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This document discusses different energy technologies, focusing on the principles of energy conversion and various types of cells and generation. It also covers the topic of tri-generation.
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termico con una caldaia di recupero ad acqua calda o vapore che Parliamo adesso delle tecnologie innovative su piccola scala come celle a combustibile. Questa è una tecnologia estremamente recente ma molto promettente e potrebbe affermarsi nei prossimi anni Le celle a combustibile si applicano non...
termico con una caldaia di recupero ad acqua calda o vapore che Parliamo adesso delle tecnologie innovative su piccola scala come celle a combustibile. Questa è una tecnologia estremamente recente ma molto promettente e potrebbe affermarsi nei prossimi anni Le celle a combustibile si applicano non solo nella generazione di potenza ma anche nei veicoli a idrogeno che le utilizzano come propulsore. Concettualmente le celle a combustibile sono vantaggiose perché sono una sorta di reattore chimico. Si prende un elettrica. CIAOOOOOO È molto più efficiente di una combustione. Quando generiamo energia elettrica con un impianto tradizionale abbiamo un combustibile lo bruciamo, realizziamo calore lo inseriamo in un ciclo termodinamico e ricaviamo energia elettrica Ovviamente quando ci sono delle trasformazioni ci sono dei rendimenti e quindi delle perdite. Più trasformazioni ci sono e maggiori sono le perdite. Il vantaggio delle celle a combustibile è che saltano questi passaggi. Si parte da energia chimica del combustibile e se arrivano energia elettrica direttamente con le reazioni elettrochimiche. in idrogeno e ossigeno utilizzando energia elettrica). La cella combustibile fa il contrario: prende idrogeno e ossigeno, li mette insieme come se fossero elettrodi di una batteria e produce energia elettrica. Non ho combustione di idrogeno e ossigeno ma solo reazioni elettrochimiche. Gli elettrodi in questo caso non si consumano ma sono solo di Il principio di funzionamento e quello di una batt caricato negativamente. Questi due elettrodi sono collegati da un circuito esterno (filo). q Per chiudere la reazione chimica di idrogeno e ossigeno che produce acqua, è importante che ci sia un elettrolita che e permeabile agli ioni di idrogeno i quali si muovono per diffusione per una differenza di concentrazione. Questo è un processo spontaneo che vado a dividere in due semi reazioni. Se sommiamo le due semi reazioni abbiamo la reazione complessiva (scritta in rosso). Le celle a combustibile, oltre a produrre energia elettrica, producono anche calore perché hanno un rendimento elettrico geno, parte diventa energia elettrica, mentre il resto lo si trova come calore sotto forma di reagenti che escono dalla cella. Per applicazioni cogenerative è molto importante avere la temperatura adeguata della cella. Possono aver bisogno di calore a diverse temperature per la cogenerazione. Per questo sono disponibili diversi tipi di celle con temperature operative diverse. In realtà Partendo da temperature più basse ci sono celle che lavorano a temperature di 80-100°. Queste si chiamano PEM, un elettrolita che permette il passaggio degli elettroni a quelle temperature. Si può usare in un edificio per la produzione di calore. Queste sono utilizzate delle auto di idrogeno Punto di vista stazionario la situazione è questa. bilità e partire dal natural gas che è sostanzialmente il metano. In un reattore (reformer) il metano reagisce col vapore ed otteniamo idrogeno e CO2. Serve anche un desolforatore per fare questa reazione. Questo sistema potrebbe essere quello utilizzato anche in un edificio come una casa. Non si usa perché, nonostante i rendimenti elevati, è un sistema complesso e costoso. (non è importante sapere se la temperatura di funzionamento e la tipologia delle celle) Salendo ancora con la temperatura ci sono le celle ad acido solforico, a carbonati fusi e poi quelle a ossidi solidi e si arriva anche a 1000°C. Con celle che lavorano a temperature così alte si può realizzare una sorta di ciclo combinato oltre alla soluzione cogenerativa, o comunque processi ad alti rendimenti. La penetrazione sul mercato in campo con generativo di queste celle è molto di nicchia. Trigenerazione vedi grafico slide Trigenerazione principigenerali energia frigorifera. Per fare trigenerazione bisogna aggiungere al sistema generativo qualcosa che produca energia frigorifera. Trova applicazione per utenze caratterizzate dalla compresenza delle 3 richieste energetiche, che possono presentarsi sia separatamente Se noi ci poniamo in un centro commerciale e vogliamo fare della trigenerazione: al centro commerciale serve energia elettrica, energia termica ed energia frigorifera. tale da strutturare in modo corretto il sistema. Il carico elettrico è mediamente distribuito in modo uniforme, mentre la domanda termica e la domanda frigorifera Sarebbe bello poter lavorare il congelatore a regime e convertire ad esempio energia termica in energia frigorifera. Questa cosa si può fare attraverso gruppi ad assorbimento: se abbino al cogeneratore un motore a combustione interna che produce energia elettrica e energia termica, in estate si può trasformare questo calore in energia frigorifera. Questa è una soluzione efficiente. Serve un frigorifero ad assorbimento. Oppure si può scegliere la trigenerazione mediante gruppi a compressione, quindi utilizza energia elettrica per generare energia frigorifera. Questa soluzione però soffre di costi elevati, costano i gruppi a compressione (frigo di casa). Una soluzione ad assorbimento funziona solo se vengono bilanciati i carichi, ovvero se i risparmi bilanciano i costi. temperatura superiore. Se si vuole mantenere freddo nel frigorifero, il sistema deve buttare fuori il calore esterno che tende a entrare per via del flusso termico generato dalla differenza di temperatura. rno. Questa cosa è una violazione del secondo principio della termodinamica perché avviene ma non in modo spontaneo, ma con un contributo energetico. Per farlo, si utilizza un ciclo termodinamico. Il ciclo che produce questo flusso di calore dalla sorgente fredda alla sorgente calda è un ciclo di Carnot. Diversamente dai cicli di potenza che abbiamo visto i cicli frigoriferi, anziché essere percorsi in senso orario come i cicli di potenza, sono percorsi in senso antiorario. Stessa configurazione del ciclo di Carnot ma il verso di percorrenza è diverso. Il frigorifero deve assorbire del calore Qin e deve buttarlo fuori Qout. Il ciclo è Tc>Te, Qout>Qin, quindi per bilanciare il sistema, è necessario buttare dentro del lavoro: Qin+L=Qout. Il fluido entrando in contatto con questa cella frigorifera ad una temperatura più bassa, prende il calore spontaneamente dalla cella frigorifera. Una volta salita la temperatura del (tutto in kelvin!!!) Il COP può essere anche più alto di uno e dipende dal ciclo termodinamico. Più sono vicine le temperature Te e Tc e più il COP è alto. La stessa macchina frigorifera ha anche applicazione come pompa di calore. Ci sono queste macchine reversibili che i calore, cioè recuperano calore e prende il calore g Confrontiamo il COP di un frigorifero con quello di una pompa di calore otteniamo che, a parità di ciclo termodinamico e condizioni, il ciclo di una pompa di calore è sempre maggiore di quello di una pompa frigorifera perché al denominatore La pompa di calore ha sempre almeno un COP unitario. Converto nel peggiore dei casi il lavoro elettrico in calore (effetto stufetta elettrica) anche se non si riesce a prelevare e trasformare il calore esterno. La pompa di calore amplifica il lavoro elettrico che alimenta perché va a recuperare Qin attraverso il valore di COP. Si parte da un ciclo di Carnot ideale, che garantisce il COP a parità di temperature Tc e Te e andiamo alla ricerca di un fluido di lavoro che possa realizzare questo ciclo termodinamico. Non esiste un fluido di lavoro che possa, con componenti semplici, percorra questo ciclo. Dovremo abbandonare questa configurazione semplice. La prima cosa che si va a considerare è quella di abbandonare il ciclo di Carnot per andare verso il ciclo Rankine. In questo caso diventa un ciclo Rankine inverso. Il modello dei frigoriferi a compressione che utilizziamo anche noi e quella del ciclo Rankine inverso. 3 4 Tanis da raffreddare Ho un compressore anziché una turbina, vado a cedere calore quindi raffreddo. Vado poi a ridurre la pressione. Invece di un condensatore di fatto abbiamo un evaporatore. Abbiamo una temperatura che è pari a quella della cella frigorifera che vogliamo mantenere ed abbiamo la temperatura Dobbiamo far passare un fluido freddo nel frigorifero in modo tale che questo riduca il calore Qin. Abbiamo uno compressore che dà il lavoro. Il fluido freddo entra nel punto 1. Il nel quale consumiamo la nostra energia elettrica e il nostro lavoro elettrico. Poi andiamo a uscire dal compressore (che comprime e scalda) nel punto 3. Nel di un tubo. Introduciamo una perdita di carico che ci permette di ridurre la pressione; ciò, essendo in bifase, fa ridurre anche la temperatura. entro a -5°C per avere effetto frigorifero, devo espandere di più e laminare di più: devo regolare la valvola, aumentando la perdita di carico e ridurre la pressione in modo tale da the ridurre la temperatura ed allargare il ciclo. Allo stesso modo se siamo in estate e ci sono 35°C, devo aumentare la temperatura di condensazione, cioè il compressore deve Rankine tradizionale il fluido di lavoro è emperatura e pressione a cui evapora e a cui condensa) non sono adatte a quelle di un frigorifero. Un fluido di lavoro innanzitutto non deve solidificare, deve avere pressione di vapore azione e condensazione ragionevoli (Pmax non può essere a mille bar); deve mantenersi a pressioni superiori a quella ambiente e la pressione massima non deve essere troppo elevata. Inoltre, non deve essere tossico, infiammabile e deve avere una compatibilità ambientale. I fluidi di lavoro utilizzati inizialmente erano i clorofluorocarburi chiamati anche Freon e sono indicati commercialmente con la lettera R. Da un punto di vista tecnologico questi sono la scelta ideale ma hanno il problema di danneggiare lo strato di ozono atmosferico. Quindi, si definisce il ODP= ozon depres elevati di effetto serra. Tipo 93 o 1700 volte effetto serra superiore alla CO2 (GWP=global warming potential). I valori di ODP e GWP rendono la scelta dei fluidi di lavoro difficile. Il discorso dei fluidi frigoriferi è ancora aperto e adesso si stanno studiando nuove miscele. Questo discorso vale per i frigoriferi tradizionali, la prossima volta vedremo i frigoriferi ad assorbimento. Introduzione esercitazione costo kilowatt ora alcolo che si fa su qualsiasi altra unità produttiva. Considerando una centrale nucleare, ad esempio vogliamo calcolare qual è il costo di produzione di un singolo da quello della tecnologia che Il costo unitario di un kilowattora di un impianto si ottiene tramite il rapporto tra i costi sostenuti per la produzione fratto il numero di Kilowatt prodotti. Per fare questa valutazione bisogna ricorrere a strumenti utilizzati in matematica finanziaria, non basta questa semplice frazione. Il processo infatti che porta alla determinazione del costo unitario di 1 kWh infatti non è così semplice. ilioni di euro e solitamente, per fare questo investimento, si ricorre anche ad un finanziamento da un istituto di credito; questo comporta che i soldi presi in prestito debbano essere restituiti con un certo interesse. Il costo del kilowattora dipenderà quindi anche da quanto prendo a prestito e conche tasso di interesse. Quando si fa una valutazione economica di questo tipo, questa è spalmata su un periodo piuttosto lungo perché zzazione di capitale: si inizia a versare li anni successivi, anche decine di anni. Da ciò risulta evidente che il calcolo del costo unitario del kilowattora non può essere semplicemente dato dal rapporto razione di avviene in un periodo lungo di decine di anni. È necessario riportare le somme spese in un certo periodo di riferimento considerando due parametri. Il primo parametro azione. Il secondo parametro è invece quello che si chiama il costo del denaro; questo parametro rappresenta la percentuale di interesse con il quale ci si aspetta di remunerare quel capitale. Se ricevo del denaro e lo investo tra un anno quello stesso den frattempo rispetto a quella di oggi. Però il costo del denaro fa sì che 1000 ifica attraverso aspetti di matematica finanziaria dipendono molto dalle assunzioni con cui io valuto questo problema. Il costo del kilowattora di una centrale che ho realizzato con capitale proprio è diverso dal costo del kilowattora realizzato rispetto alla stessa centrale realizzata con un prestito da un istituto di credito. Inoltre, la stessa centrale posizionata in un diverso Paese come un diverso Stato con regimi di tassazione diversa, costo della manodopera diversa. Tutti questi costi e tutti questi parametri influenzano molto il costo del kilowattora per cui non si può dare un valore assoluto del costo del kilowattora ma dipende molto dalle ipotesi col culo svolto questo calcolo. È utile quando si calcola il costo di kilowattora fissare delle ipotesi finanziarie e, sulla base di queste, confrontare diverse tecnologie. Più che un risultato assoluto si restituisce la possibilità di poter confrontare diverse tecnologie tra loro. Questo è anche lo spirito di questa esercitazione. Esempio Questi sono dei calcoli fatti con ipotesi piuttosto ragionevoli per diverse tecnologie nucleare carbone gas ed eolico con impianti installati in diversi luoghi (America Europa e Asia) e questi due grafici sono rappresentativi di due ipotesi diverse: costo del denaro del 5% o del 10%. remunerare il capitale (assumo un ritorno del capitale del Più è alto il costo del denaro più deve essere alto il costo del kilowattora; per ottenere questi profitti devo vendere energia a costo più elevato. Il costo del kilowattora che andiamo a calcolare adesso è quel la remunerazione che si aspetta. Supponiamo di avere un impianto nucleare in Nord America, il costo è di circa 50 $ al Megawatt ora, se lo calcoliamo con un costo del denaro del 5%. Se consideriamo un costo del denaro del 10%, il costo del kilowattora va ad 80 proprio perché La stessa tecnologia applicata in varie parti del mondo ha naturalmente costi diversi. In Asia il nucleare costa meno probabilmente perché il costo del lavoro è inferiore e perché i requisiti di normativa di sicurezza abbiano diversi parametri l risultato fina valutazione di questo tipo è utile da un punto di vista comparativo se si vogliono considerare costi dei kilowattora di diverse tecnologie svolti a parità di ipotesi di partenza. funzionamento ipotizzando che poi tutti gli anni di funzionamento siano uguali e di riportare tutti i costi relativamente a questo anno (solitamente è il primo anno di funzionamento della centrale), determinando la quota che si può imputare a questo anno di riferimento. ordinate ho i costi specifici per unità di potenza. Considero i costi specifici i ore equivalenti. Su questo grafico devo riportare i costi. ad un anno di riferimento. La non sta ancora lavorando OMF (operation and maintenance facilities). In questo costo viene considerato anche il costo del personale. A par successiva contempla i costi variabili. Ci sono costi variabili innanzitutto legati al combustibile che brucia; più energia produco e più combustibile mi serve. Quindi un segmento di retta crescente che si ferma al numero di ore lavorate Indico questa parte variabile che dipende dal combustibile con la sigla OMV. to funziona Il costo del kilowattora è quindi il rapporto tra i costi fratto la disponibilità (il tutto proiettato su un singolo anno di funzionamento). golo di una retta Quello che noi vogliamo fare adesso è calcolare i termini di questa equazione per ricavare il costo del kilowattora. Gli impianti sostanzialmente sono di due tipi: Ci sono impianti che hanno costi fissi molto elevati e costi variabili bassi. Quindi hanno costi di impianto elevati ma sono molto efficienti o utilizzano un combustibile economico e ciò fa sì che questa retta abbia una pendenza bassa. Ci sono poi impianti che hanno costi fissi più bassi ma costi variabili molto più alti. Una tipologia di impianti di primo tipo sono le centrali nucleari oppure gli impianti a vapore che bruciano a carbone. Una tipologia di impianti del secondo tipo sono invece le turbine a gas (O turbo gas). costo di kilowattora maggiore.a sua volta questo dipende dal tipo di utilizzo che ne faccio. numero di ore equivalenti H inferiore al valore di H segnato mi conviene utilizzare il turbo gas, perché avrei costi inferiori Vediamo qual è il profilo di consumo di energia elettrica in Italia spalmato su una giornata tipica in 24 ore. Nella notte il consumo è minore, poi aumenta, cade e torna ad aumentare creando un profilo ad M. uesto vuol dire che se a mezzogiorno mi servono essere prodotta sempre. Questa si chiama carico di base. Servono quindi degli impianti che lavorino 24 ore al giorno per ad esempio centrale nucleare o impianti a vapore Per dei picchi di potenza devo utilizzare impianti del secondo tipo come i turbo gas. hanno delle inerzie per della variazione del carico che sono importanti, quindi non è pensabile di seguire un carico così o quello a vapore. Servono anche degli impianti che abbiano una facilità di variazione di carico. Parlando di trigenerazione abbiamo visto che i frigoriferi a compressione sono la tecnologia più nota e diffusa. Ne abbiamo discusso le caratteristiche la volta scorsa e sono i frigoriferi tradizionali. Adesso discutiamo i gruppi ad assorbimento. Questi elettrica. In una situazione come in quella del grafico, con i carichi di energia elettrica, termica e frigorifera richieste un frigo a assorbimento quando nei mesi estivi il cogeneratore può creare energia termica e non dissiparla ma usarla per alimentare i frigoriferi. I frigoriferi ad assorbimento sono più costosi di quelli a compressione ma non talmente costosi da essere inutilizzabili. Cenni di funzionamento del frigorifero ad assorbimento Questi elaborano una miscela di acqua e ammoniaca o acqua e bromuro di litio, non un fluido puro. Noi abbiamo lo schema di una miscela acqua e ammoniaca. componenti si trovano anche nel frigorifero a compressione. La differenza sta nel mentre nel frigorifero ad assorbimento no. La differenza con un frigorifero a frigorifero ad assorbimento, si utilizza una sorgente elettrica Qin. Il fluido di lavoro del frigorifero è acqua e ammoniaca. un ciclo frigorifero in cui evolve facendo un ciclo Rankine. Nella fase di avviene in fase liquida. Si crea una miscela acqua-ammoniaca in fase liquida. Posso quindi effettuare una compressione attraverso una pompa invece che con un compressore. Porto così la miscela liquida La compressione di un vapore richiederebbe una maggiore energia, quindi si ha già una prima riduzione del consumo elettrico. questa separ e poi si ricomincia il ciclo. Il COP di questi frigoriferi e circa uno. Per ogni kilowattora frigorifero che ottengo devo buttarci dentro con kilowattora Per taglie intorno ai 200 kW (frigoriferi industriali) i costi sono relativamente alti. Se si confrontano con i frigoriferi a compressione, il costo è maggiore. I frigoriferi ad assorbimento vanno bene quando le taglie sono generalmente alte e Anche i frigo bar degli alberghi sono ad assorbimento perché questo è molto meno rumoroso (il rumore è dato dalla pompa, nei frigoriferi di casa è il compressore). La fonte di calore può essere anche energia elettrica che viene dissipata attraverso una resistenza, questa scelta tuttavia pone particolarmente conveniente. Il vantaggio di questo ciclo è la possibilità di recuperare calore che altrimenti andrebbe perso. Impatto ambientale sono diverse voci impatto. Innanzitutto, ci sono tutta una serie di opere civili che interessano il territorio ed hanno un impatto su questo. Noi ci occuperemo di impatto ambientale inteso come inquinamento, in particolare come a in prossimità dei punti di ambientale che genera sono le emissioni in atmosfera dei combustibili fossili che, essendo composti da carbonio, certamente determinano emissioni di CO2. Noi abbiamo considerato turbine a gas, cicli combinati e ciclo Rankine. Per quanto riguarda i cicli combinati e le turbine a gas si utilizza il metano CH4. Gli inquinanti locali che derivano da questi impianti sono gli ossidi di azoto NOx (NO e NO2), monossido di carbonio CO, idrocarburi incombusti HC (IPA). Come inquinanti globali consideriamo la CO2. formazione di 2NO. Questo è irritant a combustione interna delle automobili. avviene in tempi molto rapidi, il carbonio non riesce ad ossidare completamente in anidride carbonica CO2 e si ottiene CO come prodotto intermedio. Questo è pericoloso perché è molto reattivo e tende a legarsi o respiratorio. Nelle turbine a gas, il CO non viene emesso in quantità significative poiché nelle turbine a gas la combustione avviene con una grande quantità di aria. Il CO viene prodotto però in grandi quantità dalle automobili, dove la reazione avviene molto rapidamente con poca presenza di ossigeno (non si può infatti rimanere in un ambiente chiuso con la macchina accesa). La tipologia di inquinante sono gli idrocarburi incombusti, anche questi sono prodotti Intermedi della combustione. Queste sostanze possono essere cancerogene. Anche qui la loro produzione è legata alla velocità inquinante globale. infattihannodeglistrumenti x ridurreieri cisarebbeancheil comaquinonèunprobe lo ènei m veicoli otori a benzina L cicli a vapore. Questi usano carbone e generano come inquinanti: NOX, CO, HC, SOX, PM, CO2. In questo caso troviamo gli stessi inquinanti prodotti con le stesse modalità delle turbine a gas e della cogenerazione. In più però troviamo anche gli ossidi di zolfo SOx (SO2 o SO3). Anche questi hanno un impatto sulle vie respiratorie. Gli SOx si formano perché di per sé il carbone ha anche una percentuale di zolfo e con la combustione vengono generati gli ossidi di zolfo. I carboni più pregiati sono quelli con basso tenore di zolfo perché richiedono meno ci sono gli oli a basso tenore di zolfo). Un altro inquinante del carbone è il particolato. Queste sono polveri che vengono emesse ed a seconda delle dimensioni vengono classificati come PM10 PM5 o PM2,5. è lo stesso particolato prodotto dalle automobili che porta spesso ai blocchi del traffico quando le colonnine registrano una quantità di inquinante più alto di una certa soglia. Con il filtro anti particolato le emissioni di questi inquinanti sono ridotte. Il particolato può essere composto da idrocarburi incombusti o ceneri presenti nel carbone che sono i resti che non bruciano in uscita dal camino. Per tutti questi inquinanti sono previste delle normative che prevedono il loro abbattimento che sono diventate sempre vano a limitare il livello di inquinanti misurato a poiché la soluzione per limitare la ricaduta a terra era quella di alzare i camini in maniera tale che i fumi potessero diluirsi degli a alimentate a carbone. Quando queste normative sono entrate in vigore per gli impianti, soprattutto quelli più vecchi, erano una mazzata perché per operare era necessario introdurre dei sistemi di abbattimento degli inquinanti e incideva perché costava di più il combustibile) oppure di convertire questi impianti a vapore alcuni dei quali molto datati in un no o di ossido di azoto). Quando sono stati introdotti le turbine a gas e i cicli combinati sono stati introdotte le normative si sono evolute. La ne delle emissioni esempio i valori dei limiti, ma la struttura è sempre la stessa. Le direttive che limitano gli impianti si applicano a tutti gli impianti nel momento in cui entrano in vigore. Questa cosa invece non si applica con i veicoli, in quanto riguardano solo i veicoli di nuova immatricolazione. Parliamo di inquinanti globali come la CO2. La CO2 non viene limitata e normata come gli inquinanti locali, anche se è emessi dal IPCC Change) che ha posto le basi per le strategie per combattere la CO2. In questo trattato si stabiliscono i limiti di concentrazione di CO2 in atmosfera di gas serra tale da non provocare un innalzamento della temperatura globale. Questo trattato è stato firmato da circa 200 Stati in uno storico summit fatto a Rio de Janeiro nel 92, in cui è stato detto che sarebbero state messe stabilire quale misura attuale per ridurre le emissioni di CO2. Queste fanno delle leggi unioni dette COP (Conference On Party) a seguito delle quali vengono elaborati dei protocolli che danno delle linee guida per implementare azioni verso la riduzione della CO2. Uno dei più famosi e il protocollo di Kyoto del 95. Sono state imposte delle riduzioni delle emissioni. Il problema di questi protocolli è che non sono vincolanti e non esistono misure punitive qualora non vengono rispettati o ella temperatura. Le linee guida vengono concettualmente accettate da tutti ma non sempre vengono intraprese misure concrete anche perché comportano costi elevati. In Europa, invece, queste regole sono state rispettate da quasi tutti i Paesi. Inoltre fissando obiettivi a lungo termine spesso le buone intenzioni vengono eluse e le azioni concrete procrastinate nel tempo. Ritorniamo alle normative gli inquinanti locali. Queste vogliono limitare il isogna fare un concentrazione degli inquinanti locali. delle concentrazioni sono le ppm (parti per milione): si tratta di una frazione molare moltiplicata per 1 milione. Prendo il mio volumetto, conto le moli totali di fumi, guardo quante sono quelli di inquinanti e faccio il rapporto. Questo lo moltiplico poi per 1 milione. Essendo gli inquinanti in concentrazione generalmente molto basse non si considerano le percentuali ma per comodità si usano le ppm. Le normative fissano dei limiti per le ppm di inquinanti. La normativa non si limita a fissare questo limite ma dà anche la concentrazione di ossigeno di riferimento da considerare. Allappm con 15% di O2. Direttiva rossaLimdelleemissioni inatmosfera digrandiimpiantidi combustione limite NOx