Psicologia Medica 2 PDF
Document Details

Uploaded by PunctualFable4582
Università di Milano - Bicocca
Tags
Summary
Questi appunti trattano il confronto tra le procedure di condizionamento classico e operante. Essi spiegano le differenze e le somiglianze tra le due tecniche, evidenziando l'importanza della costanza di associazione tra stimolo e risposta per l'apprendimento. Gli appunti includono anche concetti come la contiguità temporale, rinforzo e punizione.
Full Transcript
CONFRONTO FRA LE DUE PROCEDURE La differenza tra queste due procedure è che nella tecnica di Pavlov viene rinforzata da un nuovo stimolo (campanella) che produce però un comportamento che io avevo già (semplicemente aumento le probabilità che quel comportamento avvenga perché lo stimolo mi fa fare q...
CONFRONTO FRA LE DUE PROCEDURE La differenza tra queste due procedure è che nella tecnica di Pavlov viene rinforzata da un nuovo stimolo (campanella) che produce però un comportamento che io avevo già (semplicemente aumento le probabilità che quel comportamento avvenga perché lo stimolo mi fa fare quel comportamento), nel condizionamento operante, invece, vado a prendere un comportamento che non sapevo già fare (il gatto non sapeva già uscire dalla gabbia).Tra queste due tecniche ci sono, però, anche due grandi somiglianze: - In entrambi i casi parliamo di apprendimento; - Entrambi questi condizionamenti funzionano perché c’è una grande associazione costante tra lo stimolo e la risposta (ogni volta che c’è la campanella, c’è il cibo e c’è la salivazione; ogni volta che il gatto preme la leva, c’è il cibo) —> questa costante associazione è ciò che rende efficace sia il condizionamento classico sia il condizionamento operante, se non ci fosse questa costanza, non potremmo parlare di apprendimento in generale,ogni volta che il cane sentiva la campanellina doveva ricevere cibo, solo così,il cane con questa costanza di ripresentazione di associazioni alla sola campanellina iniziava a sbavare. Stessa cosa per il condizionamento operante: ogni volta che il gatto abbassava la levetta doveva ottenere cibo affinché avvenisse un apprendimento che si ri-verificasse anche quando non ci fosse stato il cibo. Non tutti gli stimoli dell’ambiente hanno la possibilità di orientare il comportamento, non tutto ciò che succede nell’ambiente è così facile che ci influenzi e che orienti il nostro comportamento perché deve esserci questa caratteristica di ripetizione costante. Chi apprende è immerso in un flusso continuo di eventi ambientali e comportamentali. Quindi→alcuni stimoli ambientali precederanno lo stimolo elicitante (cibo) nella procedura operante così come alcune risposte comportamentali precederanno lo stimolo elicitante in quella classica. Non importa se a precedere lo stimolo elicitante è una risposta o uno stimolo ambientale quanto piuttosto è importante che la relazione fra uno di questi due eventi e lo stimolo elicitante sia COSTANTE. Lezione 5 SC: stimolo condizionato SI: stimolo incondizionato RI: risposta incondizionata RC: risposta condizionata L’apprendimento è quando l'ambiente, che è qualcosa che sta all'esterno, aumenta il suo potere su di noi. Noi in questo modo ci adattiamo all'ambiente, apprendiamo qualcosa che poi ci possa garantire la sopravvivenza(collegamento con la teoria evoluzionistica di Darwin). Se una stessa risposta è dipendente non dallo stimolo incondizionato, ma dallo stimolo condizionato, anch'essa diventa una risposta condizionata. CONDIZIONI NECESSARIE ALL’APPRENDIMENTO Noi veniamo immersi in migliaia di stimoli ambientali, perché alcuni fungono da rinforzo e ci permettono di fare degli apprendimenti e altri meno? Perché ci sono delle condizioni che si devono verificare affinché avvenga l'apprendimento. Due condizioni fondamentali sono: La contiguità temporale: non basta la costanza, ci deve essere un ordine temporale e una sequenzialità degli stimoli.La procedura retrograda, cioè lo stimolo condizionato dopo lo stimolo incondizionato/la risposta incondizionata, NON funziona, NON provoca condizionamento o apprendimento.Nel condizionamento classico, la condizione affinché si verifichi è l’associazione anterograda tra lo stimolo e la risposta, quindi lo stimolo condizionato deve precedere la risposta incondizionata o condizionata.di quanto deve precederla? di poco, perché più tempo passa (tra la campanella e il cibo) meno è forte l’apprendimento e i processi fondamentali dell’apprendimento agiscono su un intervallo di tempo molto breve(se il cibo viene dato prima di suonare la campanella non avviene questo determinato comportamento oppure, se il cibo veniva dato molto dopo che la campanellina veniva suonata (anche in maniera costante) il condizionamento non avveniva, la contingenza temporale è valida sia per il condizionamento classico che per quello operante. In entrambi i casi deve esserci).In particolare nel condizionamento classico possiamo avere: ‣ Procedura retrograda→ SC segue SI/RI o è simultaneo→ NO condizionamento ‣ Procedura anterograda→ SC precede RI/RC→ SÌ condizionamento→ ma SC deve precedere di poco SI/RI, se tempo aumenta la % di risposta diminuisce. Nel condizionamento operante, la forza della risposta operante aumenta se lo stimolo elicitante segue la risposta di non più di pochi secondi.Nell’esperimento della gabbia di Skinner, appena il gatto esce dalla gabbietta (e quindi ha fatto la sua risposta operante schiacciando la leva), deve esserci subito il cibo, perché se passa troppo tempo allora quel comportamento non verrà rinforzato, deve esserci un rapporto levetta-cibo costante e corto nel tempo, o non funzionerà. Uno stimolo elicitante può modificare il modo in cui un ambiente guida un comportamento solo se si verifica subito dopo lo stimolo ambientale o la risposta operante.In entrambe le procedure quando uno stimolo elicitante aumenta il controllo dell’ambiente sul comportamento funziona da rinforzo.Qual’è il problema? In occasione dell’esposizione a un particolare stimolo associo una sensazione spiacevole anche se non c’è più lo stimolo pauroso o doloroso che ha provocato quella sensazione, successivamente sono elencati alcuni casi dove possiamo ritrovarci in queste occasioni : ‣ le fobie funzionano seguendo questo ragionamento, ognuno di noi associa alcuni stimoli a delle cose che gli sono successe poco dopo. Il risultato è l’associazione tra l’oggetto fobico e lo stimolo avversivo (es. un paziente della prof. ha una fobia degli aghi perché assistendo a un prelievo, ha visto che una persona è svenuta poco dopo.In quel momento nella sua mente si era creata un’associazione inconsapevole tra ago e svenimento oppure un altro esempio potrebbe essere la fobia dei ragni. In occasione all’esposizione a un particolare stimolo (ragni) ho un’esperienza spiacevole (qualcuno si fa male) e si crea un’associazione tra il ragno e l’evento spiacevole (ragno-paura) anche se non c’è più lo stimolo pauroso o doloroso che ho associato al ragno). In questo caso cosa si può fare?Si fa un processo di desensibilizzazione esponendo gradualmente il paziente allo stimolo fobico,associando significati diversi e creando nuove associazioni per l’oggetto fobico, perché ogni nuova esperienza andrà a riadattare questa associazione, questa è detta terapia dell’esposizione. La fobia funziona in modo anti evoluzionistico, è disfunzionale in quanto ci da risposte di allerta o di fuga anche quando non siamo esposti a pericolo, la paura a differenza è funzionale perchè potrebbe aiutarci a fuggire dal pericolo effettivo. Il problema delle fobie è che uno stimolo avversivo viene da noi visto molto più velocemente di un aspetto che va a nostro vantaggio, apprendiamo più velocemente una cosa che ci fa male rispetto ad una che ci fa bene.E’ la generalizzazione di un comportamento che in realtà andrebbe a mio vantaggio (andrebbe ad apprendere le cose che mi fanno male) ma lo apprendo anche per situazioni che non mi fanno male. ‣ tossicodipendenza: una delle cose più difficili per la riabilitazione è essere nuovamente esposti agli stessi ambienti e stimoli che erano presenti quando facevano uso della sostanza, perché funzionano da trigger, specialmente in questo caso perché la difficoltà sta proprio nel fatto che la sostanza sia associata a uno stimolo positivo.Gli stimoli nell’ambiente circostante si associano agli stimoli di rinforzo della droga stessa diventando uno stimolo condizionato per le risposte causate dalla droga stessa. E’importante dunque un’esposizione graduale agli ambienti che l’ex tossicodipendente ha frequentato per questo legame associativo condizionante, diventa quasi fisiologica la ricaduta con l’associazione tra stimoli e risposta. Per questo si va in comunità, per cambiare contesto. ‣ comportamenti superstiziosi (mi sono messa la maglietta azzurra all’esame e ho preso 30: la metterò ogni volta che farò un’esame), di solito ci vogliono diverse co-occorrenze prima che si modifichi l’influenza ambientale sul comportamento ma nel caso di fobie e superstizioni basta anche una sola associazione. NON è un’associazione stimolo-risposta, ma anche i bambini fanno associazioni: hanno un oggetto transizionale (un peluche) dal quale non si separano mai, perché lo associano a protezione, benessere,proiettano queste sensazioni su quell’oggetto e se lo portano dietro. La discrepanza del comportamento: la procedura utilizzata per studiarla è la procedura di BLOCKING, che è applicabile in entrambe le procedure di condizionamento.Se io seguo una procedura dove prima c’è il suono, poi la luce e infine il cibo, il cane risponderà a entrambi gli stimoli allo stesso modo? NO, se lo espongo solo al secondo stimolo (la luce), NON ci sarà la risposta condizionata di salivazione, perché il condizionamento alla luce è stato bloccato (blocking) dal condizionamento al suono. Il ragionamento dietro a tale processo sta nel fatto che il cane aveva già un altro stimolo che lo faceva salivare, non gli interessa avere un ulteriore stimolo ambientale, perché ha già appreso altri stimoli che lo fanno portare alla salivazione (e dunque al cibo). Abbiamo perciò 2 fasi: 1.SC1→SI→RC In questo caso abbiamo una relazione campanella-cibo dove lo stimolo condizionato 1 è la campanella e lo stimolo incondizionato(cibo).Creano uno stimolo condizionato avente come risposta condizionata la salivazione. 2. SC1→SI→? ‣SC2 Aggiungono lo stimolo condizionato 2 e vanno a vedere la risposta condizionata ovvero se il cane saliva. Capiamo così: ‣ SC1 (da solo)→RC ‣ SC2 (da solo)→NO RC ‣Se la contiguità temporale fosse l’unico fattore indispensabile allora la luce sarebbe diventata efficace quanto il suono→ma la luce non diventa SC anche se la relazione temporale era adeguata: il condizionamento alla luce era stato bloccato dal condizionamento precedente al suono. Questo perché funzioniamo sulla base di un’economia di apprendimento: se ho già acquisito un modo in cui l’ambiente guida quel mio specifico comportamento (salivazione) è inutile che io apprenda che non solo la campanellina ma anche la luce mi producono quel comportamento perché ho già uno stimolo che l’ambiente può usare per guidare quel mio comportamento.Bower(apprendimento per insight)afferma infatti che l’apprendimento sembra innescarsi quando l’ambiente non conferma le aspettative.Quindi, non ha senso che io apprenda un’ulteriore stimolo. Se invece ho un feedback molto negativo rispetto alla procedura che già conosco (per es. con il mio metodo di studio continuo a venire bocciata), allora funziona da processo di estinzione di quel comportamento.Noi funzioniamo in termini economici: la nostra mente ha bisogno di spazio, ha bisogno di fare il massimo con il minimo: minore è la familiarità con lo stimolo, maggiore è il suo potere. Se uno stimolo non è così frequente ma riesco ad associarlo a un comportamento, allora quello stimolo diventa tanto importante quanto è più raro. ◦quando accade il processo di estinzione di un comportamento? quando un nuovo stimolo provoca un comportamento contrastante e quindi condiziona una nuova risposta (es. la campanella non rinforza più la salivazione ma un altro comportamento). Rescorla e Wagner (1972)affermarono che in termini di comportamento uno stimolo elicitante funziona da rinforzo solo se evoca una risposta nuova. Solo uno stimolo che evoca un comportamento discrepante può fungere da rinforzo. I RISULTATI DELL’APPRENDIMENTO Essi sono quanto un rinforzo modifica il potere che l'ambiente ha sulla persona. Studiarli significa capire come i rinforzi modificano il modo in cui l’ambiente guida il comportamento (se c’è il cibo, il cane fa quella cosa).I risultati dell'apprendimento sono questi: Acquisizione Estinzione Generalizzazione dello stimolo Punizione 1.ACQUISIZIONE L’acquisizione è l’apprendimento di qualcosa di nuovo e il modo in cui acquisiamo le informazioni, si verifica quando una risposta viene seguita da un rinforzo e diventa più forte nell’ambiente in cui si è verificata ha diversi processi: ‣ abituazione → processo di esplorazione del contesto dello stimolo considerando cosa può portare alla risposta effettiva, anche scartando gli stimoli che non servono, per abituazione intendiamo quindi gli stimoli ambientali che evocano delle risposte(risposte di orientamento)che tendono a scomparire se non generano conseguenze precise (il gatto all’interno della scatola incominciava a girare e scartava alcuni stimoli perché non lo aiutavano ad avvicinarsi alla levetta, e dunque alla risposta che è il cibo). La nostra mente immagazzina le informazioni dall’ambiente e inizia a scartare gli stimoli che non sono efficaci, attraverso il processo di abituazione certi stimoli non verranno associati alla risposta (al cibo per il gatto), perché ho già visto che non mi hanno portato a niente.L’abituazione assicura che nell'ambiente test la forza delle risposte che potrebbero competere con pressione leva sia bassa, una volta avvenuta l’abituazione e addestramento all’alimentazione anche una sola pressione seguita da cibo aumenta la forza di questa risposta. ‣ shaping o modellaggio → Quando dobbiamo mettere in atto una risposta complessa, che necessita un comportamento complesso, solitamente non riusciamo subito, ma possiamo essere rinforzati nelle approssimazioni successive (riesco a fare una cosa un pochettino meglio? rinforzo. la rifaccio un pochettino meglio? rinforzo... finché non la riesco a fare in maniera complessa).Spesso l’acquisizione richiede modellaggio, procedura che consente di acquisire una risposta complessa prestabilita grazie al rinforzo di approssimazioni successive sempre più vicine alla risposta desiderata (step by step).Nel caso dei bambini (fase in cui è più più evidente il processo di apprendimento) si parla proprio di zona di sviluppo prossimale. Anche il passaggio dal gattonare al camminare non arriverà in maniera immediata, ma probabilmente comincerà a sollevarsi un pochino con un piede, un pochino con l’altro... è difficile che inizi subito a camminare. In termini di rinforzi e di sostegno all’apprendimento, dobbiamo accompagnare il bambino a sviluppare quelle capacità che lo stanno avvicinando al camminare. Il fatto che si incominci a sollevare, che incominci a tirare su una gamba... sono tutti comportamenti da rinforzare perché sono approssimazioni successive alla risposta desiderata. Mentre il bambino farà tutti quei tentativi, apprenderà le contingenze naturali: potrà pensare ‘mentre io faccio questa cosa sto proprio dritto e mi sento più stabile’. Avrà quindi delle risposte di contingenza che liberano dei feedback positivi che fungeranno da rinforzo.La risposta più efficace è soggetta al modellaggio da parte di contingenze naturali o di relazioni sequenziali.Un altro modo è la concatenazione delle risposte ed è una forma di modellaggio molto utile per addestramento comportamentale. Succede che ci sono alcuni comportamenti che non sono approssimazioni a un comportamento complesso (come può essere il camminare), ma ci sono alcune azioni che possono essere anche divise in concatenazioni di azioni. Per esempio nel caso di persone con una disabilità grave all'interno dello spettro autistico con un basso funzionamento: cosa succede? Per fargli apprendere gesti come per esempio il chiudere la porta, il lavarsi denti, vestirsi... non posso fare una approssimazione al vestirsi, ma posso rinforzare la concatenazione di risposte: cioè ti sei avvicinato all'armadio e hai preso le cose? rinforzo. Ti sei messo i pantaloni nel verso dritto e non in quello storto?rinforzo. LA SELEZIONE NATURALE E L’ACQUISIZIONE La sensibilità al rinforzo è sempre un prodotto della selezione,deve contribuire al successo riproduttivo se si vuole che i meccanismi responsabili del rinforzo vengano selezionati, l’acquisizione ha un valore adattivo.I comportamenti appresi influenzano la competizione per il partner e il successo riproduttivo, la selezione naturale favorisce i processi biologici che hanno consentito l’apprendimento. Es. avversioni gustative → interazione tra selezione naturale e acquisizione di comportamenti appresi (es. complicazione trattamento chemioterapico) La sensibilità al rinforzo è sempre un prodotto della selezione, ovvero acquisisco qualcosa che mi serve al livello evolutivo. Quindi anche l’evoluzione ha selezionato quelli che sono i processi di acquisizione che vale la pena mantenere. L’acquisizione quindi ha valore adattivo. Es. Betta Splendens, hanno visto che se ci sono più pesci maschi in presenza di un pesce femmina, inizia la competizione tra i maschi per la riproduzione della specie. Se però i pesci maschi venivano messi prima nella vasca con altri pesci maschi, chi incominciava a sviluppare l’istinto di competizione anche senza la femmina, quando poi si trovava nella condizione di competere effettivamente con la femmina aveva un vantaggio evolutivo. Questo comportamento quindi è stato selezionato a favore perché favoriva l’accoppiamento. Un altro esempio sono le avversioni gustative: se mangio una cosa ed è cattiva non la mangio,potrebbe essere andata male quindi sto tutelando la mia sopravvivenza e conseguenzialmente quella della specie. L’avversione gustativa è un’associazione per lo più evolutivamente vantaggiosa, ma vi sono anche contesti in cui non lo è, es. complicazione trattamento chemioterapico→ si consiglia spesso al paziente di non mangiare prima del trattamento qualcosa che gli piace, perché successivamente si avrà nausea a causa dei farmaci, quindi si tenderà ad associare, erroneamente e inconsapevolmente, la nausea al cibo che in realtà gli piace, e questa associazione non è vantaggiosa. Abbiamo diverse tipologie di rinforzo perché non tutti i rinforzi evocano risposte facilmente misurabili(es. elogio), una volta che i loro meccanismi di apprendimento di si sono evoluti la loro espressione comportamentale non deve per forza essere collegata all’ambiente. Per studiare questi rinforzi scoprirono che molti stimoli possono diventare rinforzi se precedono uno stimolo che è a sua volta un rinforzo. Gli stimoli che funzionano da rinforzi sono detti rinforzi condizionati dal momento che la funzione di rinforzo è condizionata dall’esperienza , vengono anche detti rinforzi secondari. Tali rinforzi aumentano l’apprendimento dell’ambiente sulla persona sulla base della sua esperienza.Sono stimoli che funzionano da rinforzi dal momento che sono condizionati dall'esperienza. Nel corso dello sviluppo, i rinforzi sono prevalentemente secondari (l’elogio è un rinforzo condizionato che io apprendo sulla base dell’esperienza, apprendo che se io faccio quella cosa, poi ho quel rinforzo).Mentre i rinforzi incondizionati detti anche rinforzi primari sono stimoli che evocano un comportamento in seguito alla selezione naturale. I MECCANISMI NEURALI DEL RINFORZO: Cosa succede nel nostro cervello quando parliamo di rinforzo?Nel nostro cervello ci sono due sistemi: il dopaminergico (rilascia dopamina) e il serotoninergico (rilascia serotonina).La dopamina viene rilasciata proprio con questo meccanismo del rinforzo: il gioco d’azzardo, che funziona sulla base di associazioni, rinforzi e di funzioni, funziona perché va ad attivare il sistema dopaminergico(abbiamo il bisogno di una continua ricerca, un continuo puntare sempre più in alto). Il sistema dopaminergico si sviluppa nell’area tegmentale ventrale, la più interna del cervello per cui una persona e va nella parte frontale che si dice abbia una disregolazione di impulsi, è avventata, è disregolata, potrebbe avere un danno o un malfunzionamento legato a tale area, poiché intacca la ricerca del rinforzo, della cosa piacevole, della scarica di dopamina che ci fa sentire la piacevolezza del rinforzo nel momento in cui il nostro cervello fa delle associazioni.Paziente frontali: ha avuto un trauma al livello frontale e il sistema dopaminergico diventa molto prorompente.L’altro sistema è il sistema serotoninergico e regola l’umore, i processi di memoria, si dice ad esempio che le persone depresse hanno una riduzione in questi due sistemi o nella produzione o nella riduzione dei neurotrasmettitori. ESTINZIONE Estinzione ossia perdere, dimenticare qualcosa che si è precedentemente appresa ciò accade quando una risposta cessa di essere eseguita da rinforzo con il risultato che il comportamento si indebolisce progressivamente (se il gatto continua a premere la levetta ma non ottiene il cibo, quel comportamento andrà in estinzione, perché non è più seguito da rinforzo). ‣ quanto tempo ci vuole affinché perdiamo un apprendimento? è stato fatto un esperimento nel 1978: nel primo caso si dava uno stimolo condizionato in seguito a uno stimolo incondizionato e si aveva l’apprendimento. Poi si provo a dare uno stimolo condizionato con diverse percentuali e si notò Se il 100% delle volte che c'è il suono c'è il cibo; Se il 50% delle volte che c'è il suono c'è il cibo; Se il 25% delle volte che c'è il suono c'è il cibo. Non si modifica il comportamento perché una volta che abbiamo appreso qualcosa, anche se la frequenza di presentazione dello stimolo eccitante è a intermittenza, il nostro comportamento non va in estinzione. Anzi, nel caso specifico del cane imparerà ancora meglio a stare seduto, perché se il rinforzo è intermittente il pensiero è ‘vediamo se lo rifaccio e funziona’.La riduzione progressiva del numero di rinforzi quindi non aveva quasi effetto sul livello di risposta quindi una volta acquisito il comportamento può essere mantenuto con meno rinforzi senza perdere forza.Il rinforzo intermittente accresec la resistenza all’estinzione. Il comportamento va invece in estinzione quando ogni volta che una risposta non viene rinforzata. quando ogni volta che il cane si siede, io NON gli do il croccantino quindi non seguo le condizioni necessarie all'apprendimento e quindi la costanza e la contingenza , quindi quando con una costanza elevata allo stimolo condizionato con segue lo stimolo incondizionato.SC→NO SI → ESTINZIONE L’estinzione tuttavia non è permanente non rimuove del tutto gli effetti di un apprendimento precedente può avvenire quello che viene chiamato recupero spontaneo(più rapido dell’acquisizione originaria)una delle cause che permettono di fare ciò potrebbe essere che non tutti gli stimoli presenti nell’acquisizione fossero presenti durante l’estinzione. Quindi non perdiamo tutto, ma una gran parte, così nel momento in cui veniamo riesposti a quello stimolo o a quel contesto lo riprendiamo.Più l’ambiente di apprendimento è simile a quello dell’ estinzione più persistente sarà il comportamento durante l’estinzione.Se torno nel contesto in cui facevo uso di droga per esempio tendo a riprendere il comportamento. Lezione 6 GENERALIZZAZIONE DELLO STIMOLI Un altro aspetto importante è la generalizzazione dello stimolo. Se lo stimolo originario (ad esempio, un suono specifico di una campanella) viene sostituito con uno simile (un’altra campanella), il comportamento appreso può comunque verificarsi. Questo dimostra che l’apprendimento non è rigidamente specifico, ma si generalizza.Gli effetti dell’esperienza devono andare oltre la particolarità dell’ambiente di acquisizione, il processo per cui l’apprendimento verificatosi in un contesto influenza il comportamento in contesti similari. Ad esempio, in un esperimento con un piccione nella gabbia di Skinner,ovvero una gabbia in cui se l’animale fa un’azione riceve un rinforzo, hanno messo un piccone davanti a dei bottoni di colore diverso. Ad esempio davano il rinforzo quando il piccione schiacciava quello giallo, ma se il piccione vedeva un dischetto arancione, simile al giallo, produceva la risposta, mentre se ad esempio era nero il piccione non produceva risposta (processo evolutivamente vantaggioso). Infatti l’apprendimento è realmente vantaggioso quando stimoli simili possono comunque provocare la stessa risposta appresa, perché cosi facendo dovrò fare meno apprendimenti.In questo esperimento quindi il colore del disco veniva occasionalmente cambiato per brevi periodi di tempo quando il rinforzo era assente→ anche se risposta operante rinforzata solo in presenza di stimolo giallo-verde si verificava anche con uno stimolo diverso non rinforzato → la f di risposta variava in funzione del grado di somiglianza con lo stimolo di addestramento → il comportamento rinforzato solo in un contesto si verifica anche in altri se questi hanno alcuni stimoli in comune con l’ambiente originario di acquisizione L’apprendimento è economico perché: 1. Una volta appresa un’associazione, è difficile mandarla in estinzione. 2. Non servono nuovi apprendimenti per stimoli simili, poiché questi attivano lo stesso comportamento. PUNIZIONE Se invece di un rinforzo ricevo un malus e quindi qualcosa che mi fa male apprendo comunque?No in questo caso non si tratta di rinforzo ma di punizione,si perde quindi l’apprendimento si va in estinzione in quanto le condizioni necessarie per l’apprendimento sono la contingenza temporale la continuità e la divergenza , se una volta un ratto prende una scossa dalla levetta, non succede nulla se tuttavia se c’è un'associazione costante tra la punizione e l’azione eseguita si va in estinzione.Gli stimoli che fungono da punizioni generano fuga o risposta di allontanamento. Quando uno stimolo funge da rinforzo la risposta operante e la risposta condizionata non interferiscono fra loro, un ratto può premere leva e anche salivare nello stesso momento.Ma nel caso in cui la leva rinforzata dal cibo desse scossa, la RC allo stimolo ambientale include una risposta di fuga indotta dalla scossa e una serie di risposte emotive mediate dal sistema nervoso autonomo.L’interferenza tra risposta operante e risposta condizionata genera una diminuzione di risposte. REC:RISPOSTA EMOTIVA CONDIZIONATA E’ una procedura di soppressione del condizionamento, cerca di fornire tramite l’interferenza fra le due risposte la misura indiretta delle risposte emotive.Il suono viene assocciato alla scossa,che ogni tanto viene presentata mentre l’animale sta compiendo la risposta operante e quindi muovendo la leva per ottenere cibo. Dopo diverse associazioni suono=scossa la risposta diminuisce dopo aver sentito il suono ancor prima di ricevere la scossa, dunque le risposte emotive interferiscono con quelle strumentali. Gli stimoli che sono stati associati con stimoli avversivi possono fungere da punizioni condizionate per altri comportamenti. Un comportamento può essere rafforzato se è seguito o da uno stimolo appetitivo o se fa cessare uno stimolo avversivo e in questo caso abbiamo un rinforzo positivo o un rinforzo negativo. Un comportamento può essere indebolito quando è seguito o da uno stimolo aversivo o dalla cessazione di uno stimolo appetivo e in questo caso abbiamo una punizione positiva o una punizione negativa. Un rinforzo è perciò ciò che aumenta la probabilità che un comportamento si ripeta, mentre la punizione riduce tale probabilità. Entrambi si dividono in positivo e negativo. Rinforzo positivo: Aggiungo qualcosa di piacevole per aumentare un comportamento.es: se facciamo un compito bene e riceviamo un voto positivo. Rinforzo negativo: Rimuovo qualcosa di spiacevole per aumentare un comportamento es:fa caldo e vi do dell’acqua per rinfrescarvi.Il rinforzo negativo non è “cattivo” o “brutto”; semplicemente comporta la rimozione di uno stimolo spiacevole. Punizione positiva: Aggiungo qualcosa di spiacevole per ridurre un comportamento.Esempio: Passate col rosso e ricevete una multa. Punizione negativa: Rimuovo qualcosa di piacevole per ridurre un comportamento.Esempio: Togliere un giocattolo a un bambino che si comporta male. Per riconoscere di cosa si tratta dobbiamo fare caso che nel rinforzo “positivo” o “negativo”, si guarda se si aggiunge o si rimuove qualcosa, invece nella punizione “positiva” o “negativa”, si guarda se si aggiunge un danno o si rimuove qualcosa di piacevole se ci sono stimoli che generano una fuga o una risposta di allontanamento e non mi provoca beneficio, o mi provoca dolore, sarà una punizione che si presenterà quando risposta condizionante e risposta operante interferiranno tra loro; ad esempio il gattino ha imparato che se preme la leva gli danno cibo, se dopo aver fatto ciò la levetta genera una scossa, allora sentirà un conflitto perché da una parte ha una ricompensa e dall’altra prova sofferenza.Ricordare le differenze tra i rinforzi e le punizioni positive e negative potrebbero esserci nelle domande chiuse. IL COMPORTAMENTO DI SOGGETTI CHE HANNO AVUTO MOLTEPLICI ESPERIENZE DI APPRENDIMENTO Viviamo immersi in un mondo di stimoli e i nostri comportamenti complessi derivano dall’accumulo di apprendimenti base. Questi si sommano gradualmente fino a formare comportamenti più articolati i comportamenti complessi sono il prodotto cumulativo dei processi fondamentali di apprendimento propri dell’evoluzione. In particolare prodotti da una lunga storia di rinforzi abbiamo: -l’apprendimento sensoriale; - controllo verbale; -apprendimento mediante osservazione; Esistono diversi modelli di apprendimento tra cui: -Apprendimento sensoriale: Basato sui sensi e sulle associazioni basilari tra contesto e risposta per esempio imparare a togliere la mano dal fuoco inizio perciò a percepire, vedere , ascoltare, apprendo tramite l’esperienza di diversi contesti ,è un processo attraverso cui viene acquisita una relazione contesto-contesto. -Apprendimento latente: Accumulo di informazioni senza un utilizzo immediato.E’ un apprendimento che spesso è basato su informazioni che accumuliamo senza rendercene conto, talvolta ci capita di apprendere comportamenti in esperienze precedenti e ritrovare tali apprendimenti al momento del bisogno.Esempio: Durante un tirocinio, osserviamo procedure che useremo in futuro oppure come un ratto che aveva appreso la relazione fra gli stimoli all’interno del labirinto e questo ha facilitato l’apprendimento a uscire dal labirinto quando l’azione di correre era stata rinforzata. Memoria e ippocampo La memoria è fondamentale per l’apprendimento sensoriale e latente in quanto è necessaria per entrambi. L’ippocampo, la struttura cerebrale dedicata alla memoria, , che riceve input dai neuroni polisensoriali della corteccia sensoriale associata e invia output polisinaptici a queste stesse regioni permettendo di creare mappe cognitive con le quali spaziamo per ricordarci quanto appreso. Queste rappresentazioni ci permettono di orientare i nostri comportamenti e recuperare informazioni apprese in precedenza. Controllo verbale Con l’esperienza il comportamento è guidato da stimoli discriminativi di apprendimenti precedenti in particolare stimoli verbali forniti da altri che danno direzioni ed istruzioni.Un comportamento con queste origini è definito comportamento guidato da regole per distinguerlo da quello guidato da contingenze che è il risultato diretto del rinforzo.Il comportamento guidato da regole persiste se è coerente con la contingenza di rinforzo. L’apprendimento guidato da regole avviene grazie a istruzioni fornite da altri, che ci insegnano come eseguire compiti specifici.È persistente quando il comportamento appreso è coerente con i rinforzi ricevuti. E’ il più frequente ed uno dei comportamenti per esempio che avviene così è l’imparare a scrivere, a studiare ecc, queste azioni sono guidate da regole. Le regole funzionano quando sono coerenti al rinforzo: ad esempio se diciamo ad un paziente cosa fare e poi lui non si sente meglio, abbandonerà quel comportamento.Quindi se le regole ci portano a un rinforzo, continueremo a rispettarle. Al contrario, se un comportamento guidato da regole non porta al rinforzo, probabilmente smetteremo di adottarlo. Questo processo di apprendimento avviene nella quotidianità. Ad esempio, se il metodo con cui affrontiamo un esame non ci porta buoni risultati, cercheremo un metodo alternativo. Apprendimento osservazionale Un altro tipo di apprendimento fondamentale è quello osservazionale, che avviene grazie ai neuroni specchio. Quando osserviamo una persona svolgere un’azione, le nostre aree cerebrali, neuroni motori, si attivano come se stessimo svolgendo quell’azione. Non stiamo compiendo l’azione, ma è come se stessi allenando il mio cervello per eseguirla.Ad esempio, un giocatore di basket che osserva un altro fare canestro può apprendere come fare canestro osservando e attivando i neuroni specchio. Questo apprendimento è particolarmente utile quando il canale sensoriale o il controllo verbale non funzionano, osservo ciò che fa l’altro e, vedendolo ottenere un rinforzo avrò anche io un rinforzo. Nel caso dei bambini, ad esempio, il comportamento osservazionale è importante: vedere un adulto lavarsi i denti può spingerlo a imitarlo.Quando il comportamento altrui fornisce rinforzi condizionati questi possono rafforzare l’attività dei neuroni specchio e così rafforzare il comportamento osservato in noi stessi. Se all’osservazione si aggiunge la pratica, allora si passa dall’apprendimento osservazionale all’imitazione. Insight L’apprendimento tramite insight è un’altra forma interessante ed è l’ultima che affronteremo. Si tratta di quel momento in cui “ci si accende una lampadina”. È un tipo di apprendimento che sembra emergere improvvisamente.Un classico esperimento sull’insight è quello del macaco: gli vengono lasciati dei pallet e delle banane appese al soffitto. Dopo diversi tentativi, il macaco impila i pallet per raggiungere le banane.