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Questions and Answers
In che modo l'evoluzione della formazione riflette i cambiamenti nella società industriale e post-industriale, considerando le criticità intrinseche nella definizione univoca di 'formazione'?
In che modo l'evoluzione della formazione riflette i cambiamenti nella società industriale e post-industriale, considerando le criticità intrinseche nella definizione univoca di 'formazione'?
- L'evoluzione ha portato a una crescente complessità e inter-disciplinarità della formazione, rendendo difficile una definizione precisa e omogenea a causa della sua natura eterogenea e contestuale. (correct)
- La trasformazione socio-economica ha reso la formazione un concetto statico, facilmente definibile in termini di acquisizione di competenze specifiche.
- La formazione è rimasta ancorata a modelli tradizionali, resistendo alle trasformazioni sociali e mantenendo una definizione stabile e facilmente comprensibile.
- La formazione si è progressivamente standardizzata per uniformarsi alle esigenze del mercato globale, semplificando la sua definizione.
Considerando la prospettiva di Spaltro (1997) sulla formazione come 'il momento più interessante dell'attuale sviluppo sociale ed economico italiano', quale implicazione concettuale e pratica si desume riguardo al ruolo della formazione nella società contemporanea?
Considerando la prospettiva di Spaltro (1997) sulla formazione come 'il momento più interessante dell'attuale sviluppo sociale ed economico italiano', quale implicazione concettuale e pratica si desume riguardo al ruolo della formazione nella società contemporanea?
- La formazione è un mero strumento di adeguamento alle richieste del mercato, privo di una visione strategica a lungo termine.
- La formazione è un fattore propulsivo critico, potenzialmente in grado di orientare e sostenere lo sviluppo futuro, sebbene gravato da aspettative a volte irrealistiche. (correct)
- La formazione è un settore consolidato e statico, con poche opportunità di innovazione e sviluppo nel contesto italiano.
- La formazione è un elemento marginale nello sviluppo socio-economico, con impatti trascurabili sul futuro del paese.
In che modo la definizione di formazione proposta da Goguelin, Cavozzi, Dubost & Enriquez (1972) si distingue dalle concezioni più tradizionali, e quali implicazioni ha per l'approccio pedagogico e psicologico?
In che modo la definizione di formazione proposta da Goguelin, Cavozzi, Dubost & Enriquez (1972) si distingue dalle concezioni più tradizionali, e quali implicazioni ha per l'approccio pedagogico e psicologico?
- Si limita a considerare la formazione come un processo di istruzione formale, senza tener conto delle dinamiche psicologiche e sociali coinvolte.
- Privilegia l'aspetto quantitativo dell'apprendimento, misurando il successo formativo in termini di nozioni apprese e certificate.
- Mantiene un focus ristretto sull'acquisizione di competenze specifiche, escludendo lo sviluppo personale e la trasformazione della personalità.
- Propone una visione olistica che integra lo sviluppo intellettuale, fisico e morale, mirando a una trasformazione profonda e strutturale della personalità, superando la mera acquisizione di conoscenze. (correct)
Analizzando la definizione di formazione fornita da Castelli, Cavanna, Depolo e Sarchielli (1981), come si concilia il concetto di 'apprendimento-cambiamento' con la 'rielaborazione delle proprie esperienze della vita sociale', e quale ruolo gioca la 'presa di coscienza' in questo processo?
Analizzando la definizione di formazione fornita da Castelli, Cavanna, Depolo e Sarchielli (1981), come si concilia il concetto di 'apprendimento-cambiamento' con la 'rielaborazione delle proprie esperienze della vita sociale', e quale ruolo gioca la 'presa di coscienza' in questo processo?
Quale distinzione fondamentale emerge tra le definizioni di formazione proposte da Goguelin et al. e Bruscaglioni, in relazione all'ambito in cui l'individuo viene considerato, e quali sono le implicazioni di tale differenza per la progettazione di interventi formativi?
Quale distinzione fondamentale emerge tra le definizioni di formazione proposte da Goguelin et al. e Bruscaglioni, in relazione all'ambito in cui l'individuo viene considerato, e quali sono le implicazioni di tale differenza per la progettazione di interventi formativi?
Come Quaglino (1985) concettualizza la relazione tra 'formazione', 'sapere' e 'attività educativa', e in che modo questa relazione si manifesta concretamente nei processi di apprendimento e sviluppo professionale?
Come Quaglino (1985) concettualizza la relazione tra 'formazione', 'sapere' e 'attività educativa', e in che modo questa relazione si manifesta concretamente nei processi di apprendimento e sviluppo professionale?
In che misura il concetto di 'cultura professionale' di Bruscaglioni (1991) influenza la progettazione di interventi formativi, e come si differenzia dalla semplice trasmissione di 'conoscenze, capacità e tecniche specialistiche'?
In che misura il concetto di 'cultura professionale' di Bruscaglioni (1991) influenza la progettazione di interventi formativi, e come si differenzia dalla semplice trasmissione di 'conoscenze, capacità e tecniche specialistiche'?
Come Battistelli et al. (1997) integrano il concetto di 'cambiamento' nella definizione di formazione, e quali implicazioni ha questa integrazione per la gestione delle risorse umane e lo sviluppo organizzativo?
Come Battistelli et al. (1997) integrano il concetto di 'cambiamento' nella definizione di formazione, e quali implicazioni ha questa integrazione per la gestione delle risorse umane e lo sviluppo organizzativo?
In che modo il 'sapere', il 'saper fare' e il 'saper essere' si intersecano nel contesto della formazione, secondo Quaglino e Carrozzi (1987), e come questi elementi influenzano gli obiettivi e le metodologie didattiche?
In che modo il 'sapere', il 'saper fare' e il 'saper essere' si intersecano nel contesto della formazione, secondo Quaglino e Carrozzi (1987), e come questi elementi influenzano gli obiettivi e le metodologie didattiche?
Come i diversi approcci teorici (comportamentista, cognitivo, psicoanalitico, fenomenologico, sistemico) contribuiscono alla comprensione del concetto di 'cambiamento' nel contesto della formazione, e quali sono le implicazioni pratiche per la progettazione di interventi formativi efficaci?
Come i diversi approcci teorici (comportamentista, cognitivo, psicoanalitico, fenomenologico, sistemico) contribuiscono alla comprensione del concetto di 'cambiamento' nel contesto della formazione, e quali sono le implicazioni pratiche per la progettazione di interventi formativi efficaci?
In che modo l'evoluzione storica della formazione, dalle società tradizionali all'era industriale, ha influenzato i metodi, i contenuti e gli obiettivi della preparazione dell'individuo al lavoro?
In che modo l'evoluzione storica della formazione, dalle società tradizionali all'era industriale, ha influenzato i metodi, i contenuti e gli obiettivi della preparazione dell'individuo al lavoro?
In che modo la crescente meccanizzazione dell'industria ha modificato la fisionomia della formazione, e quali implicazioni ha avuto per le competenze richieste ai lavoratori?
In che modo la crescente meccanizzazione dell'industria ha modificato la fisionomia della formazione, e quali implicazioni ha avuto per le competenze richieste ai lavoratori?
In che modo il passaggio da un'economia prevalentemente agricola a una industriale ha influenzato il processo di formazione, e quali sono state le principali sfide affrontate per garantire l'acquisizione di competenze adeguate?
In che modo il passaggio da un'economia prevalentemente agricola a una industriale ha influenzato il processo di formazione, e quali sono state le principali sfide affrontate per garantire l'acquisizione di competenze adeguate?
Come l'automazione e la ristrutturazione aziendale hanno sollecitato un nuovo interesse per la formazione, e quali sono le esigenze emergenti che le aziende devono affrontare per rimanere competitive?
Come l'automazione e la ristrutturazione aziendale hanno sollecitato un nuovo interesse per la formazione, e quali sono le esigenze emergenti che le aziende devono affrontare per rimanere competitive?
In che modo le parti sociali, gli imprenditori e le organizzazioni sindacali hanno preso posizione sulla necessità di ampliare gli obiettivi e le prospettive della formazione, e quali sono le implicazioni per la progettazione di politiche formative efficaci?
In che modo le parti sociali, gli imprenditori e le organizzazioni sindacali hanno preso posizione sulla necessità di ampliare gli obiettivi e le prospettive della formazione, e quali sono le implicazioni per la progettazione di politiche formative efficaci?
Come l'evoluzione della formazione ha influenzato l'ambito di applicazione, passando da un momento antecedente ai ruoli lavorativi all'inclusione della totalità degli operatori aziendali?
Come l'evoluzione della formazione ha influenzato l'ambito di applicazione, passando da un momento antecedente ai ruoli lavorativi all'inclusione della totalità degli operatori aziendali?
In che modo il contenuto della formazione si è espanso, passando da tematiche tecniche a temi organizzativi, sociologici e psicologici?
In che modo il contenuto della formazione si è espanso, passando da tematiche tecniche a temi organizzativi, sociologici e psicologici?
In che modo il paradigma metodologico di riferimento nella formazione si è evoluto, passando dalla pedagogia tradizionale all'introduzione di metodi attivi e tecniche di lavoro di gruppo di provenienza dal mondo anglosassone?
In che modo il paradigma metodologico di riferimento nella formazione si è evoluto, passando dalla pedagogia tradizionale all'introduzione di metodi attivi e tecniche di lavoro di gruppo di provenienza dal mondo anglosassone?
Come la società occidentale ha affrontato il problema della trasmissione del sapere dai ristretti gruppi che presiedevano alla sua produzione ai più ampi e diffusi settori della collettività?
Come la società occidentale ha affrontato il problema della trasmissione del sapere dai ristretti gruppi che presiedevano alla sua produzione ai più ampi e diffusi settori della collettività?
In che modo l'esigenza della formazione, intesa come fatto e fenomeno diffuso, è nata dalla necessità di utilizzazione di conoscenze 'nuove' finalizzata ad un miglioramento di molteplici aspetti della vita sociale secondo Quaglino e Carrozzi (1987)?
In che modo l'esigenza della formazione, intesa come fatto e fenomeno diffuso, è nata dalla necessità di utilizzazione di conoscenze 'nuove' finalizzata ad un miglioramento di molteplici aspetti della vita sociale secondo Quaglino e Carrozzi (1987)?
Come Battistelli et al. (1997) considerano la relazione tra la complessità sociale e produttiva e la formazione, e in che modo quest'ultima può contribuire a dare un ordine al sistema?
Come Battistelli et al. (1997) considerano la relazione tra la complessità sociale e produttiva e la formazione, e in che modo quest'ultima può contribuire a dare un ordine al sistema?
In che modo una prospettiva foucaultiana sulla formazione professionale contesta le tradizionali tassonomie di 'sapere, saper fare, saper essere' proposte da Quaglino e Carrozzi, considerando le dinamiche di potere insite nei processi di soggettivazione?
In che modo una prospettiva foucaultiana sulla formazione professionale contesta le tradizionali tassonomie di 'sapere, saper fare, saper essere' proposte da Quaglino e Carrozzi, considerando le dinamiche di potere insite nei processi di soggettivazione?
Come si articola la critica di Bourdieu al concetto di 'capitale culturale' nella formazione, e in che modo tale critica mette in discussione l'equità dei percorsi formativi e professionali, specialmente in relazione alle diverse classi sociali?
Come si articola la critica di Bourdieu al concetto di 'capitale culturale' nella formazione, e in che modo tale critica mette in discussione l'equità dei percorsi formativi e professionali, specialmente in relazione alle diverse classi sociali?
In che modo l'approccio psicoanalitico alla formazione, in particolare attraverso le lenti di autori come Enriquez, problematizza la nozione di 'cambiamento' proposta da Battistelli et al. (1997), e quali resistenze inconsce possono emergere durante i processi formativi?
In che modo l'approccio psicoanalitico alla formazione, in particolare attraverso le lenti di autori come Enriquez, problematizza la nozione di 'cambiamento' proposta da Battistelli et al. (1997), e quali resistenze inconsce possono emergere durante i processi formativi?
Considerando le teorie di Vygotskij sullo sviluppo prossimale, come si può ottimizzare l'efficacia della formazione continua, al fine di superare le dicotomie tradizionali tra 'sapere' e 'saper fare', promuovendo un apprendimento significativo e contestualizzato?
Considerando le teorie di Vygotskij sullo sviluppo prossimale, come si può ottimizzare l'efficacia della formazione continua, al fine di superare le dicotomie tradizionali tra 'sapere' e 'saper fare', promuovendo un apprendimento significativo e contestualizzato?
In che modo le teorie dell'apprendimento trasformativo di Mezirow sfidano la concezione tradizionale della formazione come mera acquisizione di 'sapere' e 'saper fare', e quali implicazioni ha questa prospettiva per la progettazione di interventi formativi orientati allo sviluppo personale?
In che modo le teorie dell'apprendimento trasformativo di Mezirow sfidano la concezione tradizionale della formazione come mera acquisizione di 'sapere' e 'saper fare', e quali implicazioni ha questa prospettiva per la progettazione di interventi formativi orientati allo sviluppo personale?
Come si può conciliare l'approccio 'istruttivista' alla formazione per le competenze, evidenziato da Quaglino (2005), con le esigenze di flessibilità e adattabilità richieste dal mercato del lavoro contemporaneo, caratterizzato da rapida evoluzione tecnologica e incertezza?
Come si può conciliare l'approccio 'istruttivista' alla formazione per le competenze, evidenziato da Quaglino (2005), con le esigenze di flessibilità e adattabilità richieste dal mercato del lavoro contemporaneo, caratterizzato da rapida evoluzione tecnologica e incertezza?
In che modo la distinzione tra 'formazione per il cambiamento' e 'formazione per lo sviluppo personale', proposta da Quaglino (2005), si riflette nella progettazione di interventi formativi orientati alla leadership e alla gestione del cambiamento organizzativo, e quali sinergie possono essere attivate tra questi due approcci?
In che modo la distinzione tra 'formazione per il cambiamento' e 'formazione per lo sviluppo personale', proposta da Quaglino (2005), si riflette nella progettazione di interventi formativi orientati alla leadership e alla gestione del cambiamento organizzativo, e quali sinergie possono essere attivate tra questi due approcci?
Come si può reinterpretare la funzione 'colmativa' della formazione nelle società tradizionali, alla luce delle sfide poste dalla digitalizzazione e dall'intelligenza artificiale, considerando la necessità di 'colmare' il divario tra competenze obsolete e nuove esigenze del mercato del lavoro?
Come si può reinterpretare la funzione 'colmativa' della formazione nelle società tradizionali, alla luce delle sfide poste dalla digitalizzazione e dall'intelligenza artificiale, considerando la necessità di 'colmare' il divario tra competenze obsolete e nuove esigenze del mercato del lavoro?
In che modo l'evoluzione storica della formazione, dalla bottega artigiana alla fabbrica industriale, ha influenzato la concezione del 'saper fare', e quali implicazioni ha questa trasformazione per la progettazione di interventi formativi orientati all'innovazione e alla creatività?
In che modo l'evoluzione storica della formazione, dalla bottega artigiana alla fabbrica industriale, ha influenzato la concezione del 'saper fare', e quali implicazioni ha questa trasformazione per la progettazione di interventi formativi orientati all'innovazione e alla creatività?
Come si può applicare il concetto di 'apprendimento situato' di Lave e Wenger alla formazione continua, al fine di superare la frammentazione e la decontestualizzazione dei saperi, promuovendo un apprendimento significativo e integrato nel contesto lavorativo?
Come si può applicare il concetto di 'apprendimento situato' di Lave e Wenger alla formazione continua, al fine di superare la frammentazione e la decontestualizzazione dei saperi, promuovendo un apprendimento significativo e integrato nel contesto lavorativo?
In che modo la prospettiva di Edgar Morin sulla complessità può arricchire la progettazione di interventi formativi, al fine di sviluppare la capacità di affrontare problemi complessi e incerti, caratteristici del mondo del lavoro contemporaneo, superando la tendenza alla semplificazione e alla specializzazione eccessiva?
In che modo la prospettiva di Edgar Morin sulla complessità può arricchire la progettazione di interventi formativi, al fine di sviluppare la capacità di affrontare problemi complessi e incerti, caratteristici del mondo del lavoro contemporaneo, superando la tendenza alla semplificazione e alla specializzazione eccessiva?
Come si può reinterpretare il concetto di 'cultura professionale' di Bruscaglioni (1991) alla luce delle sfide poste dalla globalizzazione e dalla delocalizzazione del lavoro, considerando la necessità di promuovere un dialogo interculturale e una comprensione delle diverse culture professionali?
Come si può reinterpretare il concetto di 'cultura professionale' di Bruscaglioni (1991) alla luce delle sfide poste dalla globalizzazione e dalla delocalizzazione del lavoro, considerando la necessità di promuovere un dialogo interculturale e una comprensione delle diverse culture professionali?
In che modo le teorie della motivazione intrinseca possono essere applicate alla progettazione di interventi formativi, al fine di superare la dipendenza da incentivi esterni e promuovere un apprendimento autonomo e auto-diretto, basato sul piacere della scoperta e sulla soddisfazione personale?
In che modo le teorie della motivazione intrinseca possono essere applicate alla progettazione di interventi formativi, al fine di superare la dipendenza da incentivi esterni e promuovere un apprendimento autonomo e auto-diretto, basato sul piacere della scoperta e sulla soddisfazione personale?
Come si può integrare l'approccio della 'pedagogia degli oppressi' di Paulo Freire nella progettazione di interventi formativi per adulti, al fine di promuovere la consapevolezza critica, l'emancipazione e la trasformazione sociale, superando la concezione tradizionale della formazione come mera trasmissione di conoscenze?
Come si può integrare l'approccio della 'pedagogia degli oppressi' di Paulo Freire nella progettazione di interventi formativi per adulti, al fine di promuovere la consapevolezza critica, l'emancipazione e la trasformazione sociale, superando la concezione tradizionale della formazione come mera trasmissione di conoscenze?
In che modo l'approccio della 'teoria U' di Otto Scharmer può arricchire la progettazione di interventi formativi orientati all'innovazione e alla leadership trasformativa, al fine di sviluppare la capacità di 'sentire' il futuro emergente e di agire in modo consapevole e intenzionale?
In che modo l'approccio della 'teoria U' di Otto Scharmer può arricchire la progettazione di interventi formativi orientati all'innovazione e alla leadership trasformativa, al fine di sviluppare la capacità di 'sentire' il futuro emergente e di agire in modo consapevole e intenzionale?
Considerando il paradosso dell'innovazione, in cui il successo passato può ostacolare l'adattamento a nuove sfide, come si può progettare la formazione continua per promuovere una 'cultura dell'apprendimento' resiliente, capace di bilanciare l'esplorazione di nuove competenze con l'utilizzo efficace di quelle esistenti?
Considerando il paradosso dell'innovazione, in cui il successo passato può ostacolare l'adattamento a nuove sfide, come si può progettare la formazione continua per promuovere una 'cultura dell'apprendimento' resiliente, capace di bilanciare l'esplorazione di nuove competenze con l'utilizzo efficace di quelle esistenti?
In che modo i principi della 'psicologia positiva' possono essere integrati nella progettazione di interventi formativi, al fine di promuovere il benessere, la resilienza e l'engagement dei partecipanti, superando la tendenza a focalizzarsi esclusivamente sulla correzione delle debolezze e dei deficit?
In che modo i principi della 'psicologia positiva' possono essere integrati nella progettazione di interventi formativi, al fine di promuovere il benessere, la resilienza e l'engagement dei partecipanti, superando la tendenza a focalizzarsi esclusivamente sulla correzione delle debolezze e dei deficit?
Come si può applicare il concetto di 'design thinking' alla progettazione di interventi formativi, al fine di sviluppare soluzioni innovative e centrate sull'utente, superando la tendenza a imporre modelli standardizzati e poco adatti alle esigenze specifiche dei partecipanti?
Come si può applicare il concetto di 'design thinking' alla progettazione di interventi formativi, al fine di sviluppare soluzioni innovative e centrate sull'utente, superando la tendenza a imporre modelli standardizzati e poco adatti alle esigenze specifiche dei partecipanti?
In che modo l'approccio della 'comunicazione non violenta' di Marshall Rosenberg può arricchire la progettazione di interventi formativi, al fine di promuovere relazioni interpersonali positive, la collaborazione e la gestione costruttiva dei conflitti, superando la tendenza a comunicare in modo aggressivo, giudicante e distruttivo?
In che modo l'approccio della 'comunicazione non violenta' di Marshall Rosenberg può arricchire la progettazione di interventi formativi, al fine di promuovere relazioni interpersonali positive, la collaborazione e la gestione costruttiva dei conflitti, superando la tendenza a comunicare in modo aggressivo, giudicante e distruttivo?
Come si può applicare il concetto di 'gamification' alla progettazione di interventi formativi, al fine di aumentare l'engagement, la motivazione e l'apprendimento dei partecipanti, superando la tendenza a proporre contenuti noiosi e poco coinvolgenti?
Come si può applicare il concetto di 'gamification' alla progettazione di interventi formativi, al fine di aumentare l'engagement, la motivazione e l'apprendimento dei partecipanti, superando la tendenza a proporre contenuti noiosi e poco coinvolgenti?
In che modo il concetto di 'intelligenza collettiva' può essere sfruttato nella progettazione di interventi formativi, al fine di promuovere la collaborazione, la condivisione delle conoscenze e la co-creazione del sapere, superando la tendenza a considerare la formazione come un processo individuale e isolato?
In che modo il concetto di 'intelligenza collettiva' può essere sfruttato nella progettazione di interventi formativi, al fine di promuovere la collaborazione, la condivisione delle conoscenze e la co-creazione del sapere, superando la tendenza a considerare la formazione come un processo individuale e isolato?
Come si può applicare il concetto di 'mindfulness' alla progettazione di interventi formativi, al fine di promuovere la consapevolezza, la concentrazione, la gestione dello stress e la riduzione del 'rumore mentale', superando la tendenza a operare in modalità 'pilota automatico' e a disperdere l'attenzione?
Come si può applicare il concetto di 'mindfulness' alla progettazione di interventi formativi, al fine di promuovere la consapevolezza, la concentrazione, la gestione dello stress e la riduzione del 'rumore mentale', superando la tendenza a operare in modalità 'pilota automatico' e a disperdere l'attenzione?
In che modo il concetto di 'bias cognitivi' può essere integrato nella progettazione di interventi formativi, al fine di promuovere il pensiero critico, la capacità di prendere decisioni informate e di evitare errori sistematici di giudizio, superando la tendenza a fidarsi ciecamente delle proprie intuizioni e delle informazioni disponibili?
In che modo il concetto di 'bias cognitivi' può essere integrato nella progettazione di interventi formativi, al fine di promuovere il pensiero critico, la capacità di prendere decisioni informate e di evitare errori sistematici di giudizio, superando la tendenza a fidarsi ciecamente delle proprie intuizioni e delle informazioni disponibili?
Come si può applicare il concetto di 'storytelling' alla progettazione di interventi formativi, al fine di rendere i contenuti più memorabili, coinvolgenti ed emotivamente risonanti, superando la tendenza a presentare informazioni aride e decontestualizzate?
Come si può applicare il concetto di 'storytelling' alla progettazione di interventi formativi, al fine di rendere i contenuti più memorabili, coinvolgenti ed emotivamente risonanti, superando la tendenza a presentare informazioni aride e decontestualizzate?
In che modo l'approccio della 'teoria dei sistemi complessi' può arricchire la progettazione di interventi formativi, al fine di comprendere le dinamiche emergenti, le interdipendenze e i feedback loops che caratterizzano le organizzazioni e i contesti lavorativi contemporanei, superando la tendenza a ridurre la realtà a modelli lineari e deterministici?
In che modo l'approccio della 'teoria dei sistemi complessi' può arricchire la progettazione di interventi formativi, al fine di comprendere le dinamiche emergenti, le interdipendenze e i feedback loops che caratterizzano le organizzazioni e i contesti lavorativi contemporanei, superando la tendenza a ridurre la realtà a modelli lineari e deterministici?
Flashcards
Definizione di Formazione
Definizione di Formazione
Un campo di pratiche sociali ed eterogenee rivolte agli adulti in ambito professionale.
La formazione è un concetto...
La formazione è un concetto...
Insieme di discipline sociali o tecniche che convergono.
Cos'è la formazione secondo Goguelin et al. (1972)
Cos'è la formazione secondo Goguelin et al. (1972)
Sviluppo nel campo intellettuale, fisico o morale e cambiamento nelle strutture corrispondenti.
Cos'è la formazione secondo Castelli et al. (1981)
Cos'è la formazione secondo Castelli et al. (1981)
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Cos'è la formazione secondo Quaglino (1985)
Cos'è la formazione secondo Quaglino (1985)
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Formazione secondo Bruscaglioni (1991)
Formazione secondo Bruscaglioni (1991)
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accezione tradizionale di formazione
accezione tradizionale di formazione
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Il 'sapere' nella formazione
Il 'sapere' nella formazione
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Il 'saper fare' nella formazione
Il 'saper fare' nella formazione
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Il 'saper essere' nella formazione
Il 'saper essere' nella formazione
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Nel passato come era vista la formazione?
Nel passato come era vista la formazione?
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Come avveniva la formazione nelle società tradizionali?
Come avveniva la formazione nelle società tradizionali?
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Formazione colmativa
Formazione colmativa
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Cosa portò al cambiamento della formazione?
Cosa portò al cambiamento della formazione?
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Scopo delle scuole professionali
Scopo delle scuole professionali
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Cosa modificò la funzione della formazione?
Cosa modificò la funzione della formazione?
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Primo tipo di formazione
Primo tipo di formazione
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Secondo tipo di formazione
Secondo tipo di formazione
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Terzo tipo di formazione
Terzo tipo di formazione
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Formazione basata sulla complessità
Formazione basata sulla complessità
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Cosa offre la formazione agli individui?
Cosa offre la formazione agli individui?
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Cosa offre la formazione alle organizzazioni?
Cosa offre la formazione alle organizzazioni?
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Cosa conferiscono alla formazione le visioni pedagogiche più recenti?
Cosa conferiscono alla formazione le visioni pedagogiche più recenti?
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Formazione per le competenze
Formazione per le competenze
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Formazione per il cambiamento
Formazione per il cambiamento
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Formazione per lo sviluppo personale
Formazione per lo sviluppo personale
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Primo motivo per ripensare la formazione
Primo motivo per ripensare la formazione
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Secondo motivo per ripensare la formazione
Secondo motivo per ripensare la formazione
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Terzo motivo per ripensare la formazione
Terzo motivo per ripensare la formazione
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Definizione complessa di formazione
Definizione complessa di formazione
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Obiettivo 'sapere' nella formazione
Obiettivo 'sapere' nella formazione
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Obiettivo 'saper fare' nella formazione
Obiettivo 'saper fare' nella formazione
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Obiettivo 'saper essere' nella formazione
Obiettivo 'saper essere' nella formazione
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Funzione 'colmativa' della formazione tradizionale
Funzione 'colmativa' della formazione tradizionale
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Sviluppo dagli anni '60
Sviluppo dagli anni '60
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Primo tipo di formazione secondo Battistelli
Primo tipo di formazione secondo Battistelli
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Secondo tipo di formazione secondo Battistelli
Secondo tipo di formazione secondo Battistelli
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Terzo tipo di formazione secondo Battistelli
Terzo tipo di formazione secondo Battistelli
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Nuova visione della formazione
Nuova visione della formazione
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Formazione permanente
Formazione permanente
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Formazione (Castelli et al., 1981)
Formazione (Castelli et al., 1981)
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Formazione (Bruscaglioni, 1991)
Formazione (Bruscaglioni, 1991)
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Formazione (Battistelli et al., 1997)
Formazione (Battistelli et al., 1997)
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Sapere (obiettivo della formazione)
Sapere (obiettivo della formazione)
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Saper fare (obiettivo della formazione)
Saper fare (obiettivo della formazione)
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Saper essere (obiettivo della formazione)
Saper essere (obiettivo della formazione)
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Study Notes
La Definizione di Formazione
- Definire la formazione risulta complesso data la varietà di modalità e finalità, aspetti che si sono evoluti parallelamente alle trasformazioni economiche e sociali.
- Si colloca in un contesto complesso derivante dalle trasformazioni industriali, rendendo difficile una sua definizione precisa e omogenea.
- È un campo di pratiche sociali eterogenee rivolte agli adulti in un contesto professionale. (Bruscaglioni, Margiotta & Salatin, 1989)
- Il concetto interdisciplinare di formazione è influenzato da molteplici discipline sociali e tecniche.
- Diverse prospettive offrono visioni parziali e insufficienti a spiegarne la complessità. (Battistelli, Majer e Odoardi, 1997)
- Viene considerato il momento più interessante dello sviluppo socio-economico italiano, affidandole obiettivi delicati e talvolta irrealizzabili. (Spaltro, 1997)
- Definire la formazione è un'attività di conoscenza necessaria e preliminare.
- Goguelin, Cavozzi, Dubost & Enriquez (1972) la definiscono come un evento che coinvolge la persona nella sua totalità, promuovendo uno sviluppo intellettuale, fisico e morale, integrato in nuove strutture.
- Mira a trasformare la personalità, non solo acquisire conoscenze, coinvolgendo meccanismi psicologici più vasti.
- È un concetto interdisciplinare e in costante evoluzione, che cambia in base ai mutamenti socio-economici.
- Si presenta come "un campo di pratiche sociali ed eterogenee" rivolti ad adulti in situazione professionale.
- Goguelin et al. (1972): È un evento che interessa la persona nella sua totalità e mira a produrre un cambiamento profondo e multidisciplinare.
Ulteriori Definizioni di Formazione
- Castelli, Cavanna, Depolo & Sarchielli (1981) la definiscono come un momento di apprendimento-cambiamento che porta alla consapevolezza delle proprie risorse e alla loro applicazione in progetti sociali.
- Questa definizione enfatizza l'integrazione della conoscenza nel comportamento per il cambiamento e l'azione nel contesto.
- Quaglino (1985) considera la formazione un'attività educativa con l'obiettivo di promuovere, diffondere e aggiornare il sapere e i modi di utilizzarlo.
- Questa definizione evidenzia la centralità della conoscenza, la sua acquisizione, promozione e utilizzo nella formazione.
- Bruscaglioni (1991) definisce la formazione come un intervento finalizzato e organizzato sulla cultura professionale di individui e gruppi, tramite metodologie di apprendimento consapevole.
- Si riferisce sia al sapere professionale sia alla cultura organizzativa di ruolo.
- Le "metodologie dell'apprendimento consapevole" sono attività in cui il soggetto è consapevole di come e cosa sta imparando.
- Battistelli et al. (1997) la definiscono come sviluppo delle abilità individuali, trasmissione di informazioni sulla cultura organizzativa e acquisizione di comportamenti consoni agli obiettivi propri e dell'organizzazione.
- Può significare acquisire qualifiche professionali, sviluppare mansioni precise o incrementare le conoscenze per tutta la vita lavorativa.
- Il cambiamento è il filo conduttore delle definizioni, come acquisire conoscenze e modificare atteggiamenti.
- Castelli et al. (1981): È un momento di apprendimento-cambiamento, con presa di coscienza e integrazione delle proprie capacità.
- Bruscaglioni (1991): Fare formazione significa agire sulla cultura professionale di individui e gruppi, attraverso metodologie di apprendimento consapevole.
- Battistelli et al. (1997): È un insieme di azioni per sviluppare abilità, trasmettere cultura organizzativa e favorire comportamenti in linea con gli obiettivi individuali e dell'organizzazione. Il filo conduttore è il cambiamento.
Concetto di cambiamento nella formazione
- Rilevanza del concetto di cambiamento, considerando le macroaree del "sapere", "saper fare" e "saper essere".
- Quaglino e Carrozzi (1987) descrivono gli obiettivi in relazione al tipo di cambiamento:
- SAPERE: miglioramento quantitativo di dati di conoscenza.
- SAPER FARE: miglioramento qualitativo di capacità tecniche o motorie.
- SAPER ESSERE: miglioramento qualitativo e quantitativo di elementi di conoscenza di sé e delle proprie relazioni sociali.
- Il termine "cambiamento", modificazione di uno o più caratteri, varia in base al suo utilizzo.
- Diversi approcci teorici (comportamentista, cognitivo, ecc.) cercano di chiarirlo.
- Gli autori che si occupano di formazione concordano su un bisogno o desiderio di cambiamento alla base di ogni intervento formativo.
- Ogni attività di formazione produce o si propone di produrre un cambiamento, sia nel soggetto che nell'organizzazione.
- Ha la capacità di produrre cambiamento organizzativo (Battistelli et al., 1997).
- L'ambito di applicazione non è solo un momento antecedente ai ruoli lavorativi, ma può riguardare la totalità degli operatori aziendali.
- Il contenuto si estende a temi organizzativi, sociologici e psicologici, come il flusso delle informazioni e i processi di comunicazione.
- Introduce metodi attivi e tecniche di lavoro di gruppo di provenienza anglosassone.
- I tre macro obiettivi sono: sapere, saper fare, saper essere (Quaglino e Carrozzi, 1987).
- Sapere: miglioramento quantitativo di conoscenze e nozioni.
- Saper fare: miglioramento qualitativo di abilità e tecniche operative, specialistiche, di ruolo.
- Saper essere: approfondimento della consapevolezza di sé e delle proprie relazioni, evoluzione personale e professionale.
La Formazione e il Lavoro: Cenni Storici
- La formazione è un fatto intrinseco al funzionamento delle organizzazioni di lavoro (Quaglino e Carrozzi, 1987).
- Questo la differenzia dai processi di istruzione scolastica per i giovani.
- L'esigenza di formazione era significativa nel settore del lavoro, coinvolgendo individui adulti e le loro professioni.
- L'intera storia dell'umanità può essere vista come storia del lavoro umano (Avallone, 1998).
- Nelle società tradizionali a base economica agricola e artigianale, l'apprendimento di un mestiere avveniva tramite addestramento diretto in famiglia o bottega.
- Le conoscenze e le abilità apprese erano sufficienti per le esigenze di formazione e professionali.
- Il processo avveniva interamente nell'ambito familiare o del villaggio, senza elementi problematici.
- Questo tipo di formazione era "colmativa" di carenze e lacune tecniche, trasmettendo e rinforzando valori culturali e professionali dominanti, oltre a controllare la conoscenza e le nuove generazioni.
- Avallone (1998) sottolinea che il passaggio da un'economia agricola a una industriale inizialmente mantiene questo approccio.
- L'acquisizione di destrezza manuale da perfezionare con l'esercizio e la pratica era importante agli albori della rivoluzione industriale.
- L'ambiente della formazione cambia dalla famiglia e bottega alla fabbrica, dove si sperimentano nuovi modi di lavorare e nuove relazioni.
- Con la crescente meccanizzazione dell'industria, la formazione cambia radicalmente, richiedendo maggiori conoscenze e capacità di comprensione (pp. 11-12).
- Sorgono scuole professionali per preparare manodopera qualificata, formando per specifiche attività professionali secondo il lavoro industriale.
- Il contenuto del processo formativo cambia, ma rimane la convinzione che la preparazione ricevuta debba coprire l'intera vita lavorativa (Avallone, 1998).
- Il quadro della funzione formativa all'interno delle organizzazioni si modifica profondamente con il progresso tecnologico e le modifiche nell'organizzazione del lavoro.
- La necessità di assicurare una più ampia mobilità interna ed esterna decreta la fine di un sistema di formazione finalizzato a una specifica mansione.
- Avallone (1998) sottolinea la nascita di un nuovo interesse per la formazione (pp. 12-13).
- Vengono richiesti elevati livelli di efficienza, capacità critiche, creatività e disponibilità al cambiamento.
- Le parti sociali, gli imprenditori e le organizzazioni sindacali prendono posizione sulla necessità di ampliare gli obiettivi e le prospettive della formazione.
- Avallone (1998) rileva elementi di novità, ma anche la riproposizione di una concezione della formazione deputata a trasmettere conoscenze e fornire modelli e certezze.
- Nelle società tradizionali (agricole/artigianali), l'apprendimento del mestiere avveniva in famiglia o in bottega.
- Aveva una funzione “colmativa”: si trattava di acquisire abilità tecniche e di trasmettere valori professionali, senza particolari elementi problematici.
- Con la rivoluzione industriale, la formazione si sposta dalle botteghe alla fabbrica, poi alle scuole professionali. Inizialmente si credeva che la preparazione “coprisse l'intera vita lavorativa”.
- In seguito, l'evoluzione tecnologica e organizzativa porta a una formazione più continua, non solo iniziale, e aperta a tutta la popolazione aziendale.
La Formazione e il Lavoro: Evoluzione e Attualità
- La società occidentale ha attraversato momenti dinamici e turbolenti a partire dagli anni '60, con ritmi di cambiamento in rapida accelerazione.
- Aumenta la produzione di conoscenze, l'accrescimento e l'accumulo del sapere.
- Poneva il problema della trasmissione di tale sapere dai ristretti gruppi che presiedevano alla sua produzione ai più ampi settori della collettività.
- Quaglino e Carrozzi (1987) ritengono che la formazione vada primariamente riferita ad un campo di macro eventi che vedono coinvolte collettività di rilevanti dimensioni rispetto a processi di accumulazione, istruzione e aggiornamento continuo.
- L'esigenza della formazione come fatto diffuso nasce dalla necessità di applicare conoscenze "nuove" per migliorare molteplici aspetti della vita sociale.
- Viene soprattutto vista in relazione alle sue finalità concrete e operative di miglioramento della preparazione professionale di gruppi e categorie di individui.
- La formazione è intesa come momento di trasmissione e acquisizione di un sapere tecnico e specialistico necessario per una prestazione di lavoro efficace.
- Secondo Battistelli et al. (1997), attraverso la formazione che l'attuale complessità sociale e produttiva può trovare un ordine.
- Gli autori individuano diversi tipi di formazione:
- Una formazione intesa come complesso di azioni rivolte alla preparazione al lavoro attraverso l'acquisizione di conoscenze che favoriscono il costante e continuo adattamento dell'individuo e della sua professionalità alle diverse situazioni lavorative.
- Una formazione tendente oltre come possibilità di sviluppare le potenzialità dell'individuo come, ad esempio, colmare carenze tra ciò che si sa e ciò che si dovrebbe sapere fra ciò che si è e ciò che si dovrebbe essere tra ciò che si sa fare e ciò che si dovrebbe saper fare anche.
- La formazione è un momento di incontro tra bisogni, motivazioni, aspirazioni, crescita professionale e le richieste delle organizzazioni produttive e del mercato del lavoro in generale.
- Formazione basata sul presupposto della complessità, che insegni agli individui ad apprendere e lasciare loro la capacità di sviluppare creativamente il proprio ruolo.
- Il ricorso alla formazione è vantaggioso sia per individui che per organizzazioni, favorendo la preparazione ai nuovi mestieri e lo sviluppo di attitudini e competenze per performance.
- Per le organizzazioni, la formazione è importante per rafforzare la posizione di concorrenza e rilanciare lo sviluppo.
- Ogni attività di formazione favorisce un cambiamento di comportamento degli individui attraverso l'influenza sulla sfera delle conoscenze, abilità e atteggiamenti.
- Il cambiamento del comportamento individuale dipende dalla situazione globale, composta dalle variabili produttive e dalle relazioni interpersonali.
- Le visioni pedagogiche più recenti conferiscono alla formazione l'idea processuale di un progetto di autorealizzazione personale e professionale tramite l'individuo autonomo e responsabile.
- Fare formazione significa intervenire in modo finalizzato e organizzato sulla cultura professionale e personale di individui e gruppi tramite un apprendimento consapevole e intenzionale.
- Possibile distinguere:
- FORMAZIONE PER LE COMPETENZE. Riferimento a un orizzonte ancorato a una professione o a profili di capacità.
- Formazione di breve durata, istruttivista, legata a necessità di sviluppo e qualificazione professionale.
- FORMAZIONE PER IL CAMBIAMENTO, finalizzata allo sviluppo organizzativo, coinvolgendo individui e la loro organizzazione di riferimento in una trasformazione contestuale in una prospettiva di medio o lungo periodo.
- FORMAZIONE PER LO SVILUPPO PERSONALE, che va oltre il processo di qualificazione ma investe in modo olistico l'evoluzione del sé.
- Legata all'educazione, non può essere misurata in termini di durata o contesto, coinvolge tutti gli aspetti di vita.
- Questi tre modi di intendere la formazione possono essere considerati anche in prospettiva storica ed evolutiva.
- La complessità del presente richiede un ripensamento della formazione, decontestualizzandola dalle finalità professionali e ricollocandola in una configurazione soggettiva, esistenziale e riflessiva.
- Secondo Quaglino (2005), le motivazioni sono:
- Il cambiamento a cui tutte le organizzazioni sono soggette.
- Difficoltà di definire il concetto di competenza.
- Discontinuità dei cicli professionali (e di vita) degli individui.
- Dal secondo dopoguerra e soprattutto dagli anni Sessanta in poi, la rapida produzione di conoscenze rende necessaria la trasmissione di saperi “nuovi”.
- Diventa centrale la formazione continua e il legame con il cambiamento organizzativo.
- Battistelli et al. (1997) si distinguono tre tipi di formazione:
- Preparazione al lavoro (adattamento professionale).
- La formazione viene incontro fra i bisogni individuali e le richieste organizzative.
- Formazione che insegna come apprendere (empowerment creativo del soggetto).
- Tre tipologie di formazione (Quaglino, 2005):
- Formazione per le competenze: legata a un orizzonte professionale specifico; è di breve durata, “istruttivista”.
- Formazione per il cambiamento: finalizzata allo sviluppo organizzativo, centrata non solo su contenuti o abilità, ma su processi e strategie.
- Formazione per lo sviluppo personale: investire il sé in modo olistico e coinvolge la persona nella sua interezza.
- Passaggio da una formazione “tecnica” a una formazione che sviluppa la capacità di adattamento, la consapevolezza di sé, e la responsabilità individuale nel percorso formativo.
- Si supera il vincolo strettamente professionale per abbracciare la formazione permanente e la crescita integrale della persona.
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