo periodo di test, le autorità hanno osservato l'evoluzione del servizio, raccogliendo dati sui benefici e sui potenziali rischi legati alla piattaforma. 3. Azione regolamentare: Dopo aver monitorato il funzionamento di M-Pesa e aver acquisito una comprensione più chiara dei rischi e delle opportunità, nel 2009 il Bangko Sentral ng Pilipinas (BSP) ha introdotto regolamenti mirati per le "valute elettroniche", rendendo il sistema più sicuro e regolato. C. INNOVATON FACILITATORS ("Facilitatori dell’innovazione") Tipologie principali: ✅ Innovation Hub 📌 Cos'è? Un punto di contatto centralizzato dove aziende Fintech, regolamentate o meno, possono ricevere supporto e consulenza su normative, supervisione e questioni legali. Vantaggi: Gli hub permettono alle autorità di regolamentazione di comprendere meglio il mercato fintech perché facilitano interazione tra i due E’ uno strumento che consente di identificare le tendenze prima di adottare un approccio più dispendioso verso il fintech Gli Hub sono quelli che comportano un minor dispendio di risorse tra i vari strumenti ed è adatto a tutti i mercati Fintech Svantaggi: Richiede delle risorse dedicate (autorità vigilanza deve avere risorse esclusive per seguire questi Hub) Autorità di vigilanza deve essere molto attenta nelle interazioni che ha con le varie fintech a non fornire una consulenza legale e a non definire i limiti dell’innovazione. ✅ Regulatory Sandbox 📌 Cos'è? Un ambiente virtuale che consente di effettuare test dal vivo di nuovi prodotti e servizi , che però è controllato e limitato nel tempo. (le aziende possono sperimentare nuovi prodotti o servizi con una regolamentazione flessibile e temporanea). Si rivolge ad aziende che hanno già un’offerta sviluppata e che ne devono testare la fattibilità sul mercato. P.s. Sandbox è un ambiente regolamentato e controllato, creato specificamente dalle autorità per permettere alle aziende Fintech di testare nuovi prodotti o servizi senza dover rispettare subito tutte le normative tradizionali. È un esempio concreto di Test and Learn, ma con il supporto delle autorità. Vantaggi: Consente alle fintech di testare su piccola scala i loro prodotti e servizi innovativi Fornisce info sul mercato ai regolatori Crea un dialogo aperto tra autorità di vigilanza e imprese Permette alle autorità di vigilanza di controllare in maniera più diretta i possibili rischi posti dalle fintech Fornisce delle basi più significative per un eventuale intervento normativo È più adatto a mercati fintech più grandi e sviluppati dove viene determinato chiaramente l’obiettivo che si vuole raggiungere Svantaggi: Richiede maggiori risorse Richiede maggiori capacità per implementare l’approccio Un maggior coinvolgimento degli stakeholder Non adatto a mercati più piccoli perché questo approccio applicato a tematiche in cui gli operatori sono pochi potrebbe fallire in quanto sono pochi i richiedenti che desiderano far parte di questo strumento. I risultati conseguiti possono essere non facilmente misurabili ✅ Acceleratori normativi o RegTech Lab 📌 Cos'è? Accordi di partnership tra aziende Fintech e autorità governative per innovare tecnologie condivise o aiutare le autorità di vigilanza dei casi d’uso predefiniti (Un caso d’uso mostra come una tecnologia o un servizio risolve un problema concreto in un settore specifico.) Le imprese facenti parte di acceleratori normativi sono imprese che non rientrano nel perimetro regolamentare. (ES PER CAPIRE: Una startup sta sviluppando un software basato su intelligenza artificiale per aiutare le banche e le autorità a individuare le frodi finanziarie. Questa azienda non sta offrendo servizi finanziari al pubblico, ma solo un software che le banche e i regolatori potrebbero usare.Siccome non fa operazioni finanziarie dirette, non rientra nelle normative bancarie, ma entra in un acceleratore normativo per collaborare con le autorità e testare il software in un ambiente reale). Vantaggi: Consente a ADR di migliorare la familiarità con i prodotti e le necessità delle aziende fintech; quindi, permette di sviluppare soluzioni di mercato più adeguate Consente a ADR di gestire l’attività di controllo sulle imprese fintech Più adatto ad imprese sviluppate Svantaggi: Richiede maggiori risorse Necessario sviluppare dei Proofs of Concept per le aziende Occorre avere una conoscenza interna per sviluppare i casi d’uso, quindi le autorità di vigilanza devono aver già acquisito esperienze. Caso Bangko Sentral Filippine Tale banca aveva una problematica con la gestione dei reclami, avendo un metodo datato basato su mail e contatti telefonici. Così coinvolse una società fintech affinché identificasse chiaramente il caso d’uso arrivando alla soluzione del chatbot basato sull’IA e sui Big Data che può risolvere le operazioni più ripetitive. L’utilizzo del chatbot ha permesso di redistribuire i vari reclami verso gli uffici competenti, indirizzando quelli più complicati verso le risorse umane. Ciò ha permesso di risparmiare molto tempo (1-2 settimane al mese), ha permesso di semplificare l’analisi dei reclami. Esempio in Italia: Regulatory Sandbox Introdotta con il Decreto Crescita (D.l. 34 del 2019). Incarica il MEF di adottare, sentite le autorità di vigilanza (Banca d’Italia, Consob ed IVASS) la regolamentazione necessaria a definire le condizioni e le modalità di svolgimento di una sperimentazione relativa alle attività FinTech volte al perseguimento dell’innovazione di servizi e di prodotti nei settori finanziario, bancario e assicurativo mediante nuove tecnologie digitali, quali l’intelligenza artificiale e la distributed ledged tecnhology (DLT). P.s. In pratica, un DLT è un registro che viene copiato e distribuito su una rete di computer, anziché essere centralizzato in un unico server o luogo. Ogni partecipante alla rete ha una copia identica del registro, e quando un dato viene aggiornato, tutte le copie vengono sincronizzate La regulatory sandbox introdotta dal legislatore italiano ha una durata di 18 mesi (+12 mesi proroga) e prevede per le imprese partecipanti requisiti patrimoniali ridotti, adempimenti per l’ammissione alla sperimentazione semplificati e termini inferiori rispetto al regime ordinario, secondo le PATRIZIA PIA norme di regolamentazione che sono demandate al MEF Importante specificare che tali metodi non sono alternativi ma vengono utilizzato in modo completare o in modo sequenziale. CASO M-PESA INCLUSIONE FINANZIARIA → consiste nella rimozione dei vecchi ostacoli che non consentono a determinare persone di partecipare o accedere al sistema finanziario. E’ importante perché essere titolari di un conto bancario/postale può essere uno strumento per ridurre la povertà (Banca Mondiale) e favorisce il tasso di risparmio e incrementa la capacità di affrontare periodi di avversità economica-finanziaria. Proprio come il microcredito negli anni '80, l'inclusione fin-tech e digitale finanziaria è ora ampiamente considerata come una chiave, se non la chiave, per ridurre la povertà globale e promuovere lo sviluppo locale. DATI INCLUSIONE FINANZIARIA →A livello globale, nel 2021, il 76% degli adulti aveva un conto presso una banca o un istituto regolamentato o un fornitore di pagamenti mobile. La proprietà di account in tutto il mondo è aumentata del 50% nei 10 anni dal 2011 al 2021, dal 51% degli adulti al 76% degli adulti. Dal 2017 al 2021, il tasso medio di proprietà dei conti nelle economie in via di sviluppo è aumentato di 8 punti percentuali, dal 63% degli adulti al 71% degli adulti. Nell'Africa subsahariana, questa espansione deriva in gran parte dall'adozione della moneta mobile. PER QUALI RAGIONI GLI ADULTI NON POSSIEDONO C/B → In ordine decrescente: mancanza di moneta, servizi finanziari troppo costosi, servizi finanziari troppo distanti, la famiglia ha già un conto, mancanza di documentazione necessaria, mancanza di fiducia. M-PESA 1. Introduzione e Origini Lancio e Obiettivo: M-Pesa è stato lanciato il 6 marzo 2007 da Safaricom, la compagnia telefonica keniana, con l’intento di permettere ai clienti di inviare, ricevere e depositare denaro utilizzando un semplice telefono cellulare. Contesto Precedente: In Africa, e in particolare in Kenya, la telefonia fissa era scarsamente diffusa a causa di inefficienze, burocrazia e frequenti furti delle infrastrutture in rame. Solo un africano su 40 aveva accesso a un telefono fisso nel 2000, mentre moltissimi erano dotati di un telefono mobile e con una diffusione scarsissima di punti Atm e pc. 2. Nascita e Evoluzione di M-Pesa Origine come Strumento di Microcredito: M-Pesa nasce come soluzione per la distribuzione di microprestiti in aree rurali del Kenya, dove le banche sono distanti e l’uso di contante sarebbe stato impraticabile. Il Ministero per lo Sviluppo Internazionale del Regno Unito ha trovato difficile inviare denaro fisico alle zone rurali, e M-Pesa ha fornito una soluzione via cellulare. Adattamento e Innovazione: Inizialmente utilizzato per il pagamento delle rate di microprestiti, gli utenti hanno iniziato a usarlo anche per trasferire denaro tra loro, creando un mercato di scambi di denaro tramite cellulare. Rete di Agenti: Per facilitare la transazione e il prelievo di denaro, è stata creata una rete di agenti fisici, che ha contribuito al successo e alla diffusione del servizio. 3. Espansione dei Servizi Servizi di Pagamento: I clienti possono caricare il loro account tramite agenti M-Pesa e usare il cellulare per effettuare acquisti o inviare soldi a terzi, che a loro volta possono prelevare i fondi presso un agente M- Pesa KCB M-Pesa: Un servizio che consente ai clienti di risparmiare e accedere a microprestiti (fino a KShs1.000) in caso di emergenza o per finanziare progetti. Fuliza: Una linea di credito istantanea, che permette di completare transazioni quando i fondi sono insufficienti, con l’assegnazione del limite in base al punteggio di credito e alla durata dell’utilizzo di M- Pesa. M-Shwari: Un prodotto di micro-risparmio che consente di archiviare denaro per obiettivi specifici o eventi imprevisti. M-Pesa Global: Lanciato nel 2018, permette ai clienti di inviare e ricevere denaro a livello globale. Nel 2021, circa il 50% delle rimesse della diaspora sono passate attraverso M-Pesa. 4. Impatti e Benefici Impatto Sociale ed Economico: Studi come quello di Suri e Jack (2016) hanno mostrato che M-Pesa ha aumentato il consumo pro capite in Kenya e ha sollevato 194.000 famiglie dalla povertà (il 2% della popolazione). Critiche e Sfide: Nonostante i benefici, ci sono discussioni sul ruolo della fintech nel contrasto alla povertà e nello sviluppo locale, come sollevato da Batemana, Duvendacke e Loubere nel 2019. Questi studiosi mettono in dubbio se la fintech possa veramente essere la panacea per la povertà, considerando anche le disuguaglianze nell’accesso alla tecnologia. Capital Market & Trading Le società fintech si specializzano in specifiche aree della catena del valore del capital market e trading, che sono: Categoria Descrizione Esempi Marketplace/Trading Piattaforme per lo scambio di fondi tra operatori del mercato. EpicSim (Azimut Real-Time Le imprese fintech in questo caso si rivolgono non tanto agli Direct), Cardo investitori o consumatori ma ad altri intermediari B2B. Data Provider per Servizi basati su machine learning che analizzano i dati e Analysis, Quanteye, Trader forniscono info e previsioni fondamentali per le attività dei TradingView, trader. WhyInvestIn Trading & Tools Servizi basati su IA e su algoritmi proprietari che elaborano e Euklid, Kellify, forniscono info sulla profittabilità delle strategie di MDOTM investimento, non solo info e segnali di vendita come le fintech precedenti. Si rivolge soprattutto per società di gestione. Reporting Automatizzazione dei processi di conformità e regolamento Arcoba Finanziari/Regolatori Treasury Operations Servizi di calcolo commissioni sugli strumenti finanziari ReFee EVOLUZIONE DEL TRADING L’area che, insieme a quella dei pagamenti, per prima ha beneficiato dell’evoluzione tecnologica: National Association of Securities Dealers Automated Quotations - NASDAQ → nasce nel 1971 per scambiare titoli OTC in maniera veloce e sicura, nel 1975 diventa una borsa regolamentata. Trading computerizzato 1985 → non si riuniscono fisicamente gli operatori, ordini vengono inviati tramite pc Trading online 1998 → non solo più servizi ai professionisti ma anche investitori retail Trading algoritmico High Frequency Trading Trading Artificial Intelligence (oggi) TRADING ONLINE Il trading online consiste “nell’utilizzo di Internet quale canale di contatto con la clientela per l’esecuzione dei servizi di negoziazione per conto terzi, di ricezione e di trasmissione degli ordini”. In altre parole, si tratta di un servizio finalizzato a mettere a disposizione dei clienti piattaforme che consentono di analizzare, acquistare e vendere titoli disponibili sul mercato. E’ considerato uno dei principali fenomeni prodotti dalla rivoluzione digitale all’inizio del nuovo millennio: tutto l’aspetto decisionale viene lasciato all’investitore a differenza di prima dove gli operatori contattavano i clienti. E ‘aumentato notevolmente utilizzo dalla pandemia. OFFERTA IN ITALIA PIATTAFORME FINTECH Piattaforme “innovative”, realizzate da imprese di investimento autorizzate in altri paesi dell’UE, quindi non esistono investimenti italiani. Viene svolto tutto a distanza in quanto non vi sono succursali e permettono di avviare velocemente le negoziazioni con somme minime e con commissioni ridotte e/o nulle, rivolgendosi prevalentemente ad un target di clientela caratterizzato da ridotta esperienza in materia di investimenti finanziari. Tali operatori danno anche la possibilità di negoziare a leva, ovvero di impiegare solo una parte delle disponibilità liquide.Dal punto di vista del modello di business, tali operatori non chiedono commissioni o chiedono commissioni limitate , dunque come guadagnano? Attraverso differenziali del prezzo ovvero lo spread (differenza di prezzo tra il titolo acquistato e titolo venduto), lo spread è peggiore rispetto a quello che si identifica in una borsa tradizionale. Esempi: eToro (Cipro), Plus500 (Cipro), Capex (Cipro), p.s. tutte queste piattaforme hanno la sede a Cipro dunque se vi sono dei problemi con la piattaforma vi si deve rivolgere all’autorità di vigilanza del Cipro. Es. eToro 🔹 Come guadagna eToro? Spread → eToro guadagna dalla differenza tra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita di un asset. Se compri un'azione o una criptovaluta su eToro, il prezzo sarà leggermente più alto rispetto al mercato. Se vendi, il prezzo sarà più basso rispetto al mercato. Questo spread è il guadagno principale della piattaforma. 🔹 Quindi, su eToro vendi all'utente o alla piattaforma? Quando compri o vendi, l’operazione avviene contro eToro, non contro un altro utente. CARATTERISTICHE COMUNI DELLE PIATTAFORME TRADING ES. CAPEX Non permettono la negoziazione degli strumenti finanziari tradizionali anche se vi sono azioni, criptovalute ecc. In realtà il contratto che si compra e che si vende non è il titolo ma è un CFD (contract for difference), derivati con cui si trae profitto dalla differenza del prezzo di un bene fra l'apertura e la chiusura del contratto. Il prezzo o il valore di un CFD riflette in tempo reale i movimenti del prezzo del bene fisico sottostante. Ma non si possiede il titolo/bene sottostante. Es. Acquisto un CFD sull’oro, guadagno se il prezzo di vendita del contratto è superiore al prezzo di acquisto. Viceversa, perdo. Vendo un CFD sull’azione Apple, guadagno se il prezzo di acquisto del contratto è inferiore al prezzo di vendita. Dal punto di vista dell’investitore ciò permettere di essere ribassisti e vendere allo scoperto (Con i CFD puoi vendere prima di comprare, cioè puoi scommettere che il prezzo scenderà e guadagnare se hai ragione. Cosa che con i titoli veri non posso fare, in quanto per vendere il titolo devo prima acquistarlo.) ampliando le strategie da utilizzare però ci si espone a rischio di mercato e rischio di credito perché la controparte è la piattaforma, dunque se la piattaforma dovesse avere problemi di liquidità essa non è in grado di garantire esecuzione del contratto di chiusura. Tale rischio è spesso sottovalutato, perché esse non mettevano in evidenza che si tratta di CFD e non titoli veri e propri, cosi Consob intervenne obbligando le piattaforme che operano in Italia e che utilizzano il CFD a indicare che essi sono strumenti complessi con rischio elevato ed indicare la percentuale di investitori retail che perdono con i CFD sulla piattaforma. ES. PLUS500 Plus500 permette di fare trading sempre esclusivamente con i CFD ma si versa non l’intero importo del valore del contratto ma un margine, che viene aggiornato (LEVA FINANZIARIA). Cioè vi è la possibilità di utilizzare non tutta la somma a disposizione ma anche solo una percentuale del valore del contratto che si vuole acquisire (versare un margine), tale margine viene aggiornato man mano che si evolvono i prezzi dei contratti utilizzando la leva finanziaria. ESEMPIO : Immagina che tu voglia comprare azioni di Apple e ogni azione costa 100€. Senza leva: se vuoi comprare 10 azioni, devi pagare 1.000€ (100€ × 10). Con leva 1:10: puoi comprare le stesse 10 azioni, ma devi versare solo il 10%, cioè 100€. 📈 Se il prezzo sale da 100€ a 110€ per azione: Senza leva, il tuo guadagno sarebbe 100€ (+10%) = 10 euro Con leva 1:10, il tuo guadagno è 1.000€ (+10% sulla somma più grande che stai "controllando"). 100 euro 📉 Ma attenzione! Se il prezzo scende da 100€ a 90€: Senza leva, perdi 100€ (-10%). Con leva 1:10, perdi 1.000€ e rischi di perdere tutto il tuo investimento iniziale. P.S. Perdi solo i 100€ che hai investito, non 1.000€! Non vi sono commissioni, dunque non vi sono costi di negoziazione. I costi che si sostengono: Spread (denaro-lettera= prezzo di acquisto-prezzo di vendita): la piattaforma ha degli spread contenuti ma è anche vero che gli spread cambiano soprattutto in periodi di elevata volatilità (quando il mercato è molto volatile = i prezzi cambiano velocemente e in modo ampio, lo spread tende a aumentare. I broker, per proteggersi dal rischio di dover vendere un asset a un prezzo troppo basso o troppo alto, tendono ad aumentare lo spread per coprire il rischio di perdite.) o quando il mercato è illiquido (La liquidità si riferisce alla facilità con cui un asset può essere comprato o venduto senza influenzare troppo il suo prezzo, quando la liquidità è bassa, il broker aumenta lo spread per proteggersi, perché è più difficile eseguire un'operazione a un prezzo favorevole. Quando accade l’illiquidità? Durante i weekend, Durante le vacanze ecc.) Finanziamento overnight: la maggior parte delle operazioni si chiudono a fine giornata però se la strategia impiegata dal trader non si realizza nella giornata ciò implica il mantenere di questa posizione anche il giorno successivo che porta al sostenimento di un costo per il suo mantenimento. Stop loss garantito: E’ un meccanismo che limita la possibilità di perdite ma anche un costo che è rappresentato da un maggiore spread. ESEMPIO STOP LOSS: Supponiamo che tu stia comprando un'azione a 100€ e imposti uno Stop Loss a 95€, cioè accetti una perdita massima di 5€ per azione. Se il prezzo dell'azione scende improvvisamente a 95€ o meno, il broker chiude automaticamente la tua posizione. Grazie allo Stop Loss Garantito, non correrai il rischio di perdere più di 5€, anche se ci sono movimenti bruschi dei prezzi. ES. eTORO E’ la piattaforma che ha introdotto il social trading e copy trading. Il copy trading consente di replicare le operazioni dei trader miglior nell’ambito della piattaforma. Caratteristiche copy trading: viene chiesto importo minimo di 200$ per copiare la strategia del trader, ed ogni posizione deve avere un minimo di 1$ (significa che il valore minimo che puoi investire in una transazione è di 1 dollaro). L la replica è automatica, ogni operazione effettuata dal trader copiato si esegue automaticamente anche nel portafoglio di chi copia con un ritardo di 1 secondo. Non viene applicato nessun costo aggiuntivo, piuttosto i trader copiati ottengono una remunerazione da e- toro. Rischi del copy trading: Rischio di scelta del trader, anche se piattaforma fornisce classificazioni e valutazioni del rischio però la piattaforma specifica che sono delle valutazioni non necessariamente perfette e soprattutto il grado di rischio puo cambiare velocemente Andando a copiare il portafoglio di un trader implicitamente si può assumere un livello di rischio molto più elevato di quello sopportabile da chi copia Non sempre le performance realizzate sono uguali a quelle conseguite dal trader copiato. Il copy trading non rappresenta un consiglio di investimento!!! Caratteristiche social trading: Il Social trading permette di condividere le informazioni e le decisioni di acquisto/vendita fra i partecipanti della community Accresce la curva di apprendimento dei traders inesperti non solo riducendo lo sforzo per cercare dati di mercato affidabili o per interpretare i segnali forniti dai grafici dell’analisi tecnica ma anche evitando le insidie dell’aspetto emotivo del trading (es. compro o vendo?). La trasparenza del social trading permette anche di confrontare le performances dei traders esperti con le proprie e, se necessario, modificare la propria strategia Rischi social trading: Rischio di assumere un atteggiamento passivo e di «seguire il gregge» …non necessariamente esperto PIATTAFORME TRADIZIONALI, OFFERTA IN ITALIA Poi vi sono le piattaforme tradizionali (NON FINTECH) rese disponibili da intermediari (banche o imprese di investimento italiane e europee) che offrono la possibilità di investire su un’ampia gamma di strumenti finanziari. Le piattaforme sono collegate anche a strumenti di analisi ed informativi avanzati e sono utilizzate prevalentemente da clienti retail più evoluti. Un importante elemento di differenziazione rispetto al modello precedente è rappresentato dal sistema di commissioni che, pur essendo in generale commisurato alla frequenza del trading, prevede in ogni caso dei costi (variabili ed in alcuni casi fissi) a carico del cliente, più elevate rispetto alle piattaforme Fintech. Le piattaforme hanno funzionalità più avanzate e più complete, anche se meno “semplici”, e di conseguenza sono rivolte a clientela più esperta. Esempi: Fineco, Directa, Degiro ESEMPI COMMISSIONI TRADING ONLINE (VEDI SLIDE) TRADING ALGORITMICO I sistemi di trading algoritmici demandano ad un software la scelta, l’esecuzione e la gestione di ordini di compravendita. Un trader algoritmico tecnicamente consiste nella definizione di un set di regole che generano un segnale di acquisto e di vendita e consente di controllare il rischio delle posizioni singole e complessive di portafoglio. Un trader tradizionale che non si avvale di trader algoritmici è sottoposto a numeri errori, bias, cioè errori sistematici che possono essere di origine cognitiva o emotiva. Questi bias psicologici possono influenzare negativamente le decisioni di investimento: 1. Home Bias: Tendenza a preferire investimenti locali, ignorando opportunità internazionali. 2. Herding Behavior: Si adotta un comportamento imitativo, seguendo il gregge, senza analisi individuale. 3. Overconfidence: Sovrastima delle proprie capacità e conoscenze, portando a decisioni rischiose. 4. Confirmation Bias: Cercare solo informazioni che confermano ciò che già si crede, ignorando altre evidenze. Con il trader algoritmico si evitano questi bias. HIGH FREQUENT TRADING SYSTEM (HFT) L'High-Frequency Trading (HFT) è una forma avanzata di trading algoritmico. Caratteristiche: Utilizzano supporti informatici estremamente sofisticati, in termini sia di hardware sia di software, al fine di poter eseguire i calcoli con complessi algoritmi automatici e inviare ordini alle piattaforme. Sono caratterizzati dall’elevato numero di ordini immessi nell’unità di tempo (che possono arrivare ad oltre 5.000 al secondo) e dall’elevata velocità di esecuzione delle operazioni di immissione, modifica, cancellazione di ordini. All’immissione di ordini possono seguire, infatti, numerose cancellazioni o modifiche al fine di adeguare la strategia alle nuove condizioni di mercato, che vengono elaborate dagli algoritmi in tempo reale sulla base delle informazioni derivanti dagli ordini presenti sul book. Effettuano trading prevalentemente proprietario (Il trading proprietario (Proprietary Trading, o Prop Trading) è una forma di trading in cui una banca, una società finanziaria o una Prop Firm utilizza il proprio capitale per investire nei mercati finanziari, invece di eseguire operazioni per conto dei clienti.) Mostrano una generale, sebbene non esclusiva, preferenza per gli strumenti finanziari più liquidi. L’operatività di un HFT richiede infatti la possibilità di uscire da una determinata posizione di acquisto con un’elevata velocità. Gli strumenti più liquidi sono quelli dai quali è possibile disinvestire rapidamente poiché hanno un mercato in grado di assorbire e soddisfare ordini per importi significativi (Se possiedi azioni di Apple (AAPL), che sono molto liquide, puoi venderle subito perché ci sono migliaia di persone pronte a comprarle. Se invece hai azioni di una piccola azienda sconosciuta, potresti fare fatica a venderle velocemente, perché ci sono meno compratori.). Tali strumenti, inoltre, sono quelli per i quali risultano particolarmente efficaci le tecniche statistiche sottostanti agli algoritmi utilizzati dagli HFT (Gli strumenti liquidi permettono agli algoritmi degli HFT di funzionare meglio, perché il mercato è più prevedibile e i modelli matematici possono fare stime più accurate). Assumono posizioni lunghe o corte su un titolo per periodi normalmente non superiori a una seduta di borsa e presentano un elevato turnover dei titoli all’interno del portafoglio (Significa che comprano e vendono tantissimi titoli in poco tempo. Il loro portafoglio cambia molto rapidamente, a differenza di un investitore tradizionale che mantiene le azioni per mesi o anni.). Le posizioni sono generalmente chiuse a fine giornata, mentre nel corso della stessa il periodo medio di detenzione degli strumenti varia da alcuni secondi a diversi minuti. Conseguono esigui margini di profitto per singola transazione, perciò, devono realizzare elevati volumi di negoziazioni Vantaggi: Solitamente abbassano gli spread tra denaro e lettera (ossia tra le migliori proposte d’acquisto e le migliori proposte di vendita), Aumentano la liquidità di uno strumento (di conseguenza di un mercato) Migliorano la cosiddetta price discovery, vale a dire la determinazione del prezzo di uno strumento finanziario partendo dalle informazioni disponibili su quell’asset. Svantaggi: Tuttavia non sono esenti da problemi, come quello – di natura software - che nel 2012 causò il tracollo (dopo perdite di mezzo miliardo di dollari) di Knight Capital o quello che nel maggio del 2012 portò a un andamento anomalo del Dow Jones: a causa di questi sistemi di trading automatico ad alta frequenza l’indice, in una decina di minuti, passò da 10.650 a 9.872 punti, per poi tornare a quota 10.232 punti CASO GAMESTOP Contesto di GameStop: GameStop è una grande catena di negozi di videogiochi, quotata al NYSE, che ha avuto difficoltà finanziarie negli anni 2019-2020. A causa di ciò, molti investitori hanno scommesso sul suo declino, vendendo azioni allo scoperto (short selling). La svolta con Ryan Cohen: Nel 2020, l'investitore attivista Ryan Cohen ha acquisito una parte significativa delle azioni di GameStop, cercando di rilanciare l'azienda con investimenti nell'e-commerce. Questo ha portato ad un aumento del prezzo delle azioni di GameStop, che era rimasto stabile intorno ai 4 USD fino ad agosto, quando è salito a 6,68 USD (+67%). Lo Short Interest: La normativa statunitense richiede che venga pubblicato, ogni due settimane, l'ammontare complessivo di azioni vendute allo scoperto su ciascun titolo azionario. Quindi, ogni due settimane, si pubblica un dato che mostra quante azioni sono state vendute allo scoperto (Short Interest) su ciascun titolo azionario. (Un alto short interest su una determinata azione potrebbe indicare che molti trader si aspettano che il prezzo di quell'azione scenda. Al contrario, un basso short interest può suggerire che il mercato non prevede una discesa del prezzo.) I dati pubblicati evidenziano che lo Short Interest sul titolo GameStop aveva raggiunto valori estremamente elevati nel corso del 2020: vicini al capitale sociale (totale delle azioni emesse dalla società) e intorno al 120%-140% del flottante (flottante = È il numero di azioni disponibili sul mercato per essere acquistate e vendute). → 120%-140% del flottante: Significa che più di tutte le azioni disponibili sul mercato di GameStop erano state vendute allo scoperto. Ad esempio, se c'erano 1.000 azioni disponibili per essere acquistate, ne erano state vendute più di 1.000 allo scoperto, il che vuol dire che gli investitori speravano che il prezzo cadesse. Aumento del prezzo e fenomeno Reddit: Nel settembre 2020, il prezzo delle azioni è iniziato a salire, raggiungendo un picco il 12 gennaio 2021 a 19,95 USD. A partire dal 13 gennaio, il prezzo è aumentato in modo esorbitante, toccando 347,51 USD il 27 gennaio (+1.635%). Questo aumento è stato alimentato da investitori retail (piccoli investitori), spesso tramite piattaforme di trading online e social come Reddit (r/WallStreetBets), dove sono stati incitati ad acquistare azioni di GameStop. Cause del rialzo: 1. Opzioni call: Gli investitori retail hanno acquistato opzioni call costringendo i market maker a comprare azioni per coprire, spingendo ancora di più il prezzo verso l'alto. SPIEGAZIONE: OPZIONI CALL → Se pensi che il prezzo di GameStop salirà, puoi comprare un'opzione call. Questo ti dà il diritto di acquistare le azioni a un prezzo stabilito, ma non sei obbligato a farlo. Se il prezzo dell'azione sale, puoi comprare a un prezzo più basso e fare un guadagno. MARKET MAKER → Sono entità (tipicamente grandi banche o istituzioni finanziarie) che forniscono liquidità al mercato, comprando e vendendo titoli per garantire che ci siano sempre acquirenti e venditori. Questi possono essere: 1. Banche: Le grandi banche d'investimento sono spesso market makers, specialmente nei mercati azionari e delle obbligazioni. Esempi noti sono Goldman Sachs, JPMorgan Chase e Barclays. 2. Società di Trading: Esistono anche società indipendenti di trading che operano come market maker. Queste non sono necessariamente banche, ma aziende specializzate in attività di trading, come Citadel Securities o Virtu Financial. 3. Broker-dealer: Alcuni broker-dealer (aziende che agiscono sia da broker che da dealer) possono fare market making, soprattutto nelle azioni e altri titoli. 4. HFT: Come abbiamo visto, alcune società di High-Frequency Trading (HFT) agiscono anche come market makers. I market maker vendono opzioni call agli investitori. Quando vendono un'opzione call, si impegnano a vendere le azioni a un determinato prezzo. Se il prezzo delle azioni sale sopra quel prezzo, l'acquirente dell'opzione guadagna, e il market maker deve vendergli le azioni al prezzo stabilito, anche se il mercato le sta vendendo a un prezzo più alto. Se il prezzo delle azioni sale tanto da superare il prezzo che hai promesso di venderle, rischi una grande perdita, perché dovrai venderle a un prezzo più basso di quello di mercato. Per proteggersi da questa perdita, i market maker comprano azioni in anticipo. In pratica, stanno cercando di "coprirsi" nel caso il prezzo delle azioni salga e siano costretti a vendere a un prezzo inferiore. Quando i market maker comprano azioni per proteggersi, aumentano la domanda di quelle azioni sul mercato, e questo fa salire il prezzo. Quindi, anche se non vogliono che il prezzo salga, devono comunque comprare azioni per coprire il rischio Esempio pratico: Se il market maker ha venduto un'opzione call con un prezzo di esercizio di 90€, e il prezzo sale a 120€, il market maker potrebbe acquistare azioni a 115€ sul mercato per coprirsi. Così, se l'opzione viene esercitata, potrà vendere le azioni a 90€ (come promesso), ma ha comprato quelle azioni a 115€, quindi compensando in parte il rischio di perdita. Risultato: Se il prezzo delle azioni continua a salire, il market maker ha già le azioni in portafoglio e può vendere al prezzo di esercizio. L'acquisto delle azioni gli consente di limitare le perdite che potrebbe subire se non fosse protetto. 2. Leva in marginazione: Alcuni investitori retail hanno utilizzato la leva (investendo più denaro di quanto avevano). Questo ha amplificato la pressione rialzista (l'aumento del prezzo) perché più persone hanno comprato azioni, anche utilizzando fondi presi in prestito, facendo salire ulteriormente il prezzo delle azioni di GameStop. 3. Short squeeze: I detentori delle posizioni corte (short selling) sono stati costretti, visto il movimento rialzista, a chiudere le loro posizioni (acquistando il titolo) per limitare le perdite, alimentando ulteriormente il rialzo del titolo. (short squeeze vuol dire proprio questo) Andamento dello Short Interest (Percentuale di azioni di una società che sono state vendute allo scoperto): a il 14 e il 27 gennaio 2021, il numero di azioni vendute allo scoperto (short interest) è diminuito notevolmente (da 61 milioni a 21 milioni di azioni). La chiusura delle posizioni corte ha comportato l'acquisto di circa 40 milioni di azioni, ma questo ha avuto un impatto limitato sul prezzo, rappresentando solo il 4% dei volumi scambiati durante quel periodo. Quindi, nonostante questi acquisti abbiano contribuito a mantenere il prezzo alto, non sono stati sufficienti a causare un aumento significativo del prezzo. Conseguenze e perdite: GameStop ha venduto azioni, raccogliendo 1,6 miliardi di dollari grazie all'aumento del prezzo. Melvin Capital, un hedge fund, ha perso il 39% in un mese a causa delle sue posizioni corte su GameStop. Gli investitori di Reddit, che avevano comprato a 347 USD, hanno perso circa il 60% se hanno mantenuto le azioni per un anno. Dopo il frazionamento delle azioni (2021): Nel luglio 2022, le azioni di GameStop sono state frazionate (4 azioni per ogni posseduta), abbassando il prezzo da 153,47 USD a 38,36 USD. Conclusione: Il fenomeno di GameStop ha dimostrato l'influenza dei social media e dei piccoli investitori retail nel manipolare i prezzi delle azioni, anche se alla fine molti di questi investitori hanno subito perdite significative perché La crescita del prezzo di GameStop era principalmente una speculazione alimentata dai social e da investitori retail, non basata su fondamentali aziendali solidi. Hanno giocato un ruolo fondamentale le piattaforme innovative che non applicano commissioni o comunque molto basse. CASO ROBINHOOD CARATTERISTICHE/EVOLUZIONE Piattaforma costituita nel 2013 in USA, non quotata, regolata dalla FINRA (agenzia di autoregolamentazione degli intermediari finanziari) e registrata presso la SEC. Ha giocato un ruolo fondamentale nel caso gamestop essendo stata usata dai trader. E’ tecnicamente un broker perché permette di negoziare titoli (azioni/ETF) senza commissioni e senza importo minimo di investimento tramite App o PC. (Un broker, in termini semplici, è una figura o una piattaforma che media tra gli investitori (i clienti) e il mercato finanziario, eseguendo gli ordini di acquisto e vendita per conto loro.) Nel 2016 aveva raggiunto 1 milione di clienti, nel 2020 serviva 13 milioni di utenti. Nel solo mese di gennaio 2021 circa 3 milioni di download. Dicembre 2021: 22,7 milioni di clienti. Età media 31 anni Concorrenti: E-Trade (acquisita da Morgan Stanley nel 2020) e TD Ameritrade (acquisita da Charles Schwab nel 2020) nel 2019 si erano adeguati nel non applicare commissioni per le negoziazioni. VANTAGGI Fornisce all’utente solo le informazioni principali per il trade Non travolge gli utenti con gli strumenti di trading professionali. Riduce la complessità Incoraggia l’uso frequente delle negoziazioni con gratificazioni, ricompense e notifiche push: I nuovi clienti ricevono 1 azione gratis di una società quotata scelta a caso (I nuovi utenti hanno una probabilità del 98% di ricevere un'azione valutata tra $ 2,50 e $ 10) Possibilità di acquistare anche frazioni di azioni (Apple, Amazoon..) ma non sono «liquide» nel senso che potranno essere rivendute solo a/tramite Robinhood Investimenti ricorrenti: reinvestimento automatico dei dividendi e acquisto automatico di titoli, in base a un programma pre-definito SVANTAGGI Approccio «gamificato» all'investimento oscuri i rischi di investire sul mercato con meccanismi progettati per creare dipendenza. La questione è importante, soprattutto perché Robinhood attrae prevalentemente traders inesperti. RICAVI Pay for Order Flow (PFOF)→ Robinhood guadagna commissioni dai market maker (e in particolare dagli HFT, High-Frequency Traders) quando invia gli ordini dei suoi utenti.Quando un cliente effettua un ordine di comprare o vendere un titolo, Robinhood non lo esegue direttamente sul mercato, ma lo invia a un market maker (una società che gestisce gli ordini e la liquidità del mercato).Il market maker guadagna dall'spread (differenza tra prezzo di acquisto e di vendita) e paga una piccola percentuale di questa differenza a Robinhood per ottenere l'ordine. Perché è utile a Robinhood? Robinhood non deve gestire direttamente l'esecuzione degli ordini o fare trading sul mercato e in più questo permette a Robinhood di offrire trading senza commissioni agli utenti e guadagnare comunque. Abbonamenti: che consente di accedere a strumenti/info di livello superiore (5$ al mese) Interesse sulle operazioni a margine: consente a chi lo desidera di operare non utilizzando l’intero capitale ma impiegandone solo una frazione, in cambio del versamento di una percentuale sulla posizione a Robinhood Cash management per gli utenti: permette agli utenti di gestire i propri fondi non investiti (ad esempio, soldi che non sono ancora stati usati per comprare azioni). Robinhood guadagna interessi sui soldi che gli utenti depositano nei loro conti di Cash Management. Da tenere presente che Robinhood utilizza un modello a basso margine, guadagnando piccole commissioni su molte transazioni. Ecco i punti principali: Acquisizione clienti economica: Spende 25$ per nuovo cliente, molto meno rispetto a concorrenti come E-Trade (170$). Valore medio account: Gli utenti investono meno (circa 4.000-5.000$ contro 69.000$ di E-Trade). Elevato volume necessario: Guadagna da numerose transazioni piuttosto che da commissioni alte per singola operazione. In pratica, Robinhood punta su volume elevato di operazioni per fare profitti, sfruttando commissioni basse. INFATTI ATTUALMENTE è IN PERDITA!!! ULTIMO RISULTATO POSITIVO è STATO NEL 2020. RUOLO DI ROBINHOOD NEL CASO GAMESTOP: A gennaio 2021, Robinhood è stata utilizzata per operazioni su GameStop durante il fenomeno di short squeeze. Dopo il boom di prezzo del 27 gennaio, Robinhood e altre piattaforme (E-Trade, TD Ameritrade) hanno imposto limiti sulle operazioni di acquisto di GameStop. Questo ha bloccato l'accesso degli investitori retail e ridotto la pressione rialzista, portando a perdite per chi non poteva più acquistare. Critiche da parte degli utenti e politici, che accusano Robinhood di connivenza con investitori istituzionali short. (Quando gli investitori retail acquistano azioni, soprattutto in situazioni di short squeeze, il prezzo di una azione tende a salire rapidamente. Questo può causare perdite significative per chi ha posizioni corte, come gli investitori istituzionali short. Quindi, se Robinhood (e altre piattaforme) limita gli acquisti per