Deficit cognitivo
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Università degli Studi di Macerata (UNIMC)
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Summary
La presentazione "Deficit cognitivo" illustra le caratteristiche, diagnosi, eziologia e trattamenti del deficit cognitivo. Vengono esaminate diverse sindromi e patologie correlate, offrendo una panoramica completa per una comprensione approfondita del tema.
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IL Deficit cognitivo CARATTERISTICHE DIAGNOSTICHE 3 criteri necessari per poter effettuare la diagnosi Criterio A: funzionamento intellettivo generale significativamente al di sotto della media : un QI inferiore a 70 sulla base dei test cognitivi specifici. Criterio B: signif...
IL Deficit cognitivo CARATTERISTICHE DIAGNOSTICHE 3 criteri necessari per poter effettuare la diagnosi Criterio A: funzionamento intellettivo generale significativamente al di sotto della media : un QI inferiore a 70 sulla base dei test cognitivi specifici. Criterio B: significative compromissione del funzionamento adattativo in almeno due delle seguenti abilità: comunicazione, cura della persona, vita in famiglia, capacità sociali/interpersonali, uso delle risorse della comunità, autodeterminazione, capacità di funzionamento scolastico, lavoro, tempo libero, salute, sicurezza. Criterio C: esordio evolutivo. CARATTERISTICHE CLINICHE Sono frequenti ma, non costanti e possono avere diversa importanza e gravità: Difetto di assimilazione delle esperienze: il processo percettivo è incompleto non per anomalia degli organi di senso periferici ma per un difetto dei poteri di analisi di comparazione e di integrazione cerebrali. Difetto di organizzazione motoria o insufficienze psicomotorie: difficoltà di programmare il movimento nello spazio e nel tempo; goffaggine grosso e/o fino-motoria; difficoltà di equilibrio statico e dinamico e di controllo posturale, coordinazione imprecisa. Difetti del linguaggio: disartria, disturbi di pronuncia, di articolazione e di ritmo, che spesso si presentano come difetti di sviluppo delle attitudini di base che guidano la formazione del linguaggio. Difficoltà ad accedere al pensiero astratto: incapacità di stabilire relazioni complesse tra gli oggetti. Quest’ultimo è un criterio essenziale per fare diagnosi di Ritardo Mentale: di solito i contenuti del pensiero rimangono, anche dopo la pubertà, ancorati al concreto,all’esperienza, alle impressioni sensoriali, manca inoltre la proiezione di sé nel tempo o la prevedibilità dell’atto. Disomogeneità cognitiva: esistono aree più o meno sviluppate, ma è difficile trovare aree di funzionamento del tutto normali. Sono compromessi i meccanismi cognitivi volontari, mentre i processi automatici sono maggiormente risparmiati. Disturbi nella condotta: sono legati alle interazioni con l’ambiente, al livello di motivazione, alla parziale comprensione delle situazioni personali ed ambientali con difficoltà nel posticipare la gratificazione o nel pensiero sequenziale. Difetto di autoconsapevolezza: difficoltà nella gestione consapevole dei propri strumenti mentali e delle proprie conoscenze, che porta ad un difetto di utilizzazione delle proprie esperienze e dei meccanismi di autoregolazione. Apprendimento più lento e difficile: il rallentamento in genere è progressivo, fino talvolta a un ristagno nell’adolescenza. Si osserva una sovrapposizione disordinata di modalità di pensiero diverse, con difficoltà nella struttura gerarchica cognitiva Ritardi affettivi e problematiche emotive: emotività e impulsività talvolta incontrollata per insufficiente elaborazione degli stimoli; si presentano talvolta ansia profonda legata a bassa autostima o sintomi depressivi; spesso ridotta tolleranza alla frustrazione Età cognitiva differente rispetto all’età anagrafica LE FORME LIMITE O BORDERLINE COGNITIVI (QI 70) Si parla di Forme Limite in presenza persone con capacità intellettive tipiche, ostacolate nella loro utilizzazione da fattori sociali o affettivi. Il bambino percependo che l’ambiente lo considera deficitario, comincia a funzionare in modo povero e ridotto: da uno stato di blocco transitorio si può passare ad un deficit permanente, dove la personalità si struttura in modo deficitario. Il profilo psicometrico è caratterizzato da: basse prestazioni ai test verbali, buon livello nelle prove di performance e nei test percettivi e motori di velocità e precisione. PREVALENZA 2-3 % Frequenza secondo il grado: dc lieve 80% dc moderato 12% dc severo 7% dc profondo