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Questions and Answers
Quale caratteristica principale distingue il rapporto di Alfieri con l'Illuminismo rispetto alle idee illuministe tradizionali?
Quale caratteristica principale distingue il rapporto di Alfieri con l'Illuminismo rispetto alle idee illuministe tradizionali?
- Alfieri supporta le riforme sociali e politiche promosse dall'Illuminismo.
- Alfieri associa la libertà all'arte e alle passioni, contrapponendosi all'enfasi illuminista sulla ragione. (correct)
- Alfieri riduce l'importanza dell'arte come mezzo di espressione politica.
- Alfieri enfatizza la razionalità e la scienza come fondamenti della libertà individuale.
Secondo Alfieri, il 'forte sentire' è un elemento secondario nella creazione letteraria.
Secondo Alfieri, il 'forte sentire' è un elemento secondario nella creazione letteraria.
False (B)
Qual è l'elemento dominante che caratterizza la figura del tiranno nelle tragedie di Alfieri?
Qual è l'elemento dominante che caratterizza la figura del tiranno nelle tragedie di Alfieri?
La brama di potere
Nella tragedia 'Saul', il protagonista si suicida sopraffatto dal ______ e dalla paura.
Nella tragedia 'Saul', il protagonista si suicida sopraffatto dal ______ e dalla paura.
Abbina le seguenti tragedie di Alfieri ai temi principali che trattano:
Abbina le seguenti tragedie di Alfieri ai temi principali che trattano:
Quale fase del processo compositivo delle tragedie di Alfieri è caratterizzata dalla scrittura in prosa con impeto e libertà emotiva?
Quale fase del processo compositivo delle tragedie di Alfieri è caratterizzata dalla scrittura in prosa con impeto e libertà emotiva?
Alfieri era soddisfatto del teatro tragico francese del suo tempo e cercò di imitarlo nelle sue opere.
Alfieri era soddisfatto del teatro tragico francese del suo tempo e cercò di imitarlo nelle sue opere.
Quale caratteristica del linguaggio tragico di Alfieri contribuisce al suo impatto immediato sul pubblico?
Quale caratteristica del linguaggio tragico di Alfieri contribuisce al suo impatto immediato sul pubblico?
Nel sonetto 'Sublime specchio di veraci detti', Alfieri descrive la propria identità come ______ e contraddittoria.
Nel sonetto 'Sublime specchio di veraci detti', Alfieri descrive la propria identità come ______ e contraddittoria.
Quale autore del sonetto-autoritratto presentò un'immagine dinamica e in costante evoluzione di sé?
Quale autore del sonetto-autoritratto presentò un'immagine dinamica e in costante evoluzione di sé?
Il Neoclassicismo trae la sua ispirazione principalmente dai testi antichi piuttosto che dalle immagini delle arti visive.
Il Neoclassicismo trae la sua ispirazione principalmente dai testi antichi piuttosto che dalle immagini delle arti visive.
Qual è l'obiettivo principale del linguaggio neoclassico, secondo il testo?
Qual è l'obiettivo principale del linguaggio neoclassico, secondo il testo?
Winckelmann definisce l'ideale estetico del Neoclassicismo con le parole 'nobile semplicità' e ______.
Winckelmann definisce l'ideale estetico del Neoclassicismo con le parole 'nobile semplicità' e ______.
Abbina le seguenti figure del Neoclassicismo alle loro posizioni o opere principali:
Abbina le seguenti figure del Neoclassicismo alle loro posizioni o opere principali:
Quale elemento introduce una nota di malinconia nell'ideale armonico del Neoclassicismo?
Quale elemento introduce una nota di malinconia nell'ideale armonico del Neoclassicismo?
Quale di questi avvenimenti non contribuì al rinnovato interesse per l'antichità durante l'epoca neoclassica?
Quale di questi avvenimenti non contribuì al rinnovato interesse per l'antichità durante l'epoca neoclassica?
La tragedia 'Merope' di Alfieri è caratterizzata da un finale tragico, coerente con il suo stile drammatico.
La tragedia 'Merope' di Alfieri è caratterizzata da un finale tragico, coerente con il suo stile drammatico.
Quale tema principale esplora Alfieri nella tragedia 'Mirra'?
Quale tema principale esplora Alfieri nella tragedia 'Mirra'?
Il sonetto 'Tacito orror di solitaria selva' rappresenta l'animo di Alfieri in conflitto con ______.
Il sonetto 'Tacito orror di solitaria selva' rappresenta l'animo di Alfieri in conflitto con ______.
Abbina le seguenti fasi del processo compositivo di Alfieri alle loro caratteristiche principali:
Abbina le seguenti fasi del processo compositivo di Alfieri alle loro caratteristiche principali:
Flashcards
Grand Tour
Grand Tour
Viaggio tipico dei giovani nobili europei per scoprire nuove culture.
Scrivere per Alfieri
Scrivere per Alfieri
Ricerca della pace interiore attraverso la scrittura.
Grandi scrittori per Alfieri
Grandi scrittori per Alfieri
Dotati di animo elevato e sensibilità profonda.
"Forte Sentire"
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Le tragedie di Alfieri
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Processo creativo di Alfieri
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Saul di Alfieri
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Mirra (Alfieri trama)
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Temi delle 'Rime' di Alfieri
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"Tacito orror di solitaria selva"
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Neoclassicismo
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Winckelmann e il Laocoonte
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Origini del Neoclassicismo
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Anton Raphael Mengs
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Giovan Battista Piranesi
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Study Notes
La Vita di Vittorio Alfieri
- Vittorio Alfieri nacque ad Asti, in Piemonte, nel 1749, da una famiglia nobile, ricca e influente.
- Rimasto presto orfano del padre, visse in agiatezza economica e frequentò l'Accademia Militare di Torino.
- Insofferente alla carriera militare, la giudicava limitante.
- Intraprese il Grand Tour, visitando città come Parigi, Londra, l'Olanda, la Spagna, il Portogallo, la Scandinavia e la Russia.
- I suoi viaggi lo portarono a scoprire nuove culture e a formare una personalità inquieta e anticonformista.
- Durante i suoi viaggi, Vittorio aveva spesso relazioni con donne sposate.
- Tornato a Torino, Alfieri incontrò Gabriella Falletti, una donna sposata più anziana di lui, che ebbe un profondo impatto sulla sua vita.
- Iniziò a scrivere in questo periodo, cominciando con la tragedia "Cleopatra".
- Scrivere divenne per lui una ricerca della pace interiore.
- Nel 1775 interruppe la relazione con Gabriella e si dedicò ai suoi studi, leggendo classici, illuministi e Shakespeare.
- Sviluppò un'ammirazione per le "Vite parallele" di Plutarco.
- Nel 1777 conobbe Luisa Stolberg, contessa di Albany, che divenne sua compagna e curò la pubblicazione postuma delle sue opere.
- Nel 1778, disgustato dalla tirannia e dalle strutture nobiliari, Alfieri rinunciò ai suoi titoli e si trasferì in Toscana.
- Si dedicò interamente alla letteratura, iniziando una produzione letteraria intensa e variegata.
- Vittorio Alfieri morì nel 1803.
Il Rapporto con l'Illuminismo e il Sublime
- Il rapporto di Alfieri con l'Illuminismo è complesso, focalizzato su libertà e sublime.
- L'Illuminismo enfatizza la libertà individuale legata a ragione e razionalità.
- Alfieri associa la libertà all'arte e alle passioni.
- La libertà è fondamentale per l'artista, che deve essere indipendente dal potere politico.
- La sua visione è una ribellione individuale contro la tirannia, espressa attraverso la letteratura.
- A differenza dell'Illuminismo, esalta un individualismo artistico che esprime il "forte sentire" senza limiti.
- Il concetto di "sublime" è legato al "forte sentire" e al "robusto pensare", conferendo alla sua poesia "maestà e sublimità".
- Il sublime è un'esperienza artistica che suscita un "orrore dilettevole".
- Si manifesta attraverso ambienti naturali selvaggi, paesaggi smisurati ed eroi che lottano per libertà e dignità.
La Rappresentazione delle Passioni
- La poesia di Alfieri ruota attorno alla libertà e all'aspirazione umana.
- La libertà è condizionata da passioni e pulsioni.
- Alfieri si concentra sull'espressione della dinamica tra individuo e storia, rivelando l'animo umano attraverso l'autoanalisi.
- La chiave per rappresentare l'umanità è la conoscenza, non l'imitazione, influenzato da Michel de Montaigne.
- L'arte diviene un insegnamento per essere consapevoli dei propri limiti.
- Alfieri si pone come osservatore acuto e artista che supera l'imitazione.
- Distingue tra grandi scrittori, con "alto animo" e "forte sentire", e autori inclini a compromessi.
- Si pone al di sopra della comune umanità, come antagonista del tiranno e uomo libero.
- Consapevole della sua doppia personalità, come Achille eroico e Tersite comico.
- La sua opera include sia tragedie che opere comico-satiriche.
- Non educa solo gli altri, ma anche sé stesso, dedicando le "Satire" all'ammaestramento morale.
- L'autoironia della "Vita" lo rende consapevole dei suoi limiti, avvicinando la sua opera alla sensibilità moderna.
II Forte Sentire
- Il testo di Alfieri sottolinea l'importanza del "forte sentire" come fondamento della creazione letteraria.
- Questo sentire profondo è imprescindibile per inventare personaggi e storie di grande impatto.
- Lo scrittore è superiore agli eroi che rappresenta, possedendo l'arte di inventarli e di esprimerli con dignità e verità.
- La struttura argomentativa è deduttiva, enfatizzando l'importanza dell'arte nella scrittura.
- Sostituisce una poetica dell'imitazione con una dell'invenzione, sottolineando il genio creativo dell'autore.
- L'opera letteraria è vista come dotata di un'utilità che trascende il tempo.
- Alfieri esalta lo scrittore come artefice superiore, capace di generare opere che trascendono il tempo.
Le Tragedie
- Le tragedie di Vittorio Alfieri sono caratterizzate dal contrasto drammatico tra l'ideale e il reale, espresso attraverso la forza delle passioni e il sentimento eroico della politica e della storia.
- Il genere tragico, con i suoi personaggi eccezionali e la conflittualità irrisolvibile con il potere, è particolarmente congeniale alle esigenze dell'autore.
- Presentano spesso uno scontro tra un eroe "positivo" e un eroe "negativo", il tiranno.
- I rapporti familiari spesso legano i due antagonisti, trasformando il dramma in una tragedia familiare.
- La prima fase della produzione tragica inizia con il "Filippo" (1775), seguito da tragedie come "Polinice", "Antigone", "Agamennone" e "Oreste".
- Questi drammi presentano personaggi di grandezza sovrumana ostacolati da un ambiente ostile, generando un profondo pessimismo esistenziale.
- Nella fase successiva, fino al 1782, emergono tragedie come "Congiura de' Pazzi", "Don Garzia", "Maria Stuarda" e "Rosamunda", con temi di libertà e eroismo.
- Gli intrecci si fanno più complessi e i personaggi appaiono deboli e fragili.
- "La Merope" è l'unica tragedia a lieto fine di Alfieri.
- Negli ultimi anni (1782-1788), Alfieri crea opere come "Saul" e "Mirra", definite capolavori.
- In queste tragedie, l'individualismo eroico entra in crisi.
- "Saul" mostra la debolezza del tiranno di fronte al destino.
- "Mirra" evidenzia la miseria e l'infelicità della condizione umana.
Il Processo Compositivo delle Tragedie
- Il processo di scrittura di Alfieri è caratterizzato da una complessa elaborazione in tre fasi fondamentali: ideare, stendere e verseggiare.
- Nella fase di ideazione, Alfieri struttura il dramma dividendo le vicende in atti e scene, sfruttando la potenza della sua immaginazione per delineare l'architettura complessiva dell'opera.
- Nella successiva fase di "stendere", scrive i dialoghi in prosa con impeto, senza preoccuparsi immediatamente dello stile o del pensiero, lasciando che le passioni si esprimano liberamente.
- Questo approccio gli permette di catturare l'essenza dei personaggi e delle loro emozioni prima di curare la forma linguistica.
- Nella fase di "verseggiare", trasforma la prosa in versi, applicando una rielaborazione razionale che valorizza il materiale con lo stile e tecniche retoriche appropriate.
- Queste fasi non sono lineari, poiché Alfieri rielabora ripetutamente i testi, lavorando spesso su diverse tragedie contemporaneamente.
- Inizialmente compose in francese per poi tradurre e rielaborare in italiano, pubblicando infine due edizioni delle sue opere.
Lo Stile Tragico
- Il teatro tragico italiano non era molto sviluppato fino al Settecento.
- Alfieri conosceva e voleva superare autori come Trissino e Maffei.
- Criticava anche il teatro francese per essere troppo complesso e sentimentale.
- Basava la sua idea del teatro sulle sue lettere e saggi.
- Criticava gli autori francesi Corneille e Racine per i loro intrecci troppo complicati e per aver ridotto l'impatto delle emozioni.
- Proponeva invece un racconto semplice e lineare, seguendo le regole di Aristotele.
- Questo gli permetteva di esprimere la drammaticità in modo chiaro e forte.
- Per Alfieri, solo i protagonisti dovevano parlare e agire, perché le loro parole dovevano avere un impatto immediato.
- I monologhi aiutavano a spiegare i sentimenti e le motivazioni dei personaggi.
- La struttura drammatica portava gli eventi verso una catastrofe finale, usata in modo nuovo come effetto scenico.
- Usava un linguaggio tragico breve e spezzato, con un ritmo aspro e poco musicale.
- Preferiva parole concrete e poche metafore, basando il suo stile sullo studio dei classici italiani e latini.
- Si ispirava ai classici italiani e latini, guidato dalle opere di Seneca nella creazione di un linguaggio tragico efficace nella scelta di temi come la lotta tra tirannide e libertà.
Ideare, Stendere e Verseggiare
- Alfieri descrive il suo metodo di scrittura nel quadro di una creazione quasi divina.
- Paragona la sua opera a un'azione divina, assimilandosi al Dio biblico che dà vita con il suo soffio.
- Presenta l'opera d'arte come un organismo vivente che nasce e si sviluppa attraverso tre momenti fondamentali: ideare, stendere e verseggiare.
- Alfieri attribuisce maggiore importanza al momento dell'ideare, in cui struttura il dramma, definisce i personaggi e traccia l'estratto delle scene.
- La fase dello "stendere" è caratterizzata dall'impeto e dalla libertà delle emozioni, scrivendo in prosa senza badare allo stile.
- Infine, il "verseggiare" avviene con un intelletto riposato, selezionando i pensieri migliori e trasformando la prosa in poesia.
- Questo processo si inserisce nella prospettiva romantica del "genio" creativo.
- Le definizioni formali dei processi di scrittura si alternano a metafore come il "respiro" e la "nascita", il "getto" creativo e il "limare".
- Le opposizioni tra "impeto" e "intelletto riposato" sottolineano il contrasto tra la fase di ispirazione e quella di riflessione critica nella creazione artistica.
Il Saul
- La tragedia "Saul", pubblicata nel 1788, trae ispirazione dai Libri di Samuele dell'Antico Testamento, conferendo solennità all'opera.
- La storia si concentra su Saul, re che, a causa delle sue azioni empie, perde la benedizione divina in favore di David.
- Saul entra in conflitto con i sacerdoti e con David.
- La guerra contro i Filistei culmina nella morte di Saul e nella successione di David.
- La trama si sviluppa in cinque atti.
- Saul è in attesa della battaglia contro i Filistei.
- David ritorna nel campo e si ricongiunge con i figli di Saul.
- Saul si riconcilia con David, allontanando il suo generale Abner.
- Saul ricade nel sospetto e aggredisce David.
- Saul riceve avvertimenti profetici, ma li ignora.
- Dopo un attacco dei Filistei e la morte di Gionata, Saul, sopraffatto dal delirio e dalla paura, si suicida.
- La figura di Saul è complessa: un tiranno ribelle alla volontà divina, ma anche un eroe che cerca la propria dignità.
- La tragedia mette in evidenza i suoi profondi tormenti interiori.
- Saul appare come un carnefice, ma è lui stesso la vera vittima delle sue paure e insicurezze.
- Il dramma offre molteplici possibilità di lettura, come tragedia del potere o dramma familiare.
- La relazione tra Saul e David riflette anche un complesso legame paterno-filiale.
- Saul è costretto ad affrontare la sua condizione di abbandono da parte di Dio.
- Si può esplorare una lettura psicanalitica del testo, in cui il conflitto tra Saul e David si carica di significati edipici.
La Mirra
- La tragedia "Mirra" di Alfieri si concentra sulla lotta interiore della protagonista di fronte a una passione incestuosa verso il padre Cinira.
- La storia si svolge in un contesto familiare dominato da sentimenti di tenerezza.
- Alfieri si stacca dalle sue caratteristiche consuete, assenti conflitti esterni e figure di tiranni: il padre, Ciniro, si mostra premuroso nei confronti della figlia fino alla scoperta della verità.
- La trama si articola in cinque atti.
- I genitori di Mirra cercano di capire le cause della sua disperazione.
- Mirra chiede alla nutrice di aiutarla a morire.
- Mirra rivela il suo segreto empio e si uccide.
- La novità risiede nel fatto che Alfieri si allontana dalle sue solite figure di tiranni e conflitti esterni, focalizzandosi sulla lotta interna della protagonista.
- La passione diventa il vero tiranno, contro cui Mirra lotta invano.
- L'innocenza della protagonista risiede nella sua condizione di vittima delle forze irrazionali che la dominano.
- Alfieri esplora temi come l'infelicità, l'innocenza e la pietà, presentando una visione dell'uomo in cui pulsioni oscure si scontrano con la volontà razionale.
- Il suicidio finale è una forma estrema di affermazione del valore e della purezza personale.
La "Confessione" di Mirra
- Nella seconda scena del quinto atto della tragedia "Mirra", la tensione si concentra sul confronto tra Mirra e il padre Ciniro.
- Mirra esprime l'orrore del suo desiderio attraverso la frase «Oh madre mia felice».
- La scena si sviluppa come un processo di rivelazione interna.
- Il linguaggio è ambiguo, con battute che contengono significati diversi per il pubblico rispetto ai personaggi.
- Ciniro si ritrae inorridito quando intuisce la verità.
- La sofferenza di Mirra è tale da spingerla a chiedere la morte.
- L'ironia tragica emerge quando la rivelazione finale mostra l'inconsistenza delle promesse e delle speranze.
- Alfieri esplora la tragicità dell'amore e le sue conseguenze devastanti nella sfera familiare.
Le Rime
- Le Rime di Vittorio Alfieri rappresentano la storia dell'anima dell'autore e ne seguono il percorso poetico.
- La raccolta è suddivisa in due parti, composte tra il 1776 e il 1799.
- La prima parte comprende le liriche scritte fino al 1789, mentre la seconda parte include quelle scritte dopo questa data e venne pubblicata postuma nel 1804.
- I temi trattati spaziano dalla raffigurazione di paesaggi sublimi a riflessioni esistenziali sulla morte.
- La seconda parte dà maggior spazio all'amore e alla stessa poesia, presentando un tono più pacato e meditativo.
- Alfieri non si allinea alle tendenze poetiche del suo tempo, rifiutando la poetica arcadica e cercando un'espressione forte e degna del "forte sentire".
- Questa scelta stilistica è influenzata dai grandi della poesia italiana, come Dante, Petrarca, Ariosto e Tasso.
- In particolare, il Canzoniere di Petrarca ha un impatto significativo sulla struttura e sulla scelta dei temi.
Sublime Specchio di Veraci Detti
- È un'autobiografia poetica che esplora la propria identità e natura contraddittoria.
- La struttura bipartita descrive prima l'aspetto fisico del poeta, seguito da una riflessione psicologica più profonda.
- Il paragone con Achille e Tersite mette in luce questa dualità interna.
- La lingua e lo stile alfieriani si caratterizzano per una descrizione lineare e cesure regolari.
- L'autoritratto poetico di Alfieri si inserisce nel contesto culturale del tardo Settecento, anticipando i temi romantici dell'individualità.
- Conclude che solo nella morte si potrà comprendere la propria vera grandezza di spirito.
- Con l'ascesa dell'individualismo nell'epoca moderna, emerse il genere dell'autoritratto poetico, esemplificato da Alfieri, Foscolo e Manzoni.
- Tutti e tre i sonetti seguono uno schema simile: una descrizione fisica seguita da una psicologica, culminante in riferimenti alla morte.
Tacito Orror di Solitaria Selva
- Il sonetto "Tacito orror di solitaria selva" rappresenta un paesaggio sublime che rispecchia l'animo di Alfieri in conflitto con il suo tempo.
- Composto il 26 agosto 1786, descrive l'esperienza emotiva di una passeggiata solitaria nella selva, dove la "dolce tristezza" offre un rifugio dalle preoccupazioni mondane.
- Esprime una profonda critica verso il proprio secolo e la tirannia politica, preferendo la libertà nella solitudine.
- Il sonetto intreccia la descrizione del paesaggio con riflessioni sulla propria natura e sui rapporti con gli altri.
- La selva diventa un simbolo della serenità interiore che l'autore cerca.
Il Neoclassicismo: La Classicità Come Modello Della Modernità
- Fu un movimento culturale emerso durante l'epoca napoleonica.
- Si ispirò fortemente all'antichità classica, sia greca che romana, con l'obiettivo di creare una società più razionale e matura. – Scoperte archeologiche come quelle di Ercolano e Pompei rinnovarono l'interesse per il passato, accompagnato da un crescente turismo e la riscoperta di testi antichi, grazie alla filologia.
- Le traduzioni delle opere greche e latine diffusero l'ideale di perfezione classica nella cultura moderna.
Le Teorie e i Principi del Neoclassicismo
- Si differenzia da altri movimenti classicisti poiché la sua ispirazione non deriva principalmente dai testi antichi, ma dalle immagini delle arti visive.
- Johann Joachim Winckelmann è una figura centrale del Neoclassicismo, con la sua pubblicazione "Pensieri sull'imitazione delle opere greche nella pittura e nella scultura" (1755).
- Winckelmann enfatizza l'importanza della compostezza, del dominio sulle passioni e dell'armonia nell'arte, proponendo di trascendere la natura per raggiungere l'ideale dell'arte greca.
- Il pittore Anton Raphael Mengs collaborò con Winckelmann.
- Giovan Battista Piranesi si oppose a Winckelmann difendendo la superiorità dell'arte romana.
- Entrambi concordavano sull'idea che l'imitazione del classico fosse una forma di emulazione per diventare inimitabili.
Le Varie Declinazioni del Neoclassicismo
- Si articola in diverse varianti, riflettendo letture diverse dell'antichità.
- Un tipo è caratterizzato da un ideale estetico di "nobile semplicità e quieta grandezza" legato all'ellenismo.
- Un altro aspetto è quello etico-politico, orientato verso diverse tendenze: dai giacobini ai napoleonici.
- Il confronto con i modelli classici è spesso segnato dalla consapevolezza di una distanza, con un sentimento nostalgico verso un'antica grandezza.
- Questo introduce una nota di malinconia nell'ideale armonico del Neoclassicismo.
Il Laocoonte di Winckelmann
- In "Pensieri sull'imitazione delle opere greche nella pittura e nella scultura" (1755), Winckelmann esalta la superiorità degli antichi.
- Il gruppo scultoreo del Laocoonte è esemplare di questo canone estetico, rappresentando il dolore del personaggio senza esagerazione ma con equilibrio tra passione e compostezza.
- Lo stile si caratterizza da opposizioni in equilibrio dinamico.
- Winckelmann propone una visione della bellezza che fonde dimensione estetica e etica, con il principio greco della kalokagathia.
- La grandezza del modello greco non deve essere imitata passivamente, ma reinterpretata creativamente per l'equilibrio e il controllo delle passioni.
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